Leone Wollemborg

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sen. Leone Wollemborg
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Leone Wollemborg
Luogo nascita Padova
Data nascita 4 marzo 1859
Luogo morte Camposampiero
Data morte 19 agosto 1932
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Possidente
Legislatura XXIV
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Leone Wollemborg
Barone
In carica  ? –
19 agosto 1932
Predecessore Giuseppe Wollemborg
Successore Leo Wollemborg
Trattamento Sua Signoria
Nascita Padova, 4 marzo 1859
Morte Camposampiero, 19 agosto 1932
Dinastia Wollemborg
Padre Giuseppe Wollemborg
Madre Giuseppina Jung
Consorte Alina Regina Fano
Religione cattolicesimo

Leone Wollemborg (Padova, 4 marzo 1859Camposampiero, 19 agosto 1932) è stato un economista e politico italiano, ebbe il merito di contribuire notevolmente in Italia alla diffusione dell'idea cooperativa di fine dell’Ottocento.

Indice

[modifica] Gli inizi

Nasce a Padova il 4 marzo 1859 nel palazzo di famiglia - israelita di origine tedesca - in Via del Santo (ora sede del Dipartimento di Geografia "Giuseppe Morandini" e, in parte, della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università), da Giuseppe, medico dedito ad attività commerciali, e da Giuseppina Jung.

Quindicenne si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova, laureandosi con una tesi sull'autonomia fiscale dei comuni. Conosce a memoria tutte le poesie di Heine e studia l'opera di Federico Guglielmo Raiffeisen, l'ideatore delle Casse Rurali germaniche, col quale collabora al "Landeswirtschaftliches Genossenschaftblatt", la rivista del borgomastro tedesco.
Allo scopo di applicare nel suo Veneto le iniziative del Raiffeisen, Wollemborg pur appena ventiquattrenne, passa all'azione in collaborazione con l'industriale vicentino Alessandro Rossi e con Luigi Luzzatti, il teorico delle banche popolari.

Il 20 giugno 1883 trentadue soci costituiscono a Loreggia, comune padovano in cui la famiglia Wollemborg aveva acquistato nel 1870 la villa Polcastro, la prima Cassa Rurale d'Italia, inizialmente dotata di un capitale sociale di appena duemila lire ma che dopo sedici mesi potrà contare su 107 soci e a intermediare 18800 lire erogando 113 prestiti fino ad un massimo di seicento lire al tasso "eccezionalmente mite" del 6,5% posticipato a scadenza biennale.

L'intento è quello di aiutare fittavoli, piccoli proprietari, chiusuranti e in genere tutto il mondo agricolo a sollevarsi dalla miseria e a liberarsi dagli strozzini con la concessione di prestiti in denaro a basso interesse e a scadenze lunghe. L'esperimento di Loreggia, cui collaborano il medico condotto Carlo De Portis e il cappellano don Nicola Condotta, ha tale successo da essere presto esteso ai comuni vicini e via via divulgato nella provincia, nella regione e poi in tutta Italia. Nel volgere di pochi decenni il numero delle casse rurali di prestiti italiane tocca le 3500 unità.

Anche la Chiesa si ispira all'iniziativa di Loreggia quando, nel 1891, fonda le casse rurali cattoliche. Del resto l'Italia aveva una ricca tradizione dei monti frumentari che a partire dal Seicento svolgevano un'utile funzione di credito agrario per sopperire al bisogno dei contadini per quello che riguarda l'anticipazione del costo delle sementi, esperienza andata a morire dopo l'unificazione anche perché in parte degenerata o male amministrata. Merito di Leone Wollemberg è stato quella di recuperare il piccolo credito agrario in chiave moderna, ricollegandola all'esperienza delle Casse rurali tedesche. La sua fama varca i confini nazionali con la medaglia d’oro all'Esposizione universale di Parigi del 1889 per la sua iniziativa filantropica.

Convinto che le divisioni ideologiche o religiose non debbano separare chi pone fiducia nella cooperazione, arriva a spingere lo stesso parroco di Loreggia a farsi socio. Nel 1885 istituisce il mensile "La cooperazione rurale", che pubblica fino al 1904.

[modifica] La politica

Sono gli anni in cui Padova, città considerata una roccaforte della tradizione cattolica, si affida volentieri a due illustri uomini di affari e di cultura di estrazione ebraica come Wollemborg e il barone veneziano Alberto Treves de Bonfili.

Entrato in Parlamento, nel 1892 Wollemborg contribuisce alla caduta di Giolitti per lo scandalo della Banca Romana. L’anno successivo viene eletto deputato nel Collegio di Cittadella tra le file dei liberal-progressisti, così pure nel 1895, battendo il conte Gino Cittadella Vigodarzere, la cui amicizia non rimane in alcun modo intaccata. Nemico di tutte le politiche fondate sull'ordine interno con mezzi spietati, si dimette dopo pochi mesi da sottosegretario alle Finanze sotto il ministero di Pelloux, troppo simile in questo a quello di Crispi.

Sua la legge "Provvedimenti per agevolare lo smercio del chinino" (23 dicembre 1900), grazie alla quale il "Chinino di Stato" è venduto a prezzo bassissimo in tutte le rivendite di sali e tabacchi. Nel 1901 è ministro delle Finanze del Governo Zanardelli. Prepara una riforma finanziaria fondata sull'atterramento dei dazi interni e sul passaggio del carico fiscale dalle fonti economiche al patrimonio e al reddito, unito allo sgravio dei consumi popolari. Scarsamente sostenuta dai partiti democratici di sinistra, la legge viene bocciata il 28 luglio; il 3 agosto successivo Wollemborg si dimette da ministro.

Trasferita la sua residenza da Padova a Loreggia, nel 1903 si sposa con Alina Fano. Dopo nove anni nasce il primogenito, al quale mette il suo nome (diventerà il famoso giornalista e saggista Leo J. Wollemborg). A favore dei Loreggiani coetanei del neonato pone in banca la somma di lire 1000 da ripartirsi, accresciuta degli interessi, alla visita della leva militare.

Nel 1913 non firma il "Patto Gentiloni", che stabilisce sette punti da accettare per avere l'appoggio elettorale dei cattolici. In particolare egli non ne condivide il terzo, riguardante la " seria istruzione religiosa nelle scuole pubbliche". Il suo rifiuto deriva sia dalla fedeltà verso le idee liberiste, che dal timore che la religione possa diventare "instrumentum regni".

Evitando di presentarsi al collegio elettorale della “cattolica” Cittadella, viene comunque sconfitto in quello di Ascoli Piceno. Inizialmente non accetta da Giolitti, suo avversario politico e estimatore, la nomina a senatore, accettando l’incarico solo dopo su proposta di Antonio Salandra.

Alla Camera Alta vota contro tutte le leggi fasciste liberticide, senza perdere la stima e il rispetto di Mussolini. Il 19 agosto 1932 muore all'ospedale di Camposampiero.
Per sua volontà testamentaria, nel 1935 nasce la "Fondazione Leone Wollemborg" a vantaggio dei contadini. Tra le opere di questa istituzione è da segnalare l'asilo infantile, a lui intitolato e tutt’oggi attivo.

[modifica] Onorificenze

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

[modifica] Bibliografia

  • Augusto Graziani, L’opera scientifica e pratica di Leone Wollemborg, Napoli, 1935
  • Ruggiero Marconato, La figura e l'opera di Leone Wollemborg Treviso, 1984.

[modifica] Scritti Principali

  • Leone Wollemborg, Scritti e discorsi di economia e finanza, Torino, 1935.
Predecessore Ministro delle Finanze del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Bruno Chimirri 15 febbraio 1901 - 3 agosto 1901 Paolo Carcano
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