Jacopo da Varazze

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Jacopo da Varagine O.P.
Arcivescovo della Chiesa cattolica
Immagine di Jacopo da Varagine O.P.
Il Beato Jacopo riappacifica guelfi e ghibellini gruppo ligneo del 1930 circa, conservato nella Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria (Varazze)
titolo
Stemma di Jacopo da Varagine O.P.
'''''
Nato 1230 circa, Varazze
Ordinato
sacerdote
Consacrato
vescovo
Consacrato
arcivescovo
1292
Elevato
arcivescovo
Elevato
patriarca
Ruoli
ricoperti
Arcivescovo di Genova
Deceduto 13 o 16 luglio 1298, Genova
 

Jacopo De' Fazio, chiamato anche Jacopo da Varagine (Varazze, 1228Genova, 13 luglio (o 16 luglio) 1298), fu un frate domenicano, arcivescovo di Genova e agiografo; è stato proclamato beato della Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque dalla nobile famiglia de' Fazio, come attesta il Padre Giovanni Borzino O.P. del convento di S. Maria di Castello di Genova, storico ufficiale dell'Ordine Domenicano della Provincia di Genova. Entrò nell'ordine dei Domenicani nel 1244; ben presto, per la sua cultura e per il suo acume, venne nominato priore; fu priore a Como, Bologna ed Asti. Nel 1267 fu nominato provinciale dell'ordine per la Lombardia; abbandonò la carica nel 1286. Jacopo fu anche nominato vicario generale e governò l'ordine domenicano per due anni. Così riferisce lo storiografo domenicano padre Michele Piò: “Reggeva la Provincia di Lombardia fra Giacomo da Varazze detto da Varagine quando morì il Vercelli (Giovanni da Vercelli Maestro dell'Ordine deceduto nel 1283); onde essendo già dato il capitolo generale in Bologna, Egli restò vicario dell'Ordine sino all'anno 1285 nel quale fra Munio di Zamorra spagnuolo fu assunto al Generalato” Fu inoltre diffinitor in due capitoli generali, tenuto il primo a Lucca nell'anno 1288, e l'altro in Ferrara il 1290. Fu poi arcivescovo di Genova dal 1292 fino al 1298, anno della sua morte. In tale ruolo si distinse particolarmente per la determinazione a pacificare, con alterne vicende, guelfi e ghibellini.

Stando a una tradizione non accertata, Jacopo avrebbe redatto una delle prime traduzioni in volgare della Bibbia, ma non abbiamo manoscritti di tale versione.

La sua fama si deve, invece, ad una raccolta di vite di santi, dal titolo Legenda aurea (Legenda sanctorum), scritta a partire dagli anni sessanta del XIII secolo e rielaborata fino alla morte. L'opera, che fu scritta in latino e in seguito diffusa in versione volgarizzante, ottenne molta influenza sulla successiva letteratura religiosa e servì come importante fonte iconografica per numerosi artisti. Tuttora sopravvivono più di 1400 manoscritti a testimonianza della grande importanza e dell'enorme diffusione che ebbe l'opera.[1]

Sempre in latino compilò una Cronaca genovese (Chronicon Ianuense) che tratta della storia di Genova dalle origini al 1297.

Le spoglie mortali sono conservate nella cappella a lui dedicata nella Chiesa di San Domenico (Varazze). Il culto di Jacopo da Varazze come beato è stato confermato nel 1816 da papa Pio VII.

[modifica] Note

  1. ^ Il testo critico della Legenda aurea è stato pubblicato per la prima volta nel 1998 da un filologo italiano, Giovanni Paolo Maggioni, che ha curato anche l'edizione critica di una raccolta di sermoni di Iacopo da Varazze, i Sermones Quadragesimales.

[modifica] Bibliografia

  • Jacopo Da Varagine, Cronaca della città di Genova dalle origini al 1297 a cura di Guido Bertini, Collana Dimensione Europa, ECIG 1995, EAN 9788875456331.
  • Jacobus de Voragine, Legenda aurea, a cura di Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone, Torino, Einaudi, 2007. ISBN 9788806183226.
  • Jacobus de Voragine, Sermones Quadragesimales, edizione critica a cura di Giovanni Paolo Maggioni, Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2005. ISBN 88-8450-156-3.
  • Jacobus de Voragine, L'invenzione della Santa Croce, a cura di Carlo Lapucci, Montepulciano, Le balze, 2000. ISBN 88-87187-26-6.

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[modifica] Altri progetti

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Opizzino Fieschi 1292 - 1298 Porchetto Spinola
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