Italo Piccagli
Italo Piccagli (Firenze, 26 novembre 1909 – Cercina, 12 giugno 1944) è stato un militare e partigiano italiano, fu capitano dell'Aeronautica Militare, medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Insieme ad Enrico Bocci, Piccagli animò e fondò il servizio informazioni di Radio CORA[1] del quale fecero parte anche il fisico Carlo Ballario, lo studente d'ingegneria Luigi Morandi e molti altri che si occupavano dell'organizzazione[2].
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[modifica] Villa Triste
Italo Piccagli fu portato a Villa Triste, a Firenze, dove subì interrogatori e sevizie[3]. Piccagli, insieme a Bocci, si assunse la responsabilità di tutta la organizzazione[4]. Nella notte tra l'11 e il 12 giugno vennero a prenderlo per portarlo alla fucilazione[5].
[modifica] Fucilazione
Italo Piccagli fu fucilato insieme ad Anna Maria Enriques Agnoletti, a quattro paracadutisti, fatti arrivare a Firenze da Radio Cora, il sergente Pietro Ghergo di Recanati, il caporale Dante Romagnoli di Macerata, il soldato Ferdinando Panerai di Firenze[6], F. Franco e un partigiano cecoslovacco rimasto sconosciuto, perché il suo nome con l'indirizzo, scritto sui muri di Villa Triste, fu cancellato, dopo la liberazione, dai proprietari della casa[7].
[modifica] Ruth Weidenreich
Ruth Weidenreich, moglie di Italo Piccagli e figlia del celebre anatomista-paleoantropologista Franz Weidenreich, fu deportata ad Auschwitz[8]. Ruth era israelita[9]. La moglie di Piccagli resterà ad Auschwitz fino al luglio 1945[10].
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Ufficiale di elevatissime doti morali e di fermissimo carattere, assunse immediatamente dopo la dichiarazione di armistizio un aperto atteggiamento di ostilità contro i nemici germanici e di assoluta intransigenza verso i collaborazionisti italiani. Dopo avere, nella progressiva organizzazione di una vasta ed efficacissima rete di attività operativa ed informativa, corso per più mesi i più gravi rischi ed essersi esposto ai peggiori disagi materiali, che da soli costituivano un irreparabile danno ed un’acuta minaccia per la sua fibra fisicamente minata, non esitò in seguito alla scoperta da parte delle SS. del centro radiotrasmittente, da lui impiantato e col quale aveva stabilito preziosi collegamenti con l’Italia libera e con gli Alleati, a consegnarsi ai tedeschi per scagionare i compagni che vi erano stati sorpresi. Durante l’interrogatorio, malgrado le sevizie esercitate su di lui e sulla moglie, dichiarò apertamente a fronte alta di essere il Capo e il solo responsabile, di essersi mantenuto fedele al proprio giuramento ed al proprio dovere di soldato e di esserne fiero. Già condannato a morte, ma lieto di avere potuto salvare i compagni ed orgoglioso di avere potuto superare con la volontà quella malattia che gli aveva impedito di offrire per il bene d’Italia la vita come combattente dell’aria, nell’ultimo saluto alla moglie, che stava per essere internata in Germania, ebbe la suprema forza d’animo di nasconderle la decisione che già era stata presa contro di lui. All’atto dell’esecuzione, con lo sguardo sereno, rincuorò alcuni patrioti che dovevano essere con lui fucilati, ed affrontava coraggiosamente la morte. A questo scopo chiese ed ottenne di essere fucilato per ultimo. Dinanzi al plotone pregò che si mirasse a destra perché il polmone sinistro era già invaso dalla morte. Esempio irraggiungibile di purissimo amor di Patria.[11][12].» — Firenze, 9 settembre 1943 -9 giugno 1944. |
[modifica] Riconoscimenti
- Firenze e Roma gli hanno intitolato una via
[modifica] Note
- ^ Enrico Bocci – Una vita per la libertà, op.cit. pag.70
- ^ Carlo Francovich La Resistenza a Firenze, op.cit. pag.154
- ^ A Villa Triste...il Piccagli, il Focacci e il Bocci furono interrogati la notte stessa e percossi a sangue. in op. cit. Enrico Bocci – Una vita per la libertà, pag.116
- ^ Carlo Francovich, op. cit. pag.221: Il più torturato fu Bocci. Bocci e Piccagli si assunsero la responsabilità di tutta la organizzazione, scagionando così in parte i loro compagni di pena
- ^ Testimonianza di Giuseppe Cusmano a pag. 120 dell'op. cit.Enrico Bocci - Una vita per la libertà
- ^ Carlo Francovich, op. cit. pag.223
- ^ Enrico Bocci.. op.cit. pag.121
- ^ Carlo Francovich, op. cit. pag.369
- ^ Carlo Francovich, op. cit. pag.223: ...Ruth...pur essendo israelita, si era volontariamente presentata per seguire la sorte del marito e si trovava in quel momento in una cella accanto alla sua...
- ^ Enrico Bocci... op. cit. pag.128
- ^ [1] Quirinale - scheda - visto 18 gennaio 2009
- ^ (La nota relativa alla data della morte riporta: C'è un errore di data: non 9, ma 12 giugno)Appendice IX in op.cit. Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, pag. 324
[modifica] Bibliografia
- Enrico Bocci – Una vita per la libertà, Testimonianze... a cura di Lucia Tumiati Barbieri, Firenze, G.Barbèra Editore, 1969
- Enrico Bocci - Una vita per la libertà, Testimonianze... a cura di Lucia Tumiati Barbieri - (Ristampa) Firenze, Editrice "La Giuntina", 2006
- Gilda La RoccaLa radio Cora di piazza d'Azelio e le altre due stazioni radio", Firenze, Editrice "La Giuntina", 2004
- Carlo Francovich La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962.
[modifica] Collegamenti esterni
- Militari italiani
- Partigiani italiani
- Nati nel 1909
- Morti nel 1944
- Nati il 26 novembre
- Morti il 12 giugno
- Nati a Firenze
- Personalità legate a Firenze
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