Jerzy Sas Kulczycki
| Jerzy (= Giorgio) Sas Kulczycki | |
|---|---|
| 24 dicembre 1905 - 12 luglio 1944 | |
| Soprannome | "colonnello Sassi" e successivamente "Orione" |
| Nato a | Roma |
| Morto a | Fossoli |
| Cause della morte | Fucilazione |
| Dati militari | |
| Nazione servita | Italia |
| Forza armata | Regia Marina, CLN |
| Guerre | seconda guerra mondiale |
| Campagne | Teatro del Mediterraneo, Resistenza italiana |
| Decorazioni | medaglia d'oro al valor militare alla memoria |
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Indice |
[modifica] Biografia
Discendente di una famiglia aristocratica di origine polacca, nel 1921 si iscrive all'Accademia Navale di Livorno. Nel 1927 è promosso Guardiamarina; nella Seconda guerra mondiale è ufficiale su navi da guerra, e viene decorato con medaglia di bronzo al valor militare.
Con l'Armistizio di Cassibile decide di non passare alla Repubblica Sociale Italiana e fugge da Trieste, dove si trovava imbarcato sulla Corazzata Conte di Cavour come Capitano di Fregata. Viene quindi incaricato dal Governo Badoglio di riunire i militari italiani sbandati e formare dei corpi di resistenza contro i nazi-fascisti.
Si impegna pertanto attivamente nella formazione delle prime bande partigiane in Veneto. [1] Diventa comandante militare in Veneto (primato assoluto nell'Italia occupata), e successivamente consulente del CLN Veneto; costretto a trasferirsi a Milano, è tra i promotori dei Volontari Armati Italiani.
Il comando nazista pone allora una taglia di tre milioni sulla sua testa. Il 15 aprile 1944 si trova a Genova dove viene arrestato in seguito ad una delazione. È trasferito dapprima a Milano nel carcere di S. Vittore, poi, nel luglio seguente, viene condotto con altri a Fossoli, presso Carpi, dove viene fucilato (colpo di pistola alla nuca) il 12 luglio 1944, nello stesso giorno di Carlo Bianchi[2].
[modifica] Onorificenze
- Capitano di Fregata - partigiano
- Medaglia di Bronzo al Valore Militare sul Campo (Mediterraneo centrale, marzo 1942);
- Encomio Solenne (Mediterraneo, ottobre 1940);
- Encomio Solenne (Mare Ionio, notte del 12 novembre 1940).
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Ufficiale superiore di eccezionali virtù militari e morali, già distintosi in operazioni di guerra e pervaso da profondo amor patrio, faceva fronte, all'armistizio, ai nemici della Patria iniziando senza indugio l'organizzazione dei primi gruppi militari di resistenza nella regione veneta. Riconosciuto successivamente capo di Stato Maggiore del Movimento dei Volontari Armati Italiani, dava vita nelle regioni settentrionali a notevole attività militare e di sabotaggio contro l'oppressore e i suoi accoliti. Sottoposto a grossa taglia, indifferente ai rischi incombenti svolgeva durante sette mesi opera fattiva di animatore e di capo. Attivamente ricercato, veniva arrestato solo in seguito a delazione. Superbo esempio ai presenti per serenità e grandezza di animo di fronte al plotone di esecuzione, donava alla Patria un'esistenza tutta dedicata alla sua grandezza ed al proprio dovere di soldato e di marinaio.
[3].» |
[modifica] Riconoscimenti
- A Jerzy Sas Kulczycki è stata intitolata una strada a Livorno e una a Roma, nonché un'aula dell'Accademia navale di Livorno.
[modifica] Note
- ^ [1] Google Books - Un soffio di libertà: la Resistenza nel Basso Piave : Fossalta, Musile, Noventa, San Donà, Di Morena Biason, Sezione di San Donà di Piave, Associazione nazionale partigiani d'Italia, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, Nuova Dimensione Edizioni, 2007, ISBN 88-89100-41-9, 560 pag
- ^ [2] Voce di Carpi - Una strage per punire l'Italia più coraggiosa - Il libro di Ori, Bianchi e Montanari su Cibeno - 8 marzo 2009
- ^ [3] Quirinale Scheda - 8 febbraio 2009
[modifica] Bibliografia
- Paolo Paoletti, Jerzy Sas Kulczycky "Colonnello Sassi", primo organizzatore della resistenza in Veneto (settembre-dicembre 1943), Menin editori, 2004, 168 pag.
- Morena Biasion, Un soffio di libertà: la Resistenza nel Basso Piave: Fossalta, Musile, Noventa, San Donà, Nuova Dimensione Edizioni, 2007, ISBN 88-89100-41-9, 560 pag.
[modifica] Collegamenti esterni
- [4]ANPI - scheda - visto 8 marzo 2009
- [5]Marina militare - scheda - visto 8 marzo 2009
- [6]Il Mascellaro - scheda - visto 8 marzo 2009