Karkemiš

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Coordinate: 36°49′47″N 38°00′54″E / 36.82972°N 38.015°E / 36.82972; 38.015 L'antica città di Karkemiš (presso le attuali Karkamış e Jarabulus - tra Turchia e Siria), scavata nei primi anni del Novecento dagli inglesi Hogarth, Campbell Thompson, Lawrence, Woolley e Guy, fu uno dei più importanti siti del mondo luvio orientale. Nel 2011 gli scavi sono ripresi per opera di una missione congiunta turco-italiana delle Università di Bologna, Gaziantep e Istanbul, diretta dal prof. Nicolò Marchetti.

Il sito è stato abitato sin dal Neolitico. La città è menzionata in documenti ritrovati negli archivi di Ebla del III millennio a.C.. A partire dagli anni della seconda campagna mitannica, l’imperatore ittita Suppiluliuma I la conquistò e vi intronizzò il figlio Piyassili (nome dinastico Sharri-Kushuh).

Il momento di splendore che la città dovette conoscere nei due secoli finali dell’impero ittita (Bronzo Tardo) non ha lasciato tracce sino a noi: gli spettacolari ritrovamenti archeologici sono infatti esclusivamente relativi all’Età del Ferro, quando Karkemiš divenne un importantissimo stato neo-hittita.

Nel corso del I millennio a.C. il sito conobbe infatti una grandissima fioritura: abbiamo moltissime iscrizioni geroglifiche su stele o su ortostato, nonché una sorprendente serie di rilievi, in prevalenza risalenti agli anni della dinastia dei Suhidi (X secolo a.C.) e a quelli della casata di Astiru (fine IX-VIII secolo a.C.).

Karkemiš concluse la sua storia preclassica come provincia assira, dopo la conquista da parte di Sargon II nell'anno 717 a.C. In seguito divenne una città romana provinciale con il nome di Europos.

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