Licurgo di Atene

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Licurgo (circa 390 a.C. – 324 a.C.) è stato un oratore greco antico facente parte del corpo dei dieci oratori attici.

[modifica] Biografia

Rampollo di una vecchia famiglia aristocratica, Licurgo si richiama, come molti aristocratici, all'esempio spartiata. Licurgo è un esponente della parte democratica, ma alla sua epoca non vi è più incompatibilita tra usi spartiati e democrazia. Fu allievo di Platone e di Isocrate.

Riveste un ruolo importante solo dopo la sconfitta di Atene a Cheronea, nel 338 a.C., contro l'esercito di Filippo II di Macedonia, quando è già cinquantaduenne. Non sappiamo nulla di lui prima di questa data. Nel 388 a.C., ricopre una magistratura importante per quattro anni, mentre fino ad allora tutte le magistrature duravano un anno. Viene rieletto due volte, quindi resta al potere per ben dodici anni. Si occupa della restauarazione della finanza e dell'esercito, così come della ricostruzione degli edifici pubblici. È un anti-macedone, vicino alle posizione prese da Demostene. Prepara, infatti, un piano di rivincita contro Filippo dopo la disastrosa sconfitta. Cerca di unire il corpus civico e di mettere in primo piano un forte patriottismo, necessario contro la Macedonia.

[modifica] Opere

Di lui ci sono rimaste molte opere retoriche. Sono tutte delle arringhe pronunciate durante processi politici, di un gran numero eisangelici, ovvero procedure eccezionali giudiziarie per alto tradimento. In particolare:

  • Contro Licofone, che viene accusato di adulterio. Di questo processo ci è pervenuta solo la difesa d'Iperide, non la sua arringa d'accusa.
  • Contro Euxenippo. Dopo Cheronea, Filippo di Macedonia risparmia Atene e lancia un attacco contro Tebe. Il tiranno macedone aveva proposto di dare ad Atene un territorio tebano che la città rivendicava da tempo. Atene allora invia Euxenippo dall'oracolo divino, che da una risposta molto ambigua. Licurgo accusa Euxenippo di aver volontariamente riportato un responso ambiguo. Anche di questo processo ci è pervenuto solo la difesa d'Iperide.
  • Contro Aristogitone. Si tratta di un'accusa che Licurgo scrive con l'appoggio di Demostene, contro il sicofante Aristogitone.
  • Contro Cefisodote. Cefisodote aveva proposto un decreto per rendere degli onori a Demade, oratore politico promacedone che aveva negoziato una pace vantaggiosa per Atene e impedito le ripercussioni sulla città per la sua ribellione in seguito all'avvento al trono di Alessandro il Grande. Licurgo non riuscì poi a far condannare Cefisodote.
  • Contro Lisicle. Lisicle era uno degli strateghi di Cheronea che sarà condannato e giustiziato a morte dopo questo processo eisangelico.
  • Contro Autolico, membro del consiglio dell'Aeropago che aveva posto la sua famiglia al sicuro lontano da Atene durante la battaglia di Cheronea. Viene condannato e giustiziato.
  • Contro Leocrate, un semplice cittadino privato che si era rifugiato all'estero con la sua famiglia. Sfugge alla condanna per un soffio.
antica Grecia Portale Antica Grecia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di antica Grecia
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni