La Tribuna
| La Tribuna | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | quotidiano |
| Genere | stampa nazionale |
| Fondazione | 1883 |
| Fondatore | Alfredo Baccarini e Giuseppe Zanardelli |
| Chiusura | 1946 |
| Sede | Roma |
| Direttore | Luigi Roux |
| Redattore capo | Attilio Luzzatto |
La Tribuna fu un giornale quotidiano fondato a Roma nel 1883 dai politici Alfredo Baccarini e Giuseppe Zanardelli (tra i cinque membri della corrente detta «Pentarchia»). Visse fino al novembre 1946.
Indice |
[modifica] Storia
Il progetto del quotidiano prese forma nell'estate del 1883. Per Baccarini e Zanardelli doveva essere l'organo politico della corrente di cui facevano parte, la "pentarchia"[1]. Il giornale fu fondato con un capitale di 300.000 lire, provenienti da 120 deputati liberali [2] del gruppo che si opponeva al governo Depretis. Zanardelli prelevò dalla Gazzetta Piemontese due affermati giornalisti: Luigi Roux, che divenne direttore, e Attilio Luzzatto, che fu il caporedattore. Il primo numero uscì il 26 novembre 1883.
Nel 1887 la proprietà fu rilevata dal principe Maffeo Sciarra Colonna, che dotò il giornale di una propria tipografia e di una propria sede (Palazzo Sciarra) e tramutò La Tribuna in un foglio di sole notizie, non politicamente connotato. La nuova proprietà portò alla direzione Attilio Luzzatto. Nel 1890 uscì il supplemento settimanale La Tribuna illustrata.
Tra il 1894 e il '96 La Tribuna si affermò come primo quotidiano della capitale e del centro Italia. Anche il supplemento illustrato primeggiava nel suo settore. Luzzatto fece un giornale nazionalista, sostenendo apertamente l'impresa coloniale in Africa.
Alla fine del decennio uno scandalo sconvolse l'opinione pubblica francese: il caso Dreyfus. La Tribuna seguì da vicino gli eventi. Al processo, cominciato nel 1898, La Tribuna sostenne il capitano Dreyfus ed Émile Zola, autore del famoso J'accuse. La scelta si rivelò felice e ciò accrebbe il prestigio del giornale.
Nel corso degli anni il direttore divenne socio di maggioranza della società editrice. Nell'anno 1900 il quotidiano raggiunse la ragguardevole tiratura di 200.000 copie, superiore anche a quella dei giornali milanesi [2]. Il 12 maggio dello stesso anno morì Luzzatto. In ottobre la famiglia Luzzatto cedette la proprietà a una cordata cui faceva parte il primo direttore, Luigi Roux, che tornò alla guida del giornale. La Tribuna fece una virata sul fronte politico, passando dallo schieramento anti-giolittiano al fronte giolittiano: divenenne così uno dei principali sostenitori del politico cuneese.
Nel 1909 il quotidiano passò nuovamente di mano: fu acquistato da una cordata comprendente la Banca Commerciale Italiana di Milano ed alcuni industriali genovesi. L'anno seguente viene nominato direttore Olindo Malagodi [3], che virò il giornale su una linea più nazionalistica. Tra i suoi collaboratori, spiccano i nomi di Gabriele d'Annunzio, Emilio Cecchi, Silvio d'Amico e Filippo Naldi. La «Tribuna Illustrata» reggeva il confronto con il settimanale concorrente, la Domenica del Corriere.
Nel 1915, in occasione dell'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale il quotidiano mantenne una posizione neutrale.
Nel 1923, con l'avvento del regime, La Tribuna fu rilevata da un gruppo finanziario filofascista. Olindo Malagodi lasciò il giornale, la cui direzione venne assunta da Tullio Giordana.
Nel dicembre 1925 il quotidiano assorbì il settimanale L'Idea nazionale, il cui nome venne posto sotto la testata [4]. Il nuovo direttore fu Forges Davanzati.
Nel 1938 l'editrice de La Tribuna (che gestiva il quotidiano, il supplemento «Tribuna Illustrata» e il settimanale umoristico Il travaso delle idee) fu ceduta alla Confederazione fascista degli agricoltori. Nel 1942 il nuovo proprietario divenne la Banca Nazionale dell'Agricoltura.
Con la Liberazione di Roma (4 giugno 1944) le pubblicazioni del quotidiano furono sospese.
Il quotidiano tornò in edicola con una nuova testata («La Tribuna del popolo») [5] il 6 febbraio 1945 con la direzione di Gaetano Natale [6], ma ebbe vita breve e chiuse il 1º dicembre 1946.
[modifica] Direttori
- Luigi Roux (26 novembre 1883 - 1887)
- Attilio Luzzatto (1887 - 12 maggio 1900) [7]
- Federico Fabbri e Luigi Mercatelli, ad interim (13 maggio-20 ottobre 1900)
- Luigi Roux (21 ottobre 1900 - 7 dicembre 1910)
- Olindo Malagodi (8 dicembre 1910 - 3 dicembre 1923)
- Tullio Giordana (4 dicembre 1923 - 28 dicembre 1925)
- Roberto Forges Davanzati (29 dicembre 1925 - 1º giugno 1936) [8]
- Umberto Guglielmotti (9 giugno 1936 - 25 luglio 1943)
…
- Vittorio Curti (settembre 1943 - giugno 1944)
Sospeso per deliberazione dell'«Allied Publication Board» anglo-americano il 7 giugno 1944, le pubblicazioni riprendono il 6 febbraio 1945 con la testata La Tribuna del Popolo.
- Gaetano Natale (6 febbraio 1945 - 1º dicembre 1946)
[modifica] Note
- ^ Corrente della Sinistra storica fondata da Francesco Crispi, Giuseppe Zanardelli, Alfredo Baccarini, Benedetto Cairoli e Giovanni Nicotera.
- ^ a b Luciana Frassati, Un uomo, un giornale: Alfredo Frassati, Ed. di Storia e Letteratura.
- ^ Padre del futuro leader del Partito Liberale Giovanni Malagodi.
- ^ La sottotestata «L'Idea nazionale» sopravvisse fino al 25 luglio 1943.
- ^ Come gli altri quotidiani della capitale, Il nuovo Messaggero e Il nuovo Giornale d'Italia.
- ^ Alle sue dipendenze mosse i suoi primi passi il giovane Antonio Spinosa.
- ^ Luzzatto fu direttore fino alla scomparsa.
- ^ Davanzati fu direttore fino alla scomparsa.