Letteratura latinoamericana

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La letteratura latinoamericana è la letteratura scritta in lingua spagnola, portoghese, francese o creola da autori di paesi considerati parte dell'America Latina.

Indice

[modifica] Letteratura iberoamericana e ispanoamericana

La letteratura latinoamericana ricomprende la letteratura iberoamericana e letteratura ispanoamericana. La letteratura iberoamericana comprende tutte le opere scritte nelle lingue della penisola iberica: spagnolo e portoghese. La letteratura ispanoamericana è una categoria più ristretta che comprende solo le opere scritte in lingua spagnola. Pertanto la letteratura ispanoamericana è una parte della letteratura iberoamericana che a sua volta è inclusa nella letteratura latinoamericana. Nella letteratura latinoamericana non sono comprese le opere sudamericane e caraibiche scritte in inglese, olandese o altre lingue.

La letteratura latinoamericana raggiunse una particolare notorietà a partire dalla seconda metà del XX secolo, grazie al successo internazionale di uno stile battezzato «realismo magico», il cui più famoso esponente era Gabriel García Márquez, ma essa ha comunque una storia lunga e complessa.

[modifica] Letteratura precolombiana

Le culture precolombiane erano basate primariamente sull'oralità anche se gli Aztechi e i Maya avevano sviluppato codici di scrittura elaborati. I racconti orali dei miti e delle religioni furono spesso trascritti dopo l'arrivo dei colonizzatori europei, come nel caso più noto del Popol Vuh. Una tradizione di narrativa orale è sopravvissuta fino a oggi, per esempio tra la popolazione Quechua del Perù e tra i Quiché del Guatemala.

[modifica] Letteratura coloniale

Dal momento della «scoperta» del continente da parte degli europei, i primi esploratori e i conquistadores produssero cronache e racconti scritti delle loro esperienze. Un esempio sono le lettere di Cristoforo Colombo o la descrizione della conquista del Messico di Bernal Díaz del Castillo. A volte queste opere erano in relazione con gli aspri dibattiti sulla condizione degli indigeni e sui problemi etici della colonizzazione, come nell'opera di Bartolomé de las Casas, Brevísima relación de la destrucción de las Indias. Durante il periodo coloniale, la cultura era spesso nelle mani della Chiesa. All'interno di questo contesto si sviluppa l'opera poetica e filosofica di Suor Juana Inés de la Cruz. Fra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX, emerse un'autonoma tradizione di scrittura criolla legata al movimento di lotta per l'indipendenza. Per esempio il primo romanzo di José Joaquín Fernández de Lizardi, El Periquillo Sarniento del 1816. Gli stessi libertadores spesso si cimentarono nella scrittura, come fecero Simón Bolivar e Andrés Bello.

[modifica] Letteratura del XIX secolo

La letteratura del XIX secolo fu, per l'America Latina, un periodo di costruzione di fondamenta letterarie. Furono scritti romanzi che cercavano di seguire la linea della tradizione Romantica o Naturalista europea, ma che al tempo stesso volevano rafforzare e stabilire una precisa identità nazionale. Spesso il dibattito letterario si concentrava sul problema dei rapporti fra civiltà e natura (o barbarie), come negli esempi di Facundo (1845) dell'argentino Domingo Sarmiento o di María, del colombiano Jorge Isaac. Altre opere consimili sono Cumandá (1879), dell'ecuadoriano Juan León Mera e Os Sertões (1902) del brasiliano Euclides da Cunha. Queste opere costituiscono le fondamenta dei canoni nazionali dei diversi paesi latinoamericani e di solito sono oggetto obbligatorio di studio nei vari programmi scolastici. Nella letteratura del XIX secolo spicca il poema epico Martín Fierro (1872) dell'argentino José Hernandez. È la storia di un povero gaucho che viene arruolato per combattere una guerra di frontiera contro gli indios.

[modifica] Il modernismo

A partire dal tardo XIX secolo, nella letteratura latinoamericana, emerse un movimento modernista, il cui testo fondamentale è considerato Azul (1888) del poeta nicaraguense Rubén Darío. Questo fu il primo movimento letterario latinoamericano ad avere qualche influenza fuori dalla regione culturale d'origine e fu anche il primo movimento realmente latinoamericano, visto che le differenze nazionali cominciavano a non costituire più un problema. Per esempio José Martí, anche se era un patriota cubano, visse in Messico e scrisse per i giornali argentini. Nel 1900 l'uruguayano José Enrique Rodó scrisse l'opera-manifesto che favorì il risveglio culturale di tutta la regione: Ariel. Un altro importante esponente della vanguardia poetica è il peruviano César Vallejo (Santiago de Chuco, 1892-Parigi 1938), chi scrisse Los Heraldos Negros in 1918, trattando la sofferenza universale degli esseri umani, e Trilce in 1922, il quale ha un linguaggio poetico molto personale. Anche se il modernismo in se stesso è visto spesso come un movimento estetizzante e antipolitico, alcuni suoi esponenti, e tra essi Martì e i peruviani Manuel González Prada e José Carlos Mariátegui, si distinsero per un'aspra critica nei confronti della società contemporanea e dell'ordine sociale, specialmente per quel che riguardava il trattamento delle popolazioni indigene. Negli anni venti si sviluppò un movimento cosiddetto di «indigenismo», cioè dedicato a rappresentare la cultura degli indigeni e le ingiustizie che questi avevano subito a causa della colonizzazione. Parte di questo movimento sono, per esempio, il peruviano José María Arguedas e la messicana Rosario Castellanos. L'argentino Jorge Luis Borges, negli anni venti, inventò quello che è quasi un altro genere rispetto al modernismo, fatto di corti racconti filosofici e allegorici, pieno di erudizione e senso dell'umorismo, quasi un'anticipazione della narrativa post-moderna. Ben presto Borges diventò il più importante e più conosciuto scrittore latinoamericano. Nello stesso periodo Roberto Arlt creò uno stile molto differente, più vicino alla cultura di massa e alla letteratura popolare, riflettendo i fenomeni di urbanizzazione e di immigrazione dall'Europa che stavano cambiando la società del Cono sud. Figure importanti in questo periodo sono il narratore brasiliano Machado de Assis che con i suoi romanzi e racconti brevi, ironici e basati sull'introspezione psicologica, introdusse tematiche completamente nuove nella prosa brasiliana, ma anche i poeti Oswald de Andrade, il cui Manifesto Antropófago esaltava la natura meticcia della cultura brasiliana, e Carlos Drummond de Andrade. La rivoluzione messicana ha ispirato molti romanzi, come Los de abajo di Mariano Azuela, un'opera impegnata, influenzata dal realismo socialista che diventò il punto di riferimento per la letteratura messicana per diversi anni. Nel 1940 il romanziere messicano Juan Rulfo e il guatemalteco Miguel Ángel Asturias sarebbero stati i precursori del cosiddetto periodo del Boom, la cui caratteristica principale era lo stile del realismo magico.

[modifica] La poesia dopo il modernismo

La poesia latinoamericana del XX secolo si è spesso basata sull'impegno politico, particolarmente sul modello del premio Nobel cileno Pablo Neruda, del nicaraguense Ernesto Cardenal e del salvadoregno Roque Dalton. Altri poeti significativi sono il cubano Nicolás Guillén, l'uruguagio Mario Benedetti, la cilena Gabriela Mistral e il messicano Octavio Paz (gli ultimi due entrambi vincitori del premio Nobel).

[modifica] Il Boom della letterature latinoamericane

Dopo la seconda guerra mondiale l'America Latina si avvantaggiò di un periodo di prosperità economica. Il boom economico coincise anche con un boom letterario. Dal 1960 al 1967 furono pubblicate opere fondamentali che caratterizzarono questo periodo. Molti di questi romanzi si ponevano in antagonismo con la tradizione culturale dell'America Latina. Gli autori oltrepassarono i normali confini fra i generi, compirono esperimenti con la lingua, spesso mescolarono diversi stili di scrittura. Anche la struttura formale delle opere letterarie venne trasformata sotto l'influenza di scrittori nord americani e europei come William Faulkner, James Joyce e Virginia Woolf. I romanzi del boom erano spesso narrativamente non-lineari, trascuravano le regole convenzionali di scrittura, usavano tecniche come il monologo interiore. Gli autori di questo periodo traevano anche ispirazione reciproca dalle loro opere. Il boom lanciò definitivamente la letteratura latinoamericana sul piano mondiale. Il romanzo sperimentale dell'argentino Julio Cortázar, Rayuela (Il gioco del mondo, 1963) fu immediatamente pubblicato in Spagna e poi tradotto in inglese. Fra il 1966 e il 1968 Emir Rodríguez Monegal pubblicò la rivista letteraria Mundo Nuevo, un mensile che ebbe un ruolo chiave nel lanciare la narrativa di giovani scrittori come Guillermo Cabrera Infante o Severo Sarduy. Due capitoli di Cien años de soledad (Cent'anni di solitudine), capolavoro di García Márquez, vennero anticipati proprio su Mundo Nuevo. Nel 1967, Cent'anni di solitudine fu pubblicato integralmente e col suo successo segnò l'affermazione a livello mondiale dello stile noto come «realismo magico». L'apice del boom letterario in America Latina è di solito identificato col monumentale romanzo Yo, el supremo (1974) di Augusto Roa Bastos. Altri importanti narratori del periodo sono il già citato scrittore cubano Cabrera Infante e il cileno José Donoso. Anche se il boom della letteratura latinoamericana coincide con un periodo di forte espansione economica e con un generale miglioramento delle condizioni sociali, gli autori di questo periodo tendevano ad essere pessimisti riguardo alle possibilità di modernizzazione della società latinoamericana. Le loro opere si concentravano spesso sui problemi e le ingiustizie che le diverse popolazioni dovevano sopportare nei loro paesi. I disordini politici diffusi in tutta l'America Latina avevano una profonda influenza sugli autori del boom. Alcune opere avevano profeticamente previsto la conclusione di quel periodo di prosperità e il risorgere di tutti i vecchi problemi caratteristici, l'autoritarismo, la dittatura, il disprezzo dei diritti umani, la povertà.

[modifica] Dopo il Boom

La letteratura post-Boom è caratterizzata spesso dalla tendenza all'uso dell'ironia e dal ricorso ai generi della letteratura popolare, come nel caso dello scrittore argentino Manuel Puig o del messicano Paco Ignacio Taibo II. Alcuni scrittori avevano avvertito il boom letterario come un peso e denunciato aspramente la limitatezza del concetto di «realismo magico» per descrivere una letteratura così complessa. Il cileno Alberto Fuguet ha messo in caricatura il «macondismo» che richiede agli scrittori latinoamericani di ambientare le loro storie in qualche torrida giungla tropicale nella quale realtà e fantasia coesistono. Nonostante ciò molti scrittori hanno ancora successo sull'onda dello sfruttamento del «realismo magico», per esempio Laura Esquivel che ha scritto il pastiche Como agua para chocolate, ma anche i best-seller di Paulo Coelho e Isabel Allende possono essere visti nella stessa prospettiva.

[modifica] Lista delle letterature latinoamericane

In portoghese

In francese

In spagnolo

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