L'Ernesto
| L'Ernesto | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | bimestrale |
| Genere | stampa nazionale, rivista politica |
| Fondazione | 1993 |
| Sede | Via del Sale 19 - 26100, Cremona |
| Editore | Cooperativa Filorosso |
| Direttore | Andrea Catone |
| Sito web | http://www.lernesto.it lernesto.it |
L'Ernesto è stata una rivista bimestrale comunista che dava il nome a una corrente politica interna al Partito della Rifondazione Comunista.
[modifica] La rivista
La rivista L'Ernesto è nata Torino nel 1993 per volere di un gruppo di esponenti del Partito della Rifondazione Comunista, tra i quali Lucio Libertini. Nell'ultima fase editoriale è stata diretta da Andrea Catone, in vendita nelle librerie, in particolar modo quelle della catena Feltrinelli[1]. A causa di difficoltà economiche è stata costretta a interrompere la pubblicazione cartacea per un breve periodo, mantenendo quella digitale sul proprio sito, riprendendola poi nel 2011, col nome di MarxVentuno, fondendo la sua redazione con quella dell'associazione MARX XXI.
Il nome è un riferimento a Ernesto Che Guevara.
[modifica] La corrente politica
La corrente L'Ernesto, interna per anni al Partito della Rifondazione Comunista è stata guidata dall'ex senatore Fosco Giannini. Sostiene le tesi della necessità sociale e politica dell'unità dei comunisti e fa riferimento al marxismo leninismo.[2]
La corrente si è scissa dalla corrente Essere comunisti nel 2007 a causa di divergenze politiche: sulla possibilità di aprire un dialogo con i bertinottiani e sulla necessità di mantenere aperta l'ipotesi di ricostruzione di un partito comunista che recuperi l'esperienza migliore del marxismo e del leninismo (ma anche in dissenso con la scelta di Essere Comunisti di votare a favore dell'allontanamento del senatore Franco Turigliatto dal partito). Su molte questioni come pace, lavoro, governo, sinistra, Cuba, ecc., la corrente L'Ernesto si colloca su posizioni più radicali rispetto alla corrente Essere Comunisti.
Oggi accoglie l'appello che chiede l'Unità dei Comunisti, appoggiato anche da Oliviero Diliberto. Al settimo congresso la mozione 3 sostenuta da l'Ernesto e dai compagni dei cosiddetti '100 circoli', ha raccolto il 7,68% di consensi. Sulla base di devergenze dal punto di vista dei contenuti politici, si è verificata una frattura con Gianluigi Pegolo che entra a far parte della segreteria e più tardi fuoriuscirà per fondare l'area Sinistra Comunista, maggioritaria sia in CPN che nella successiva IV Conferenza dei Giovani Comunisti, svoltasi a Febbraio 2010. La minoranza del Cpn guidata da Fosco Giannini avrebbe preferito due membri de l'Ernesto in una segreteria più ampia. Da qui l'accusa di Giannini a Ferrero di aver volutamente escluso l'Ernesto dalla segreteria.[3][4]
Nel febbraio 2011 l'Ernesto, dopo aver raccolto mille firme sull'appello Ricostruire il partito comunista, lascia Rifondazione per aderire al Partito dei Comunisti Italiani[5].
[modifica] Note
- ^ Fonte: lernesto.it
- ^ Intervento di Giannini al Cpn del 13/9/2008
- ^ Rifondazione.it - Rifondazione.it
- ^ Continueremo La Nostra Battaglia Per L’Unita’ Dei Comunisti
- ^ L'Ernesto lascia il PRC