Ka'b ibn Zuhayr
Kaʿb ibn Zuhayr, arabo: كعب بن زهير (... – 646), è stato un poeta arabo, inizialmente pagano, vissuto all'epoca di Maometto.
Era figlio primogenito di Zuhayr ibn Abi Sulma, e uno dei sei uomini che respinsero i tentativi del Profeta di convertirli all'Islam
Temendo per la sua vita, a causa di alcuni versi particolarmente ostili a Muhammad, compose un poema che divenne poi famosissimo e che è noto a causa del suo incipit (Bānat Suʿād, ossia "Suʿād se n'è andata"). Rischiando la vita, Kaʿb si presentò al cospetto del Profeta che, ascoltando il poema e le lodi a lui rivolte, si commosse e, per garantirgli l'incolumità, gli mise addosso il suo mantello ( burda ), con un gesto di forte valore simbolico. Ciò ha consentito a quel poema di essere ricordato anche come "Poema della burda".
Quell'atto segnò anche la sua conversione alla religione predicata da Muhammad.
Il poema non va confuso con l'altrettanto nota Burdat al-Madīḥ (Il mantello del panegirico), dell'Imam Sharaf al-Dīn Muhammad al-Būṣīrī (1212-1296), che la tradizione islamica afferma egli avesse ricevuto un mantello sempre dal Profeta, ma in sogno, per quella qasida da lui composta in suo onore.
[modifica] Bibliografia
- Norman Mosley Penzer, "The Harem", Capitolo XI
- La Burda di Kaʿb b. Zuhayr