Lanfranco Radi
Lanfranco Radi (Foligno, 14 novembre 1932 – Foligno, 16 giugno 2006) è stato un architetto e pittore italiano.
Nello studio del pittore Ugo Scaramucci apprende le nozioni fondamentali delle varie tecniche pittoriche. I primi dipinti, per lo più piccoli paesaggi, risentono della pittura di Carlo Frappi. Ultimati gli studi scientifici si forma alla Facoltà di Architettura di Firenze, guadagnandosi la stima di Adalberto Libera, Ludovico Quaroni, Leonardo Ricci.
Nel 1958 insieme a Bernardo Bolli, Alvise Cecconelli, Lanfranco Cesari promuove a Foligno il concorso umoristico Humorfest.
Agli inizi degli anni Sessanta si fa promotore della riscoperta e del restauro della scala gotica situata nel Palazzo Trinci. Sempre in quegli anni stringe amicizia con Dino Gavina e ha la possibilità di conoscere i personaggi dell'arte che frequentano la nuova fabbrica di Foligno: Carlo Scarpa, presidente della società, Fontana, Colla, Capogrossi, Takahhama, Milani, Marotta, Tippet, Perry, Li Yuan Chia. Nel 1967 con Gino Marotta promuove ed organizza in Palazzo Trinci, a Foligno, Lo spazio dell'immagine, [1] una mostra che coinvolse un folto gruppo di giovani artisti emergenti nelle varie tendenze, attorno alla riproposizione dello storico ambiente spaziale di Lucio Fontana e alla grande antologica di Ettore Colla.
Svanite le fortunate circostanze che per alcuni anni avevano portato Foligno all'attenzione del mondo dell'arte, concentra il suo impegno nel recupero del patrimonio edilizio del territorio. Le conoscenze acquisite in tanti anni di attività e l'amore per il dettaglio trasmessogli da Gavina e da Scarpa lo portano a pubblicare con il figlio Lorenzo Foligno in particolare. Introdotto da Paolo Marconi il volume è un riferimento fondamentale nella ricostruzione del dopoterremoto.
Sempre più spesso si dedica alla pittura che trasforma in un gioco eccitante al quale non può rinunciare: "I segni colorati che liberamente traccio con il pennello, a poco a poco entrano in vibrazione e destano un senso di stupore e di meraviglia simile a quello che si prova di fronte a certe manifestazioni della natura: i colori assumono valenze musicali e sprigionano una luce trascendentale".
Non amò esporre, le sue opere sono note solo agli amici che frequentarono la sua casa. Presentato da Silvia Pegoraro partecipò con sei grandi dipinti ad una mostra nella Rocca di Sassocorvaro nell'estate del 2000. Con rigore e distacco indagò a lungo, dal vero, anche le forme e i colori del mondo vegetale. Molti dei disegni realizzati a partire dai primi anni ottanta, esposti per la prima volta a Corciano nella mostra Herbe curata da Antoni Carlo Ponti (1991), sono stati raccolti in due splendidi volumi. In Hortus Celatus (1996) un saggio critico di Italo Tomassoni introduce 130 tavole sulle piante eduli della tradizione popolare, mentre in Hortus Mirabilis (1999) 110 tavole sui fiori e sui frutti, accompagnano un racconto autobiografico di dello scrittore Giampaolo Rugarli.
Per questi suoi interessi verso la natura ha ricevuto nel 2000 il Premio speciale della Giuria al premio internazionale Giardini Botanici di Hanbury [2] e il Premio Internazionale Benozzo Gozzoli per l'ambiente naturale a Montefalco.
[modifica] Note
- ^ Frammenti da "Testo della conferenza tenuta presso la biblioteca Jacobilli, Foligno, il 10 marzo 2004" da Lanfranco Radi
- ^ Premio speciale della Giuria al premio internazionale Giardini Botanici di Hanbury anno 2000
[modifica] Opere
- Lanfranco Radi. Hortus Celatus. ACRI, 1996.
- Lanfranco Radi, Lorenzo Radi. Foligno in particolare - elementi tipologici dell'edificazione storica. Comune di Foligno, 1997.
- Lanfranco Radi, Giampaolo Rugarli. Hortus Mirabilis. ACRI, 1999.
[modifica] Collegamenti esterni
- Gino Marotta. "Lo Spazio dell’Immagine" e altre storie umbre.
- Simongavina. i progettisti
- Mostra Dino Gavina a Trevi - 2001
- Rivista d'Arte "Latte"
- Arnaldo Picuti ricorda Lanfranco Radi sul bollettino dell'Archeoclub