Joachim Fest

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Joachim Clemens Fest (Berlino-Karlshorst, 8 dicembre 1926Kronberg im Taunus, 11 settembre 2006) è stato uno storico, giornalista e saggista tedesco.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di un funzionario prussiano, Johannes Fest, congedato e poi licenziato, a soli 42 anni, nel 1933 per il suo antinazismo. Con una pensione di soli 180 marchi al mese e cinque figli, il padre dovette arrangiarsi a mantenere la famiglia in ristrettezze economiche perduranti, vivendo nel terrore costante della Gestapo che spesso veniva a perquisire la casa. Dopo il ginnasio a Berlino e Friburgo in Brisgovia, studiò Diritto, Storia, Sociologia, Germanistica e Storia dell'arte a Friburgo, Francoforte sul Meno e Berlino. Viene rapidamente annoverato tra i più rinomati storici tedeschi.

Fest è noto principalmente per la sua biografia di Hitler, nella quale si pone la domanda di come la borghesia colta della Germania dell'epoca possa essersi lasciata affascinare dalla sciagurata demagogia di Hitler. I critici videro nella rappresentazione di Fest il pericolo di una sopravvalutazione di Hitler, poiché l'autore ne mette in risalto le peculiarità personali sottovalutando il quadro sociale complessivo.

Dal 1963 al 1968 Fest fu capo redattore della Norddeutscher Rundfunk (NDR, Radio Germania settentrionale) e, dal 1973 al 1993, con direttore della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) responsabile per la redazione culturale. In questa veste pubblicò nel 1983 l'articolo di Ernst Nolte "Un passato che non vuol passare", le cui tesi sul nazismo ed olocausto, criticate da molti intellettuali come revisioniste ed giustificazioniste, diedero l'avvio alla lunga controversia nota con il nome di Historikerstreit, 'zuffa tra storiografi'. Sempre dalle colonne di questo quotidiano stigmatizzò spesso polemicamente gli ambienti intellettuali della sinistra. Così definì nel 1976 il pezzo teatrale 'Il pattume, la città e la morte' di Fassbinder espressione "di un fascismo di sinistra", "insulto volgare ispirato da cliché ordinari" dal quale emerge un "antisemitismo (...) tattico proprio di un atteggiamento radical-chic." (FAZ 19.3.1976, p. 23, t.d.r.). In "Horst Janssen", del 2001, si confronta con uno dei più significativi artisti del dopoguerra cui lo legò un'amicizia stretta.

Per "i suoi contributi al genere della biografia politica e storica" è stato insignito del Einhard-Preis 2003 per la letteratura biografica e del Eugen-Bolz-Preis 2004 per "meriti nella elaborazione pubblicistica della Resistenza tedesca contro il regime nazista".

In "Incontri" del 2004 illustra appunto alcuni dei suoi incontri con personaggi illustri quali Hannah Arendt, Sebastian Haffner, Golo Mann o Rudolf Augstein che hanno segnato la sua vita.

Sulla sua descrizione degli ultimi giorni di Adolf Hitler, "Der Untergang" (2002, it.: "La disfatta" 2005), che riprende più in dettaglio quanto già esposto nella biografia di Hitler anche col contributo di nuove fonti, si basa il film omonimo di Oliver Hirschbiegel (soggetto e sceneggiatura di Bernd Eichinger) (2004) uscito in Italia con il titolo "La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler".

Joachim Fest era sposato ed aveva due figli, uno dei quali, Alexander Fest, è subentrato nel 2002 alla guida della casa editrice Rowohlt Verlag.

[modifica] Opere tradotte

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni