Lavagna (Italia)

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Lavagna
comune
Lavagna – Stemma
Panorama di Lavagna, sullo sfondo il promontorio di Portofino
Panorama di Lavagna, sullo sfondo il promontorio di Portofino
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia Genova – stemma Genova
Sindaco Giuliano Vaccarezza (Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Lavagna") dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 44°18′26.45″N 9°20′41.56″E / 44.3073472°N 9.3448778°E / 44.3073472; 9.3448778 (Lavagna)Coordinate: 44°18′26.45″N 9°20′41.56″E / 44.3073472°N 9.3448778°E / 44.3073472; 9.3448778 (Lavagna)
Altitudine 6 m s.l.m.
Superficie 13,87 km²
Abitanti 13 013[1] (31-12-2010)
Densità 938,21 ab./km²
Frazioni Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura, Sorlana
Comuni confinanti Chiavari, Cogorno, Ne, Sestri Levante
Altre informazioni
Cod. postale 16033
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010028
Cod. catastale E488
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 552 GG[2]
Nome abitanti lavagnesi
Patrono Nostra Signora del Carmine
Giorno festivo secondo sabato di luglio
Localizzazione
Lavagna è posizionata in Italia
Lavagna
Posizione del comune di Lavagna nella provincia di Genova
Posizione del comune di Lavagna nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Lavagna (Lavàgna in ligure[3]) è un comune di 13.013 abitanti[4] della provincia di Genova in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Liguria.

La cittadina si sviluppa nella piana alluvionale sinistra del fiume Entella lungo la costa della Riviera ligure di levante nel Tigullio orientale. Distante circa 40 chilometri ad est di Genova, l'odierno abitato si sviluppa, oltre allo storico insediamento medievale, lungo il suo entroterra chiuso a monte da una serie di colline coltivate prevalentemente ad uliveti.

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle quattro frazioni di Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura e Sorlana[5] per un totale di 13,87 chilometri quadrati. Confina a nord con i comuni di Cogorno e Ne, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Chiavari e ad est con Ne e Sestri Levante.

Lavagna ha fatto parte della Comunità Montana Fontanabuona fino al 1º gennaio 2009 quando con la disciplina di riordino delle comunità montane, regolamentate con la Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[6] e in vigore dal 1º gennaio 2009, il comune è stato escluso delegando la stessa alle funzioni amministrative in materia di agricoltura, sviluppo rurale, foreste e antincendio boschivo.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Chiavari.

[modifica] Storia

Scorcio del centro storico di Cavi di Lavagna

Il borgo[7], come molti altri comuni liguri, si è sviluppato in epoca romana con il nome latino di Lavania. Il nome è rimasto nei secoli inalterato fino a trasformarsi nei secoli successivi nell'attuale toponimo di Lavagna.

Secondo fonti storiche locali, fu inizialmente nel primo Medioevo in epoca longobarda affidata ai monaci dell'abate irlandese san Colombano che sotto la direzione dell'abbazia di San Colombano di Bobbio la svilupperanno.

Contea dei Carolingi e soggetta successivamente ai vescovi di Genova, fu roccaforte feudale del nascente ramo nobiliare della famiglia dei Fieschi creando fino al 1198 una sorta di indipendenza giurisdizionale e politica da Genova. Questa famiglia porterà, con il suo dominio geografico e politico, nel futuro alto l'onore della città costruendo un vero e proprio impero nobiliare.

Durante il Medioevo tanti sono stati gli scontri politici per il dominio nel levante ligure e sicuramente i più forti antagonisti della famiglia si rivelarono i Doria, signori della repubblica genovese. Quando il borgo si eresse in comune autonomo, intorno al XII secolo, i signori fliscani continuarono - nei limiti - a svolgere il compito amministrativo e politico della cittadina. Nel XIV secolo, con l'assorbimento dei Fieschi nella più alta nobiltà genovese, si avviò un progressivo dimensionamento dei domini lavagnesi a cui seguì, da questo secolo, la sottomissione politica e giurisdizionale della vicina Chiavari, quest'ultima fedele alleata della repubblica marinara.

Nel 1564 fu saccheggiata dall'ammiraglio-pirata turco Dragut subendo devastazioni come in altri comuni vicini già colpiti dal saraceno negli anni prima.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lavagna rientrerà nel II Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I Cantone dell'Entella nella Giurisdizione dell'Entella. Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VIII° mandamento di Lavagna del Circondario di Chiavari della Provincia di Genova. Con regio decreto del 12 maggio 1889 verrà elevato al titolo di Città.

[modifica] Simboli

Lavagna (Italia)-Stemma.png
« D'oro alla banda ondata d'azzurro, accompagnata in capo da un castello fondato sulla roccia, al naturale, e cimato da una gru, colla sua vigilanza d'argento. Motto: "Entella" »
(Descrizione araldica dello stemma[8])

Lo stemma è stato concesso con il Reale decreto datato al 23 febbraio del 1890[8].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La basilica di santo Stefano illuminata per la festa patronale

[modifica] Architetture religiose

  • Basilica collegiata di Santo Stefano nel capoluogo. Sede pievana dal X secolo e collegiata dal 1610, l'odierna chiesa fu ricostruita intorno al 1653 sotto la direzione dell'architetto ticinese Giovanni Battista Ghiso. I due campanili laterali della facciata furono completati nel 1657. Alle spalle della chiesa è ubicato il monumentale cimitero che, per le sue sculture funebri, è considerato uno dei più pregevoli e importanti del territorio.
  • Santuario di Nostra Signora del Carmine nel capoluogo. L'attuale edificio fu costruito tra il 1617 e il 1631 ad opera dei Carmelitani scalzi. Riaperta al culto religioso nel 1806, dopo la soppressione e allontanamento dell'ordine religioso per i noti decreti napoleonici, subì notevoli interventi di restauro e rifacimento nel 1835. L'annesso convento, oggi di proprietà comunale, è la sede della biblioteca civica "Giovanni Serbandini Bini".
  • Santuario di Nostra Signora del Ponte nel capoluogo. Deve il suo nome al fatto di essere stata costruita ai piedi di un antico ponte in legno (trasformato in pietra per opera di Ugo Fieschi) che attraversa l'Entella. La sua storia e quella del ponte procedono di pari passo per molto tempo. Inizialmente i Fieschi fecero collocare sul ponte un altare con l'effigie di Sant'Erasmo; successivamente fecero edificare una cappella e fecero sostituire l'immagine di Sant'Erasmo con un quadretto raffigurante la Madonna. Su quella costruzione più volte rimaneggiata, fu riedificata e consacrata nel 1492 l'attuale chiesa, ad una sola navata. Sul prospetto è visibile un grande affresco della Madonna della Misericordia; l'opera di Lorenzo Fasolo è stata recentemente restaurata. Il campanile, in stile goticheggiante, raggiunge i 40 metri di altezza. La chiesa fu particolarmente cara alla famiglia Savoia; la regina Margherita la visitò personalmente e l'evento è ricordato in un affresco sopra la porta d'ingresso.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre della Chiesa nel capoluogo. Edificata nel 1974 e dedicata l'8 settembre del 1977[9], fu smembrata dalla parrocchia di Santo Stefano nel 1967 e creata parrocchia autonoma il 22 agosto del 1968. All'interno sono conservati una statua in legno policroma della Madonna, datata alla fine del XVIII secolo e restaurata nel 1980, e un crocifisso in legno di noce dello scultore Francesco Dall'Orso.
Torre Ravenna o più comunemente "Torre del Borgo"
  • Oratorio della Santissima Trinità nel capoluogo. Situato in prossimità del centro storico lavagnese e risalente al XV secolo, l'oratorio[10] fu nei secoli sede della locale confraternita della Santissima Trinità operante nell'assistenza ai poveri, alla riscossione degli schiavi e alle funzioni liturgiche dei defunti; ancora oggi sono conservati gli scranni lungo le pareti dove si sedevano i confratelli durante le riunioni. All'interno sono custoditi una decina di cristi processionali, tra cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano, diversi dipinti del pittore Luca Cambiaso e un organo del XVIII secolo.
  • Chiesetta di San Eufemiano nella località di Cerreto. Antica parrocchiale della località, succursale della parrocchiale di Barassi, è citata in alcuni documenti storici del XIII secolo e fu eremo dei monaci Benedettini Olivetani. Caduta successivamente in disuso, fu rimaneggiata nel 1987. La piccola chiesa, posta a 250 metri s.l.m., è raggiungibile a piedi attraverso un apposito sentiero.

[modifica] Architetture civili

Il ponte della Maddalena, del 1210, sul fiume Entella
  • Palazzo Franzoni. Il palazzo, eretto nel 1696 e oggi sede del municipio[10], è considerato uno dei più importanti e celebri nel panorama lavagnese e subì nei secoli differenti usi. Originariamente appartenente ai marchesi Franzoni, da cui deriverebbe la denominazione, fu dapprima occupato nel periodo francese di Napoleone Bonaparte dalle truppe d'oltralpe (1797) e in seguito convertito ad uso ospedaliero per le violente epidemie. Successivamente abbandonato fu acquistato da un locale contadino emigrato in Argentina - Lazzaro Repetto - e dal 1907 adibito per la ricezione alberghiera. Nel 1931, grazie ad una sottoscrizione della popolazione, fu acquistato dal Comune di Lavagna divenendo così sede attuale della municipalità lavagnese.
  • Palazzo Ravenna. Già convento dei Frati Carmelitani[10] fu, dopo alcuni lavori di modifica alla struttura, sede originaria del municipio. Dopo il trasferimento di quest'ultimo nel 1931 nell'attuale palazzo Franzoni, è sede odierna della Biblioteca Civica "Giovanni Serbandini" trasferita nei locali del palazzo dal 1994. All'interno dell'edificio vi si svolgono durante l'anno manifestazioni e mostre culturali.
  • Ponte della Maddalena. Conosciuto nel medioevo come "ponte de mari" e facente parte della storica via Aurelia, fu in origine costruito in legno per congiungere le due sponde del fiume Entella tra le cittadelle di Lavagna e Chiavari. Completamente rifatto in pietra con tredici arcate nel 1210, da Ugo Fieschi, la famiglia fliscana ne mantenne il diritto di pedaggio fino alla metà del Quattrocento quando lo cedettero alla confraternita dei disciplinanti di San Francesco di Chiavari.
  • Porticato Bignardello, nella zona sottostante la basilica di Santo Stefano, realizzato nel 1897 dal concittadino Nicola Bignardello per congiungere, senza passare dall'ampia scalinata della chiesa, la piazza al monumentale cimitero cittadino.
  • Porta di Ponente o di Rezza, nei pressi del santuario di Nostra Signora del Carmine, l'unica superstite e antica porta d'accesso fra la cittadella medievale lavagnese e la località Madonna del Ponte.

[modifica] Architetture militari

  • Torre del Borgo. Secondo alcune fonti[10] la sua edificazione, forse ad opera della famiglia nobiliare dei Fieschi, è risalente al XVI secolo come torre di avvistamento o di difesa. Dopo vari secoli in servizio per il borgo, dove fu persino adibita ad abitazione con cappella gentilizia, è ora sede della "Galleria artistica dell'ardesia" e della "Collezione Alloiso". Qui si possono ammirare, oltre a oggetti in ardesia, ricche opere in ceramica e reperti archeologici provenienti da ogni parte del Tigullio. Nel sottostante giardino alla genovese vengono inoltre organizzate mostre culturali e concerti musicali.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

La chiesa di Santa Giulia nella frazione omonima

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

La chiesa parrocchiale di San Pietro a Barassi

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Lavagna sono 689, pari al 5,29% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[12]

Nazionalità Residenti
Bandiera dell'Albania Albania 159
Bandiera dell'Ecuador Ecuador 121
Bandiera della Romania Romania 67
Bandiera della Moldavia Moldavia 43
Bandiera del Marocco Marocco 42
Bandiera del Perù Perù 34
Bandiera dell'Ucraina Ucraina 34
Bandiera della Cina Cina 24
Bandiera della Polonia Polonia 22

[modifica] Qualità della vita

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge[13] nel 2012.

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010
Lavagna[14] 15.6% 26.7% 15.3% 17.4% 20.3%

[modifica] Cultura

Casa Carbone

[modifica] Istruzione

[modifica] Musei

  • Casa Carbone. La casa-museo è situata presso il centro storico lavagnese, in Via Riboli 14, in un palazzo borghese a tre piani decorato in stile genovese. Risalente alla metà del XIX secolo e di proprietà di Emanuele e Siria Carbone, è arredata con mobili, dipinti e oggetti del XVII-XX secolo. La proprietà è gestita dal Fondo per l'Ambiente Italiano[15].
  • Collezione "Rodolfo Alloiso". La raccolta, gestita dal Comune dopo la donazione dell'insegnate Rodolfo Alloiso, comprende nel totale 88 reperti archeologici provenienti soprattutto dal Tigullio nonché un'ulteriore raccolta di ceramiche e maioliche risalenti al Rinascimento italiano; queste ultime furono rinvenute nella Torre del Borgo durante i necessari lavori di restauro e dove tuttora sono conservate assieme all'intera collezione civica in una mostra permanente.

[modifica] Prodotti tipici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina ligure.

Tipica di Lavagna è l'oliva lavagnina, cultivar molto diffusa nel Tigullio che permette la produzione di un ottimo olio.

[modifica] Personalità legate a Lavagna

La torta dei Fieschi (edizione del 2005).

[modifica] Eventi

Il litorale sabbioso presso la frazione di Cavi di Lavagna

[modifica] Economia

L'economia del comune si basa sul turismo, specie nel settore balneare. La frazione marinara di Cavi di Lavagna registra molti bagnanti, anche provenienti dai comuni vicini, grazie ai numerosi stabilimenti balneari.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Palazzo Franzoni, sede del municipio.

[modifica] Strade

Il centro di Lavagna è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che gli permette il collegamento stradale con Chiavari, ad ovest, e Sestri Levante ad est. La strada provinciale 33 di San Salvatore di Cogorno collega invece il centro costiero con il suo immediato entroterra nella zona di Cogorno.

Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'Autostrada A12.

[modifica] Ferrovie

Lavagna è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giuliano Vaccarezza (Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Lavagna") dal 07/06/2009 (2º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Piazza della Libertà, 47

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Gianluigi Barbero Lista civica di Centro-sinistra "Costruire Insieme" Sindaco
1980 1985 Gabriella Mondello Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Gabriella Mondello Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Gabriella Mondello Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Gabriella Mondello Lista civica di Centro "La città di tutti" Sindaco
1999 2004 Gabriella Mondello Lista civica di Centro-destra "La città di tutti" Sindaco
2004 2009 Giuliano Vaccarezza Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Lavagna" Sindaco
2009 in carica Giuliano Vaccarezza Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Lavagna" Sindaco



[modifica] Sport

[modifica] Calcio

[modifica] Vela

  • Circolo Nautico Lavagna, scuola di vela, organizzatrice del Campionato Invernale del Tigullio, della Coppa 40 Ruggenti, della Coppa Sangermani, della Coppa Sciutti e della Pre Winter Sail Contest.

[modifica] Ciclismo

Lavagna è stata la tappa di arrivo del Giro d'Italia:

Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1994 17ª Santa Maria della Versa 200 Bandiera della Slovacchia Ján Svorada Bandiera della Russia Evgenij Berzin

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  5. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Lavagna
  6. ^ Testo della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  7. ^ Le principali notizie storiche sono state confrontate con la Guida d'Italia - Liguria, Touring Club Italiano - Mondadori, 2007.
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  9. ^ a b c Notizie e dati tratti dal sito della Diocesi di Chiavari.
  10. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Lavagna.
  11. ^ Fonte dal sito del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell'università genovese
  12. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.
  13. ^ Bandiere blu spiagge dell'anno 2012. URL consultato il 15-05-2012.
  14. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  15. ^ Approfondimenti sul sito del Fondo per l'Ambiente Italiano
  16. ^ I 114 anni di Virginia: la nonna ligure e d'Europa

[modifica] Bibliografia

  • Daniele Calcagno, Istituti di Studi sui Conti di Lavagna, 2001.
  • Mario Stefano Chiappe, Il Tigullio e il suo entroterra nell'alto Medioevo. I distretti bizantino-longobardi di Lavagna, Sestri e Bargagli, 1996.
  • Renato Lagomarsino, Mare favole e buoni sapori: Sestri Levante, Lavagna e Cavi, San Salvatore e la valle dell'Entella, val Graveglia, Marasco, 1996.
  • Francesca Marini, Palazzo Franzoni in Lavagna. Un edificio attraverso la storia, 1996.
  • Francesca Marini, Tradizioni e vita sociale di Lavagna.
  • Francesca Marini, Una grande famiglia sul territorio: i Ravenna di Lavagna e di Cavi, 1999.
  • Francesca Marini, Il palazzo Frugone-Brignole-Scala. Muto testimone della storia locale.
  • Francesca Marini, Storia dell'ospedale di Lavagna, 1999.
  • Francesca Marini, La vita quotidiana a Lavagna tra XII e XVI secolo, 1998.
  • Francesca Marini, Iniziativa pubblica e sofferenza privata. La sanità nel '600 a Lavagna.
  • Francesca Marini, Storia e tradizione della porta di ponente in Lavagna, 1991.
  • Francesca Marini, Articoli pubblicati riguardanti tradizioni e vita sociale in Lavagna, 1999.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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