L'Agnese va a morire (film)

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L'Agnese va a morire
Titolo originale L'Agnese va a morire
Paese Italia
Anno 1976
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere storico/drammatico
Regia Giuliano Montaldo
Soggetto Renata Viganò
Sceneggiatura Nicola Badalucco, Giuliano Montaldo
Fotografia Giulio Albonico
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Ennio Morricone
Interpreti e personaggi

L'Agnese va a morire è un film del 1976 diretto da Giuliano Montaldo, tratto dall'omonimo romanzo di Renata Viganò.

[modifica] Trama

Agnese è una donna di mezza età di Comacchio che vive con suo marito Palita, membro della Resistenza. Un giorno il marito viene deportato in un campo di concentramento, dove morirà. A causa della perdita del marito, Agnese vuole aiutare i "compagni" portando cibo, informazioni, armi e notizie da un paese all'altro. Agnese diventa così una staffetta partigiana. La sua vita prosegue così per sei mesi. Ma un giorno un soldato tedesco uccide per gioco la sua gatta nera. La notte, Agnese uccide il soldato spaccandogli la testa con il calcio di un mitra. Agnese deve scappare e, di conseguenza, entrare a far parte della vita clandestina della Resistenza. Agnese diventa "mamma Agnese": prepara pasti per partigiani, controlla che ci siano provviste per tutti, esegue lavori casalinghi, per non farsi notare dai tedeschi e per non essere uccisa. Quando, nell'ultimo duro inverno, un gruppo di partigiani viene tradito e sterminato da Tedeschi appostati lungo il percorso che dovrebbe portarli oltre le linee, Agnese disobbedisce al Capo nascondendo in casa i superstiti. Considerati "buoni" sono i partigiani, non ben visti delle persone e sottovalutati anche dalle truppe amiche. Dopo la disfatta della battaglia partigiana, Agnese torna staffetta, ma durante un rastrellamento viene uccisa dall'ufficiale del soldato tedesco da lei ucciso.

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