La Tribuna illustrata
| La Tribuna illustrata | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | settimanale |
| Genere | stampa nazionale |
| Fondazione | 1890 |
| Chiusura | 1969 |
| Formato | lenzuolo |
| Sede | Roma |
| Direttore | Eugenio Rubichi, Alfredo Pigna |
La Tribuna illustrata fu un settimanale italiano con sede a Roma. Insieme a La Domenica del Corriere e a L'Illustrazione Italiana fu il settimanale illustrato preferito dagli italiani nel periodo che intercorre dalla fine Ottocento all'avvento della televisione.
Indice |
[modifica] Storia
Fondato nel 1890 come supplemento del quotidiano La Tribuna, il primo numero uscì il 6 gennaio (secondo altre fonti, il 16 gennaio)[1]. Il formato della rivista era 27x38 cm. Ogni numero conteneva 16 pagine. In breve tempo divenne il primo settimanale illustrato italiano.
[modifica] L'annata 1890
Nella prima annata furono pubblicate 824 pagine.
I principali collaboratori furono:
- Luigi Capuana;
- Adolfo De Bosis
- Alfredo Fabrizi
- «Gandolin»
- Giuseppe Giacosa
- Attilio Luzzatto
- Enrico Panzacchi
- «Rastignac»
- Attilio Sarfatti
- Armand Silvestre
- Ettore Socci
- Gaspare Ungarelli
- Pio Vanzi (che ne fu anche direttore)
- Annie Vivanti
Il corredo iconografico fu di prim'ordine. I principali pittori, disegnatori ed illustratori furono:
- Basilio Cascella e i figli Tommaso e Michele;
- Enrico Lionne;
- Aleardo Terzi.
Tra i romanzi a puntate che uscirono nel primo anno:
- L'invincibile, di Gabriele D'Annunzio, sui primi dieci numeri della rivista;
- Una giovinezza, di François Coppée, con illustrazioni di Émile Bayard;
- Zia Aurelia di André Theuriet, con illustrazioni di Émile Bayard.
[modifica] L'annata 1891
Nel corso dei dodici mesi furono pubblicate 814 pagine.
I principali pittori, disegnatori ed illustratori furono:
- Augusto Bompiani;
- Roberto Bompiani;
- Domenico Bruschi;
- Modesto Faustini;
- Enrico Lionne;
- Rubens Santoro;
- Rafael Senet;
- Cesare Tiratelli.
Nel corso dell'anno uscirono vari romanzi a puntate. Tra gli autori:
- Paul Bourget;
- Alphonse Daudet;
- Attilio Luzzatto;
- «Doctor Mysticus»;
- Felice Martini;
- André Theuriet.
Nel gennaio 1893 La Tribuna illustrata diventò mensile in coincidenza con l'uscita del supplemento settimanale La Tribuna - Supplemento Illustrato della Domenica. Il conto delle annate ripartì da capo. Dopo quattro anni, nel 1897 ritornò settimanale, assorbendo il supplemento.
[modifica] Il Novecento
Nella prima metà del XX secolo, rivaleggia con il settimanale del Corriere della Sera, La Domenica del Corriere.
Negli anni Cinquanta La Tribuna perde la gara con La Domenica del Corriere. Il concorrente veleggia sopra il milione di copie, mentre le vendite del periodico sono atterrate a 48.000. Per Via Solferino è facile fare un'offerta e acquisire il settimanale. Alfredo Pigna, vicedirettore della Domenica, viene fatto trasferire a Roma con il compito di riportare la rivista a produrre utili. Il nuovo direttore si circonda di giovani di talento: Viviano Domenici, Raffaele Fiengo, Gianfranco De Laurentiis, Giovanna Grassi, Bartolo Pieggi, Vincenzo Nani e Graziella Berandi. Risultato: dopo cinque anni le copie sono più che raddoppiate.
Nel 1966 la Domenica passa da settimanale popolare a settimanale d'attualità. Si prevede che le vendite ne possano risentire. La Tribuna intercetterà le copie in libera uscita e prenderà il suo posto nelle fasce basse di pubblico. Fortunatamente, la Domenica perde molto meno di quanto si prevedesse e tiene bene anche presso il pubblico meno colto[2].
L'editore decide di fare una scelta drastica, "sacrificando" la Tribuna perché non porti via copie alla Domenica. La testata è motu proprio cambiata in un anonimo T-7.
È l'inizio della fine per lo storico settimanale, che nel 1969 viene tolto dalle edicole, pochi anni dopo aver festeggiato il 75º anniversario.
La testata ritornò, come raffinato bimestrale, nelle edicole per 3 numeri (dal gennaio al marzo 1986, sottotitolo: Rivista di cultura e di immagine), edita dalla milanese Struttura editoriale. Direttore responsabile fu Marianto Prina.
[modifica] Direttori
- Vincenzo Morello («Rastignac») (gennaio-febbraio 1890)
- Eugenio Rubichi
- …
- Pio Vanzi (tra il 1914 e il 1920)[3]
- …
- Alfredo Pigna (1965-1969)
- Gastone Caron (1969)
[modifica] Note
- ^ «Luci di Piedigrotta»
- ^ Franco Di Bella, Corriere segreto, Rizzoli, 1982, p. 201.
- ^ Pio Vanzi. URL consultato il 7-12-2011.