Gamal Abd el-Nasser
| Gamal ʿAbd el-Nasser | |
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| Presidente dell'Egitto | |
| Durata mandato | 14 novembre 1954 – 28 settembre 1970 |
| Predecessore | Muhammad Naguib |
| Successore | Anwar al-Sadat |
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| Segretario generale del Movimento dei Non-Allineati | |
| Durata mandato | 5 ottobre 1964 – 8 settembre 1970 |
| Predecessore | Josip Broz Tito |
| Successore | Kenneth Kaunda |
Gamāl ʿAbd al-Nāṣer (Nasser) (arabo: جمال عبد الناصر; Alessandria d'Egitto, 15 gennaio 1918 – Il Cairo, 28 settembre 1970) è stato un militare e politico egiziano, secondo Presidente della Repubblica, dal 16 gennaio 1956 al 28 settembre 1970.
Indice |
[modifica] Biografia
Nato da modesta famiglia (il padre ʿAbd al-Nāṣer[1] era funzionario delle poste), originaria di Beni Morr, presso Asyūṭ. Il giovane Gamāl studiò per i primi due anni ad Asyūṭ e per otto anni a Khatatba (a nordovest del Cairo, presso il confine libico). All'età di otto anni, rimasto orfano per la morte dell'amatissima madre, viene inviato al Cairo, presso lo zio materno, Khalīl Husayn, ma già nel 1929 torna dal padre, trasferito ad Alessandria, che si era da poco risposato.
Nel corso dei suoi studi secondari superiori, come presidente del “Comitato dei liceali”, partecipò all'attività politica nei ranghi dei nazionalisti, che cercavano di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito. Il 13 novembre 1935, nel corso di una manifestazione, viene leggermente ferito da un colpo d'arma da fuoco esploso da un gendarme britannico.
Nel 1937 entrò all'Accademia Militare Egiziana, dopo aver conseguito la laurea al Cairo. Nel luglio 1938 ottiene i gradi di sottotenente. Partecipò come ufficiale dell'esercito alla Guerra arabo-israeliana del 1948, per l'affermazione dei diritti palestinesi a una propria patria indipendente. La constatazione della clamorosa impreparazione dell'esercito e del Paese rafforzarono i suoi sentimenti repubblicani. Partecipò così ai dibattiti all'interno dell'esercito, che sfociarono nella costituzione dell'organizzazione segreta dei “Liberi Ufficiali” (al-Ḍubbāṭ al-Aḥrār), divenuta poi il modello di riferimento di quasi tutti i movimenti clandestini filo-repubblicani del mondo arabo nel secondo dopoguerra.
[modifica] Il colpo di Stato repubblicano
Nella notte fra il 22 e il 23 luglio 1952 la monarchia fu abbattuta da un colpo di Stato. Re Fārūq I fu detronizzato e costretto il sabato 26 all'esilio.[2] Fu formato un governo provvisorio; a guidarlo fu chiamato il generale d'origine nubiana Muḥammad Naǧīb, che il 18 giugno 1953 divenne il primo Presidente della Repubblica.
Nel 1954 Naǧīb fu però costretto a lasciare spazio all'"uomo forte" del regime, il colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, mentre un accordo firmato il 19 ottobre di quell'anno con il Regno Unito sullo sgombero entro 20 mesi delle forze militari britanniche, pur protraendo la presenza di tecnici nella zona del Canale di Suez, fu contestato dall'organizzazione islamica dei Fratelli Musulmani. Ad essa il governo rispose energicamente, cercando d'indurre l'organizzazione a destituire il proprio capo, Ḥasan al-Hudaybī. Gamāl ʿAbd al-Nāṣer fu fatto oggetto il 26 ottobre di un attentato di cui furono incolpati i Fratelli Musulmani. Due giorni dopo l'organizzazione fu sciolta d'autorità; il 30 ottobre al-Hudaybī ed i maggiori dirigenti della Fratellanza furono arrestati.
Il 14 novembre Naǧīb fu destituito e posto agli arresti domiciliari.[3] Sei dirigenti della Fratellanza furono condannati a morte, ma al-Ḥudaybī vide commutata la sua pena nell'ergastolo.
[modifica] La nazionalizzazione della Compagnia del Canale
Dopo l'adozione di una Costituzione repubblicana di ispirazione socialista con partito unico il 16 gennaio 1956, Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, eletto il 23 giugno Presidente della Repubblica, nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez (di proprietà franco-britannica). Questo dette modo al Presidente egiziano di recuperare appieno l'indipendenza del paese ma fornì anche la giustificazione per Francia e Regno Unito di organizzare un'operazione militare congiunta contro l'Egitto, cui s'unì Israele che riuscì a condurre una brillante operazione militare, in risposta alla minaccia di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer d'impedire allo Stato ebraico il transito attraverso il Canale di Suez, che si concluse con la rapida conquista dell'intero Sinai, da Rafah a al-Arīsh. il 31 ottobre truppe anglo-francesi bombardano Il Cairo, e il 5 novembre occupano Port Saʿīd.[4]
La guerra del 1956 fu interrotta dall'intervento congiunto sovietico-statunitense, si disse con la minaccia addirittura di un intervento nucleare su Londra e Parigi da parte dell'URSS, ma nulla fu fatto per impedire a Israele di realizzare il suo progetto malgrado il suo esercito, guidato dal genio tattico del generale Moshe Dayan, avesse proseguito nella sua rapida avanzata dopo l'ordine dell'ONU di cessate il fuoco fra le parti. Il "cessate-il-fuoco" entrò in vigore l'8 novembre, ed il 15 dello stesso mese, truppe di pace dell'ONU giunsero nella zona di guerra.
[modifica] La politica estera e la Guerra dei sei giorni
Nel gennaio del 1958 la Siria pretese, per rafforzare la sua sicurezza, di avviare immediatamente un processo di fusione con l'Egitto, dando così origine alla Repubblica Araba Unita (RAU), alla quale presto si aggiunse quella parte dello Yemen che, ad opera del colonnello Sallāl, s'era ribellato all'Imam Yahya e al suo successore Muhammad al-Badr per costituire una repubblica nella zona di territorio sotto il proprio controllo. Nel settembre 1961 la Siria pretese però di recuperare la sua piena indipendenza e l'Egitto, per esplicita volontà di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir, non prese alcuna misura per impedirlo.
La guerra del 1967 fu ancor più devastante per l'Egitto e per le sorti del nasserismo e della sua concezione panaraba. Alla testa di una coalizione militare che, oltre all'Egitto, comprendeva la Siria e la Giordania, ottenne il ritiro delle truppe interposte dell'ONU lungo il confine israelo-egiziano e decise di bloccare i passaggi marittimi verso Israele. Malgrado fosse stato ammonito da Tel Aviv che la chiusura alla navigazione degli Stretti di Tiran avrebbe rappresentato un casus belli, l'aviazione e l'esercito egiziani si fecero cogliere il 5 giugno 1967 del tutto impreparati nelle loro basi (con la distruzione in un solo attacco di 300 velivoli militari, tutt'altro che in stato di allerta e posizionati a terra) dalle forze armate israeliane guidate dal Capo di Stato Maggiore, generale Moshe Dayan. Israele, che aveva con grande determinazione scatenato il suo attacco e conseguiti i suoi obiettivi tattici e strategici, non ebbe alcuna difficoltà ad inglobare quanto restava della Palestina (Cisgiordania sotto amministrazione giordana), le alture siriane del Golan e l'intera penisola del Sinai egiziana mediante una rapidissima azione di accerchiamento, come pure la palestinese Striscia di Gaza che l'Egitto amministrava dal 1948. Nonostante la colossale sconfitta militare, Nasser continuò ad avere l'appoggio delle grandi masse di popolazione egiziana, grazie al suo innegabile carisma.
Risale al 1967 la destituzione di ʿAbd al-Ḥakīm ʿĀmer, amico e compagno di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir e primo responsabile dell'inadeguatezza della condotta militare egiziana, che si suicidò subito dopo.
[modifica] L'allontanamento dagli Stati Uniti
Malgrado un'iniziale simpatia di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir nei confronti degli USA, specialmente dopo l'intervento di Eisenhower contro l'attacco militare anglo-francese nella zona del Canale, la politica egiziana prese sempre più le distanze da Washington a causa del rifiuto del Cairo di entrare a far parte di uno schieramento anti-sovietico incentrato sul Patto di Baghdad composto da Iraq, Turchia, Iran, USA e Gran Bretagna, cui gli USA replicarono creando gravi difficoltà per il necessario finanziamento da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI) al progetto esposto fin dal 1952 di costruire una diga (Alta Diga, "al-Sadd al-ʿĀlī") ad Aswān, sul fiume Nilo, che avrebbe garantito l'autosufficienza energetica ad un Paese povero di idrocarburi e che avrebbe permesso di bonificare le terre ad ovest del Nilo, dalla depressione di al-Qaṭṭāra (nord ovest egiziano) alle aree a sud di Aswān, per un totale di diverse centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Per reazione l'Egitto si rivolse allora all'Unione Sovietica che, cogliendo la favorevole opportunità politica e strategica, finanziò la gigantesca operazione.
Gamāl ʿAbd al-Nāṣir riuscì in qualche misura a raddrizzare la situazione grazie ad imponenti rifornimenti di armi sovietiche e all'avvio nel luglio del 1969 di una "guerra d'attrito" con Israele che mantenne vivo lo spirito patriottico e nazionalistico egiziano. Ciò nondimeno l'esperienza nasseriana era ormai segnata dalla catastrofe militare e politica del 1967 ed anche il dibattito interno - che pure era inizialmente stato molto vivace - fu sempre più mal sopportato dal regime che, negli anni precedenti, aveva provveduto a soffocare qualsiasi tipo di opposizione, specie quella rappresentata dai Fratelli Musulmani, dei quali un esponente di spicco, Sayyid Quṭb, fu arrestato il 9 agosto 1965 e giustiziato al Cairo il 29 agosto 1966.
Gamāl ʿAbd al-Nāṣir morì il 28 settembre 1970 nella residenza presidenziale per un attacco cardiaco e al suo funerale al Cairo partecipò una folla commossa di vari milioni di persone.[5] Alla Presidenza della Repubblica salì il vicepresidente Anwar al-Sādāt, che con lui aveva fatto parte del movimento dei "Liberi ufficiali".
[modifica] Onorificenze
[modifica] Onorificenze
| Gran Maestro dell'Ordine del Nilo | |
| Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica | |
| Gran Maestro dell'Ordine al Merito | |
[modifica] Onorificenze straniere
| Eroe dell'Unione Sovietica | |
| Ordine di Lenin | |
[modifica] Note
- ^ In Egitto il nasab, o legame di filiazione, non è introdotto dal sostantivo "ibn", "ben" o "bin", che è sottinteso, facendo sì che al nome proprio di persona dell'interessato segua immediatamente il nome proprio di persona del padre. Gamāl ʿAbd al-Nāṣer significa quindi semplicemente "Gamāl (figlio di) ʿAbd al-Nāṣer". La stessa cosa vale in altri Paesi arabi, come l'Iraq, dove il nome Ṣaddām Husayn significa "Ṣaddām (figlio di) Husayn", o in Libia.
- ^ Da allora è la Festa nazionale egiziana, celebrata in quanto istitutiva della repubblica.
- ^ Naǧīb uscirà dagli arresti domiciliari solo nel 1972.
- ^ Bisogna osservare che la crisi di Suez comportò che le potenze democratiche occidentali (prevalentemente Francia e Regno Unito) e gli USA, non reagissero significativamente alla sanguinosa invasione sovietica dell'Ungheria che raggiunse il culmine proprio nell'ottobre del 1956.
- ^ Funerale di Nasser
[modifica] Bibliografia
- J. Daumal e M. Leroy, Nasser, Firenze, Sansoni, 1971.
- Paolo Minganti, L'Egitto moderno, Firenze, Sansoni, 1959.
- Charles Issawi, Egypt in Revolution (an economic analysis), Londra, Oxford University Press, 1963.
- Jacques Berque, L'Egypte, Parigi, Gallimard, 1967.
- Jean Lacouture, Nasser, Parigi, Le Seuil, 1971.
- Claudio Brillanti, "Nasser e il conflitto arabo-israeliano", in Africa, LXIV, giugno 2009, n. 1-2.
Gamāl ʿAbd al-Nāṣer ha scritto vari libri che espongono i suoi punti di vista sull'Egitto e sulla situazione internazionale che lo coinvolgeva:
- Memoires on the 1948 Palestine war, 1955.
- Towards freedom", 1959.
- Egypt's Liberation The Philosophy of the Revolution, 1955 - http://nasser.bibalex.org/nasserBooks/BookView.aspx?BID=1 (in arabo)
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore | Presidente dell'Egitto | Successore | |
|---|---|---|---|
| Muḥammad Naǧīb | 1954-1970 | Anwar al-Sādāt |
| Predecessore | Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana | Successore |
|---|---|---|
| Hailé Selassié I | 17 luglio 1964 - 21 ottobre 1965 | Kwame Nkrumah |
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