Lingua tagoi

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Tagoi (ŋɔ̹́gɔ̹́lɛ̹́)
Creato da {{{creatore}}}
Contesto {{{contesto}}}
Parlato in Sudan
Regioni Kordofan
Periodo {{{periodo}}}
Persone ca. 13.000
Classifica non in top 100
Scrittura Alfabeto latino
Tipo VSO
Filogenesi Lingue niger-kordofaniane
 Lingue kordofaniane
  Lingue Rashad
Suddivisioni {{{sub1}}}
Statuto ufficiale
Nazioni {{{nazione}}}
Regolato da {{{agenzia}}}
Codici di classificazione
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Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
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Traslitterazione
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La lingua Tagoi (ŋɔ̹́gɔ̹́lɛ̹́) è una lingua kordofaniana, strettamente imparentata con il tagali, parlata nei pressi della città di Rashad nel Kordofan meridionale, in Sudan, a circa 12 N, 31 E. Conta in tutto circa 13,000 parlanti. Come molte altre lingue kordofaniane, ha un sistema nominale complesso e racchiude al suo interno diversi dialetti, come il Tumale, il tagoi vero e proprio, il Moreb e il Jebel Turjuk. Questo articolo tratterà le peculiarità linguistiche del Turjuk, altrimenti denominato Orig (ŋóórig).

Indice

[modifica] Fonetica

Le consonanti sono:

p t c k
f s
r
l
m n ɲ
y w

Le plosive si distinguono tra occlusive o fricative.

Le plosive e le sonoranti possono dare luogo a geminazione. Possono aver luogo alcuni cluster consonantici (quasi sempre due consonanti), soprattutto dall'unione di sonoranti. Diffuse anche le prenasalizzate.

ʃ, h, z si trovano in alcuni prestiti dall'arabo.

Il sistema vocalico non è ben definito. Sul versante fonetico sembra presentare tratti basilari: a, e, i, o, u, ɛ, ɔ, ɪ, ʊ, ə.

Pare che esistano tre tonemi: alto, basso, e talvolta discendente.

[modifica] Grammatica

[modifica] Sostantivi

Ogni sostantivo è composto da un prefisso e da un lessema. Il prefisso identifica il genere. Varia con il numero.

I generi comprendono:

  • w-, pl. y-: pare riguardi solo uomini e animali. Es: wùttar "capo" > yáttar "capi"; wín "serpente" > yínét "serpenti".
  • bilabiali-, pl. yi-, comprende la maggior parte degli alberi; eg wòr "um-kaddaqi" > yíwóórèn, púrn "braccio superiore" > yìbúrn.
  • pl. senza cambio di iniziale, comprende una serie di termini che esprimono relazioni di parentela; es màrá "strada" > màrnát, àppá "padre" > àppánàt
  • t-, pl. y-: soprattutto parti del corpo; es tárák "pelle" > yárák, téŋlàk "lingua" > yáŋùlàk.
  • t-, pl. ŋ-: quasi esclusivamente parti del corpo; eg téŋlàk "lingua" > ŋéŋlàk, tìɲèn "dente" > ŋìɲèn.
  • t- senza plurale: toponimi, nomi collettivi di persona
  • y-, pl. ŋ-: un buon numero di frutti, ma anche tanti altri. Es "uovo" > ŋíye; yìmbó "ginocchio" > ŋìmbó.
  • ŋ- senza plurale: lingue, sostanze liquide, anche nomi verbali; es ŋə̹́gdìráá "Lingua araba" (< kə̀dráá "Arabo"), ŋàì "acqua".
  • k-, pl. s-: sembra il genere più comune, che comprende vari campi semantici; es kábà "capanna" > sábà, kám "capelli" > sám, kàdìrú "maiale" > sàdìrú.
  • c-, pl. ɲ-: comprende vari campi semantici da cui si derivano anche vari diminutivi; eg: cíŋ "bambino, ragazzo" > ɲín; cúdén "uccello" > ɲúdén.

Nelle costruzioni con il genitivo, la testa del sintagma è seguita da un elemento di collegamento che concorda con il genere, a sua volta seguito dal sintagma del possessore; es. ɲín ɲi-adam "figlio di Adamo"; kʊs ki-gai "teschio (lett. osso della testa)".

[modifica] Aggettivi

Gli aggettivi seguono il nomo e concordano per genere e numero; es kús kàlló "osso sottile" > sús sàlló "ossa sottili".

[modifica] Dimostrativi

Anche i dimostrativi seguono il nome e concordano per classe nominale. Essi sono:

  • tre brevi : -i- "questo" (con il prefisso di concordanza copiato prima e dopo la i), -ur, -un "quello". Eg: gálám kɛ́k "questa matita" > sálmát sɛ́s "queste matite"; gálám kur "quella matita".
  • tre lunghi, formate aggiungendo (-)-an al precedente; es wùskén wèwán "questo coltello", gálám kurkan "quella matita".

[modifica] Numeri

I numeri da uno a quattro sono normali aggettivi; es yʊ́r yùkók "due mani". Non si conosce il comportamento di altri numeri. Quando si usa senza la testa di un sintagma, appaiono come segue, con il prefisso w- per i numeri 1-5:

  1. wàttá, ùttá
  2. wùkkók
  3. wìttá
  4. wàrʊ̀m
  5. wʊ̹̀ràm
  6. ɲérér
  7. ʊ̀mʊ̀rgʊ́
  8. tùppá
  9. kʊ́mnàsá(n)
  10. kʊ́mán

[modifica] Pronomi

I pronomi sono i seguenti:

Independenti Possessivi (concordano per classe nominale) Soggetti del verbo Oggetti del verbo
Io yìgə̹́n -ìríŋ y- àd-
Tu ɔ̀gə̜́n -ìrɔ́ŋ w- nú-
Egli/Ella/Esso tùgə̜́n -ùrúŋ - - (í-?)
Noi nìgə̹́n -ìrín n- àníŋg(ì)-
Voi nɔ̀gə̜́n -ìrɔ́n ŋ- núng(ì)-
Essi / Loro nɛ̀gə̜́n -ìrɛ́n t- níng(ì)-

Esempi di inflessione personale di ogni verbo: Musa àdúbìr "Musa mi ha picchiato"; yàyá "Io bevo".

[modifica] Pronomi interrogativi

Comprendono agn "che,cosa?", tá̹jí̹n "chi?", nɛ́gán "dove?", cínàcɛ̀n "quale (maschile)?"

[modifica] Verbi

Pare esistano almeno quattro forme di base: presente (es y-ìlàm "Io guardo"), passato (es y-ílàm "Io guardai, guardavo"), imperativo (eg k-ìlmɛ́ "guarda!"), e imperativo negativo (eg ánák w-èlm-ò "Non guardare"). La differenza tra presente e passato è marcata soprattutto dal tono: Basso ascendente o a volte Basso Durativo al presente, Alto discendente al passato. A volte sono stati osservati anche cambi di vocale. All'imperativo alcuni verbi prendono il prefisso k-, altri no; ciò dipende dalla presenza di una vocale all'inizio della forma verbale.

Il verbo "essere" ha due diverse radici a seconda del tempo: -ɛ́n al presente, -ɪ́rɪ̀n al passato.

La negazione del verbo viene espressa dal prefisso k-, seguito dal verbo "essere".

[modifica] Sintassi

La sequenza di base è verbo-oggetto-soggetto, anche al modo imperativo. I complementi di luogo precedono il verbo. Le frasi nominali usano il verbo "essere". I modificatori seguono solitamente la testa del sintagma.

[modifica] Referimenti

  • Thilo C. Schadeberg & Philip Elias, based on the notes of Fr. Carlo Muratori. A Description of the Orig Language (Southern Kordofan). Archief voor Antropologie Nr. 26. Centre Royal de L'Afrique Centrale: Tervuren, 1979.
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