Lanciotto Ballerini
Lanciotto Ballerini (Campi Bisenzio, 15 agosto 1911 – Calenzano, 3 gennaio 1944) è stato un partigiano italiano.
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[modifica] Biografia
Nacque a Campi Bisenzio il 15 agosto 1911 da una famiglia di macellai e la sua gioventù fu caratterizzata da un’intensa attività sportiva nel campo pugilistico, ove conseguì buoni risultati, diventando campione dei pesi medi italiano nella categoria primi pugni nel 1929.
Dagli anni trenta, la sua vita fu segnata dalle avventure militari dell’Italia fascista, che portarono Lanciotto a partecipare alla guerra di Etiopia (1935-36) dove ricevette una medaglia al merito ed il grado superiore per aver salvato la vita dei suoi commilitoni durante un attacco nemico, al suo rientro in Patria fu festeggiato come un eroe ed i fascisti gli fecero dono della tessera che lui prontamente rifiuto. Nel 1939 fu richiamato anche per l'occupazione dell'Albania (1939).
Scoppiata la seconda guerra mondiale, Ballerini fu inviato con le truppe di occupazione in Grecia ed Jugoslavia 1940/1943, fu rimpatriato nel giugno 1943 per dolori reumatici causati dai disagi patiti nel fronte di guerra, in Iugoslava si distingue per aver avvertito le popolazioni civili di allontananrsi dalle zone di operazioni belliche, la notte di nascosto usciva dal campo ed avvertiva i villaggi che il giorno dopo sarebbero stati colpiti dall'artiglieria italiana, permettendo ad uomini, donne e bambini di trovare rifugio in luoghi più sicuri, qui prese contatto con i partigiani titini. La Divisione "Venezia" dopo l'8 settembre si inquadro nelle Brigate partigiane Garibaldi che in Iugoslavia combattereno al fianco dei partigiani. Dopo la catastrofe dell’armistizio, nell’autunno 1943 Lanciotto si recò sul Monte Morello, ove organizzò e diresse una delle prime formazioni partigiane che si costituirono in Toscana. Questa formazione comprendeva non solo partigiani italiani ma anche altri provenienti da tutta l’Europa (uno scozzese, un serbo, un croato, un ucraino ed un russo).
Il 3 gennaio 1944 la Formazione Garibaldi d'assalto "Lupi Neri" si trovava presso Case di Valibona sui monti della Calvana, quando fu aggredita da due colonne composte: una da circa 80 militi fascisti repubblicani, più i carabinieri di Prato e Vaiano, l'altra da circa 60 fascisti della "Muti" con i carabinieri di Calenzano, accerchiarono il borgo di Valibona a seguito di una segnalazione. Lanciotto affrontò con determinazione l'avversario, dando modo di sganciarsi al grosso dei compagni, infliggendo grosse perdite agli attaccanti e cadendo alfine eroicamente mentre stava abbattendo da solo, con l'uso di bombe a mano, le postazioni nemiche aventi tre mitragliatrici. Le altre vittime del gruppo di Lanciotto furono il sardo Luigi Giuseppe Ventroni, addetto alla mitragliatrice, rimasto gravemente ferito e ucciso bruciato nel fienile fortilizio e il russo Vladimiro Andrey catturato dai fascisti e giustiziato sul posto. Il popolo di Campi seppe però dare un ultimo grande schiaffo morale agli assassini del suo eroe, poiché partecipò ai suoi funerali nonostante le torve minacce dei repubblichini che cercarono invano di impedire il rito religioso ed il trasporto della salma al cimitero.
[modifica] Onorificenze
Nel dopoguerra, Lanciotto Ballerini è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare.
| Medaglia d'oro al valor militare | |
[modifica] Motivazione della Medaglia d'oro
Comandante dal settembre 1943 la I° Formazione Garibaldina Toscana, la guidò valorosamente per 4 mesi nelle sue molteplici azioni di guerra. Con soli 17 uomini affrontava preponderanti forze nemiche e, dopo aver inflitto fortissime perdite, sì da costringerle a ritirarsi su posizioni retrostanti, assaliva arditamente da solo, a lancio di bombe a mano, l'ultima posizione che ancora minacciava la sorte dei suoi uomini,. Cadeva, nel generoso slancio, colpito in fronte dal fuoco nemico. Monte Morello, 3 gennaio 1944[1]
[modifica] Curiosità
- Dopo la morte gli sono state intitolate varie strade, vie e piazze in tutta la Provincia di Firenze.
- Nel 1944 fu dedicata a lui la squadra di calcio di Campi Bisenzio, che infatti ancora oggi si chiama Lanciotto Campi Bisenzio; anche lo stadio della cittadina è intitolato a Lanciotto Ballerini.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Carlo Francovich La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962, Appendice IX, pagina 320
[modifica] Collegamenti esterni
- In occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Lanciotto è stato presentato a settembre 2011 il fumetto di Jacopo Nesti e Francesco Della Santa, realizzato dal Comune di Campi Bisenzio, L'eroe partigiano. La lotta di liberazione di Lanciotto Ballerini Per sfogliare il fumetto cliccare qui accanto[1]
60° della Battaglia di Valibona a cura dell'A.N.P.I. "Lanciotto Ballerini" di Campi Bisenzio http://resistenzatoscana.it/documenti/60_della_battaglia_di_valibona/
