Libro della Sapienza
| Antico Testamento |
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| Ebraico, Cattolico, Ortodosso, Protestante
Torah o Pentateuco: Profeti anteriori o Libri storici: Profeti posteriori - Profeti maggiori: Profeti posteriori - Profeti minori:
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| Deuterocanonici (non canonici per ebrei, canonici per cattolici e ortodossi, apocrifi per protestanti)
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Ortodosso
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| Copto |
| Siriaco (Peshitta) |
| Progetto Religione uso tabella |
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Incipit del Libro della Sapienza, codice Gigas secolo XIII
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Il Libro della Sapienza o Sapienza di Salomone o semplicemente Sapienza (greco Σοφία Σολομώντος, sofía solomóntos, "sapienza di Salomone"; latino Sapientia) è un testo contenuto nella Bibbia cristiana (Settanta e Vulgata) ma non accolto nella Bibbia ebraica (Tanakh). Come gli altri libri deuterocanonici è considerato ispirato nella tradizione cattolica e ortodossa, mentre la tradizione protestante lo considera apocrifo.
È scritto in greco e redatto in Alessandria d'Egitto tra il 20 a.C. e il 38 d.C. (dal biblista Giuseppe Scarpat) [1]. Opera di Filone o di un filoniano-alessandrino, in particolare per gli eventi narrati nel Capitolo 14° (Le statue di Caligola in Sinagoga). La precedente tradizione cristiana pseudoepigraficamente lo aveva attribuito al saggio re Salomone. Nel 405, san Girolamo lo attribuì a Filone di Alessandria e così anche san Bonaventura (dottore della Chiesa, 1482).
Sapienza, in ordine cronologico, è l'ultimo libro biblico dell'Antico Testamento, ma redatto nel periodo cristiano senza mai menzionare il Messia.
È composto da 19 capitoli con vari detti di genere sapienziale, con in particolare l'esaltazione della Sapienza divina personificata.
[modifica] Autore
Gli studiosi biblici ritengono che la lingua usata e le idee espresse conducono ad un'origine greca del libro e che l'autore sia un ebreo di Alessandria. Troviamo il greco più classico della Bibbia dei Settanta. Non sono pervenute copie del libro della sapienza in lingua ebraica.
Il libro si presenta come opera di Salomone, indicato ma senza fare il nome (9,7-8) si presenta come un re (7,5; 8,9-15) e si rivolge ai re come a colleghi (1,1; 6,1-11,21). Di fatto, però, si tratta di un espediente letterario per mettere questo scritto sotto il nome del più grande saggio d'Israele, come già accadde per l'Ecclesiaste o il Cantico dei cantici.
L'autore del testo, è ritenuto dagli studiosi biblici un esperto in filosofia, in religione e nell'etica. L'autore di Sapienza è diverso dall'autore del libro Qoelet, anche se i due libri vogliono condurre al medesimo autore (Re Salomone). In realtà è un artificio letterario. Sap 2,1 sembra risponda in modo diretto alla problematica sollevata da Qoelet:
| « Dicono fra loro sragionando: «La nostra vita è breve e triste; non c'è rimedio, quando l'uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi. » (Sapienza 2,1) |
Tra i contributi principali del libro ci sono la fede nell'immortalità dell'anima e nell'eternità della Sapienza divina. Inoltre, nel cap. XIV contro l'idolatria e le statue dell'imperatore Caligola nei luoghi di culto.
[modifica] Data di composizione
Riguardo alla datazione, l'edizione 2009 della "La Bibbia Ed. san Paolo" (testo CEI 2008, a pag. 1374), accoglie la tesi del biblista Scarpat ed assegna una data compresa «tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I d.C. A confermarlo ci sarebbero le allusioni alla situazione storica del tempo, gli influssi filosofici e letterari greci». Il testo biblico veterotestamentario, nonostante sia stato scritto nell'era cristiana, non parla di Cristo né della Risurrezione.
[modifica] Note
- ^ Giuseppe Scarpat, Rivista Biblica, 15, pp. 170-189, anno 1967