La Perseveranza
| La Perseveranza | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | quotidiano |
| Genere | stampa nazionale |
| Fondazione | 20 novembre 1859 |
| Sede | Milano |
| Editore | Circolo dell'Unione |
| Diffusione | 10.000 |
Il quotidiano La Perseveranza fu fondato a Milano il 20 novembre 1859 (pochi giorni dopo l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna), da un gruppo di persone appartenenti alle famiglie patrizie milanesi più in vista. Il capitale versato fu di 300.000 lire, una somma considerevole per un'impresa editoriale.
Era stampato in grande formato e costava 20 centesimi, cioè 4 volte il prezzo degli altri giornali.
Nato come espressione del circolo dell'Unione,[1] divenne ben presto il giornale di riferimento delle correnti moderate e monarchiche del ceto dirigente milanese.
Dalla fondazione sino al 1866 fu diretto da Pacifico Valussi. A Valussi seguì Ruggero Bonghi (1866-1874), che fece salire la tiratura fino a circa diecimila copie.
Osservatore attento della vita politica italiana, Ruggero Bonghi cercò di opporsi, dalle colonne del quotidiano milanese, al processo di frantumazione regionale della Destra[2], iniziato fra il 1862 e il 1864 con il dissidio tra il "partito piemontese" ed esponenti della nobiltà fiorentina (il "partito toscano"), e al ricorrente sistema delle crisi extraparlamentari, che giudicava una delle cause principali della debolezza delle nuove istituzioni rappresentative.
In questo senso La Perseveranza contribuì a fare dello schieramento moderato lombardo il gruppo più ortodosso e coerente del partito conservatore, consapevole della necessità di un superamento delle divisioni di vecchia e più recente data all'interno della Destra storica.
Fu chiuso il 20 maggio 1922, sotto la direzione di Tomaso Borelli.
[modifica] Note
- ^ Andrea Moroni, Alle origini del Corriere della Sera, FrancoAngeli, 2005, pag.26
- ^ Vedi Destra storica