Isole Salomone

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Isole Salomone
Isole Salomone – Bandiera Isole Salomone - Stemma
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Isole Salomone - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Isole Salomone
Nome ufficiale Solomon Islands
Lingue ufficiali inglese
Capitale Honiara  (63.343 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare (Reame del Commonwealth)
Regina Elisabetta II
Governatore Generale:

Frank Kabui

Capo di Governo Danny Philip
Indipendenza Dal Regno Unito, 7 luglio 1978
Ingresso nell'ONU 18 settembre 1978
Superficie
Totale 28.450 km² (140º)
 % delle acque 3,2 %
Popolazione
Totale 538.148 ab. (2011) (162º)
Densità 20 ab./km²
Tasso di crescita 2,17% (2012)[1]
Geografia
Continente Oceania
Confini Nessuno
Fuso orario UTC +11
Economia
Valuta Dollaro delle Isole Salomone
PIL (nominale) 997[2] milioni di $ (2012) (173º)
PIL pro capite (nominale) 1 763 $ (2012) (134º)
PIL (PPA) 1 858 milioni di $ (2012) (173º)
PIL pro capite (PPA) 3 288 $ (2012) (138º)
ISU (2011) 0,510 (basso) (142º)
Fecondità 4,2 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 SB, SLB, 090
TLD .sb
Prefisso tel. +677
Sigla autom. SOL
Inno nazionale God Save Our Solomon Islands
Festa nazionale
Isole Salomone - Mappa
 

Coordinate: 9°28′S 159°49′E / 9.466667°S 159.816667°E-9.466667; 159.816667

Le Isole Salomone (ingl. Solomon Islands) sono una nazione insulare dell'Oceano Pacifico meridionale, nell'Oceania vicina, situate ad est di Papua Nuova Guinea. Consistono in circa mille isole, che complessivamente coprono una superficie di 28.000 chilometri quadrati. La capitale è Honiara (che conta circa 60.000 abitanti).

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome si deve alla massiccia presenza di oro notata dal suo primo esploratore che ritenne il luogo una delle possibili fonti dell'immensa fortuna del biblico Re Salomone.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Posizione e confini[modifica | modifica wikitesto]

Le isole Salomone sono un gruppo di isole di origine vulcanica situate ad est di Papua Nuova Guinea, tra le latitudini di 5°S e 13°S e le longitudini di 155°E e 169°E.

Le isole Salomone sono composte da due arcipelaghi distinti, l'arcipelago delle isole Salomone propriamente dette a nord-ovest e il più piccolo arcipelago delle isole Santa Cruz a sud-est. L'isola di Bougainville geograficamente fa parte del gruppo delle Salomone ma politicamente appartiene a Papua Nuova Guinea.

Superficie[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola principale è Guadalcanal sulla quale si trovano le cime più alte, il monte Popomanaseu (2335 m) e il monte Makarakomburu (2310 m); le altre isole maggiori sono Santa Isabel, Makira, Malaita, New Georgia e Choiseul. Il gruppo comprende altre 992 isole e atolli minori. Le isole si estendono da est a ovest per circa 1500 km. L'isola di Santa Cruz, che dà nome al piccolo arcipelago sud-orientale, è situata a nord di Vanuatu a circa 200 km dall'isola più vicina.

Il territorio delle isole è montuoso o collinare e ricoperto di una ricca vegetazione perlopiù forestale.

I vulcani attivi e dormienti sono molto numerosi. Particolarmente famoso è il vulcano sottomarino Kavachi, che nell'eruzione del maggio 2000 lanciava lava a 70 m sopra il mare[4] e nell'autunno del 2002 ha dato vita a una precaria isola vulcanica, alta 10–15 m e scomparsa quasi subito[5].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Le isole hanno un clima equatoriale estremamente umido tutto l'anno. La temperatura media è pari a 27 °C con variazioni minime nel corso dell'anno. Il periodo più fresco è tra i mesi di giugno e agosto mentre i venti provenienti da nord-ovest nel periodo compreso fra novembre e aprile provocano un aumento delle precipitazioni e occasionali cicloni. Le precipitazioni annue sono pari a 3050 mm. Tali precipitazioni sono più intense nelle aree montuose.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

Le isole sono ricoperte quasi interamente da una giungla lussureggiante (per circa il 90% del territorio), favorita dal carattere prevalentemente montuoso delle isole e dalla bassa densità di popolazione. Si notano talune piantagioni di palme lungo la costa e aree di dimensione limitata adibite a coltivazione.

Dal punto di visto ecologico, si distinguono due bioregioni: la foresta pluviale delle isole Salomone (in senso geografico, compresa l'isola di Bougainville) e la foresta pluviale delle isole Santa Cruz. La prima, che presenta molte variazioni a seconda dei versanti e delle singole isole, è dominata da dodici specie di alberi dei generi Calophylum, Campnosperma, Dillenia, Elaeocarpus, Endospermum, Gmelina, Maranthes, Parinari, Pometia, Schizomeria, Terminalia[6]. La seconda rientra nelle caratteristiche generali della foresta pluviale di Vanuatu, anche se condivide con la prima alcune specie[7]; da segnalare la presenza nelle isole Santa Cruz della conifera australe Agathis[8].

Phalanger orientalis

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

I mammiferi sono rappresentati nelle Isole Salomone da una cinquantina di specie, molte endemiche. Oltre a numerose specie di pipistrelli e alcune specie di roditori, si conta un'unica specie di mammiferi terrestri, il marsupiale Phalanger orientalis [9].

Tra i mammiferi acquatici, va segnalata la presenza del dugongo[10].

Gli uccelli sono più largamente rappresentati. Anche tra essi, peraltro, non mancano gli endemismi, numerosissimi, di cui menzioniamo solo pochi esempi:

Corvus woodfordi

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Composizione etnica[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo etnico largamente prevalente è quello dei Melanesiani, primi abitanti delle isole. Tuttora rappresentano il 93 % della popolazione dell'arcipelago, seguiti da Polinesiani. (4%) e Micronesiani (1,5 %). Il restante 1,5 % è costituito in prevalenza da asiatici (vivace la comunità cinese a Honiara) e qualche decina di europei discendente dai colonizzatori che scelsero di rimanere sulle isole anche al termine del periodo coloniale delle rispettive nazioni. Le etnie dei Polinesiani e dei Micronesiani risiedono principalmente nelle isole esterne.

Istruzione e sanità[modifica | modifica wikitesto]

L'istruzione primaria è impartita in prevalenza nelle scuole pubbliche. La scuola secondaria fornisce un'istruzione pratica orientata allo sfruttamento delle risorse locali con particolare riguardo all'agricoltura.[15] Il tasso di analfabetismo è del 23,4 %.

La sanità risente della mancanza di strutture e personale specializzato.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Nell'arcipelago si parlano ben 74 lingue diverse, quattro delle quali (il dororo, il guliguli, il kazukuru e il vano) risultano però estinte.[16]

Nelle isole centrali si parlano lingue melanesiane, mentre nelle isole più lontane (Rennell e Bellona a sud, Tikopia, Anuta e Fatutaka ad est, Sikaiana a nord-est, Luaniua a nord) sono diffuse lingue polinesiane. Gli immigrati provenienti da Kiribati e Tuvalu parlano invece le rispettive lingue polinesiane. Pur essendo l'unica lingua ufficiale, l'inglese è parlato solo dall'1-2% della popolazione: l'idioma più diffuso, infatti, è il pidgin solomoniano, vera e propria lingua franca del paese.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il 96% della popolazione professa il Cristianesimo (anglicani 45%, cattolici romani 48%, Chiesa Unita della Papua Nuova Guinea e di Salomone 12%, battisti 10%, avventisti 7%, altri 4%). Il restante 4% dei salomoniani pratica culti tradizionali.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Salomone sono uno degli stati più poveri dell'Oceania e in genere del mondo.

L'economia si basa essenzialmente sul settore primario: prevale l'agricoltura di sussistenza di prodotti come taro, riso, manioca ortaggi e frutta tropicale. Sono anche presenti piantagioni di cacao e di cocco da cui si ottiene la copra, prodotto in maggioranza esportato. Importante è anche la pesca, i mari delle Salomone presentano una varia fauna ittica, compresi squali e crostacei. Il sottosuolo contiene riserve di rame, bauxite, oro, piombo e nichel che non sono tuttavia sfruttate. Inoltre sono importante anche i prodotti forestali, in particolare il legname: l'eccessiva deforestazione creò problemi a Guadalcanal ma il governo si è impegnato in un processo di recupero che ha dato i suoi frutti e contribuito a riforestare l'isola.

Il settore secondario è quasi del tutto assente, mentre il terziario si limita ad attività turistiche, legate alla cultura e alla natura incontaminata delle isole (18mila ingressi turistici nel 2008) e un limitato sistema di trasporti e servizi.

Rimangono fondamentali gli aiuti dall'estero (soprattutto dall'Australia), che rappresentano quasi il 47 % del PIL delle isole.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Salomone, insieme a tutta la Melanesia insulare, furono colonizzate dall'uomo durante il II e I millennio a.C.

I primi abitatori dell'arcipelago furono dei gruppi di navigatori-mercanti provenienti dalle Isole Figi, che vi introdussero piante ed animali addomesticati. Nella regione i commercianti diffusero un tipo di ceramiche di tradizione "lapita" forse originaria delle Isole Molucche; questa cultura tramontò solo nel 300 d.C.

L'arcipelago fu scoperto dagli Spagnoli nel 1567 che nell'isola Santa Isabella vi stabilirono un presidio (Puerto de la Estrella y de Cabo Brulè) a difesa della rotta pacifica dei galeoni tra le Filippine e il Messico.

Le popolazioni locali vissero nell'ambito di società tribali simili in tutto il Pacifico fino all'arrivo dei conquistatori inglesi durante le ultime esplorazioni avvenute alla fine del XIX secolo. Nel 1893 divenne Protettorato britannico, status che mantenne fino al 7 luglio 1978 quando fu proclamata l'indipendenza e fu adottato il nuovo stendardo nazionale in accordo con la Regina d'Inghilterra Elisabetta II.

Dal 1997 le Isole sono state teatro di violenti scontri etnici, tanto che nel giugno 2003 vi è stata dispiegata una forza multinazionale a guida australiana (Regional Assistance Mission to the Solomon Islands (RAMSI) con lo scopo di disarmare le milizie etniche e ristabilire l'ordine.

Il 6 febbraio 2013, un violento terremoto di magnitudo 8, seguito da uno tsunami ha colpito le isole Santa Cruz, con epicentro nella provincia di Temotu[17].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'arte di questa zona si può suddividere tra varie aree, a seconda della etnia presa in esame.[18] Se la produzione delle maschere e delle statue non è proprio imponente, importante è quella degli scudi dipinti, utilizzati sia per le cerimonie sia per le parate. Molto diffusi e belli gli oggetti di uso comune, come ad esempio i barava, ossia dischi-moneta.
Nell'area settentrionale si producono statue femminili nere con attributi ben in vista, grandi occhi rotondi e un copricapo a canestro colorato. Nelle zone meridionali prevale la produzione di intarsi impreziositi da conchiglie e madreperla.
Dovunque appare importante la realizzazione di piroghe e di vasi sacrificali che raggiungono anche i due metri, caratterizzati dalla raffigurazione di animali. La tendenza comune a tutte le isole Salomone è quella di sovrapporre il profilo dell'uomo a quello del cane, essere che secondo la leggenda locale insegnò le scienze alla popolazione.[19]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Isole Salomone lo sport più diffuso è il calcio, ma sono presenti anche la pallacanestro e la pallavolo. La nazione ha anche ospitato la Coppa delle nazioni oceaniane 2012, venendo eliminata in finale da Tahiti.

Ma il risultato più prestigioso che le Isole Salomone hanno ottenuto è nel futsal (calcio a 5), con la vittoria dell'OFC Oceanian Futsal Championship nel 2008 e la conseguente partecipazione ai mondiali di calcio a 5 del 2008. Le Isole Salomone hanno bissato il successo nella rassegna continentale anche nel 2009, l'entusiasmo ha fatto dichiarare al primo ministro Derek Sikua che presto inizieranno i lavori di costruzione di un impianto per il calcio a 5 sull'arcipelago.

Ordinamento[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Salomone sono una monarchia costituzionale con un sistema parlamentare. La costituzione approvata nel 1978 stabilisce che formalmente il capo dello stato è il sovrano britannico rappresentato localmente da un governatore generale nominato dal parlamento e che rimane in carica 5 anni.

Il parlamento è unicamerale e composto da 50 membri eletti per quattro anni eletti tramite suffragio diretto da tutti i cittadini maggiori di 18 anni. Il Primo ministro è eletto dal parlamento.

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera delle Isole Salomone.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma delle Isole Salomone è uno scudo contornato da un coccodrillo e da uno squalo. Nella parte superiore dello stemma è presente un elmetto con decorazioni, sormontato da un sole stilizzato. Nella parte inferiore è mostrato il motto ufficiale che recita: "Comandare è servire".

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale governatore generale delle isole Salomone è Frank Kabui (dal 2009), che è succeduto a Nathaniel Waena, in carica dal 2004.

La politica interna delle isole Salomone è caratterizzata da coalizioni piuttosto instabili, i voti di sfiducia sono frequenti così come i rimpasti fra i ministri.

Nell'aprile 2006 l'elezione a primo ministro di Snyder Rini ha scatenato una sommossa nella capitale. Bersaglio dell'attacco è stata la comunità commerciale cinese accusata di avere comprato l'elezione. Il ministro è stato messo al sicuro dal pronto intervento di 220 soldati australiani e si è dimesso. Il parlamento lo ha sostituito con Manasseh Sogavare, del Partito Popolare Progressista, che ha subito dimostrato di non gradire la presenza di truppe straniere. Questo nonostante gli Australiani abbiano opportunamente sostenuto l'attività del ministero delle finanze, della banca centrale e delle forze di polizia [20].

Nel dicembre 2007 è stato nominato primo ministro Derek Sikua, a cui è seguito, nell'agosto 2010, Danny Philip [21].

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Le Isole Salomone fanno parte delle Nazioni Unite, del Commonwealth, del Secretariat of the Pacific Community (SPC) del Pacific Islands Forum, del Melanesian Spearhead Group (MSG), del Fondo Monetario Internazionale e dei paesi APC[22]

Divisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa delle Isole Salomone.

Da un punto di vista amministrativo le Isole Salomone sono divise in 10 province, nove delle quali sono amministrate da un'assemblea provinciale eletta mentre la decima è costituita dalla città di Honiara amministrata dal consiglio cittadino di Honiara.

Città importanti[modifica | modifica wikitesto]

Honiara, la capitale e la città principale, è situata sull'isola di Guadalcanal. All'ultimo censimento, nel 1999, contava 49.107 abitanti; nel 2010, secondo stime recenti, aveva raggiunto 63.343 ab.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ (EN) CSIRO - Fiery birth of new Pacific Island - 24.05.2000
  5. ^ (EN) Howell, citato da Global Volcanism Program, Smithsonian Institution - Kavachi - Monthly Reports. URL consultato il 29-04-2012
  6. ^ (EN) W.W.F. - Solomon Islands rain forests (AA0119)
  7. ^ (EN) W.W.F. - Vanuatu rain forests (AA0126)
  8. ^ Conifer Specialist Group 2000. [1] Agathis macrophylla]. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  9. ^ (EN) T. Leary, R. Singadan, J. Menzies, K. Helgen, D. Wright, A. Allison, S. Hamilton, L. Salas & C.Dickman, 2008. Phalanger orientalis. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  10. ^ (EN) H. Marsh, 2008. Dugong dugon. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  11. ^ (EN) BirdLife International 2008. Gallirallus rovianae. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  12. ^ Birdlife International, Haliaaetus sanfordi in IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2014.2, 2012. URL consultato il 7 settembre 2014.
  13. ^ (EN) BirdLife International 2009. Lorius chlorocercus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  14. ^ (EN) BirdLife International 2009. Corvus woodfordi. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.1. URL consultato il 29-04-2012
  15. ^ L'enciclopedia della geografia, Novara, Istituto Geografico De Agostini S.p.A., 1996, p. 1048.
  16. ^ Gordon, Raymond G., Jr. (ed.), 2005. Solomon Islands in Ethnologue: Languages of the World, Fifteenth edition. Dallas, Tex.: SIL International
  17. ^ USGS
  18. ^ Gabriel Mandel, Arte Etnica, Mondadori, Milano, 2001, pag.110-111
  19. ^ Gabriel Mandel, Arte Etnica, Mondadori, Milano, 2001, pag.110-111
  20. ^ Australia and its neighbours - Policing the Pacific The Economist June 3rd 2006, p.13
  21. ^ (EN) Danny Philip is Prime Minister Solomon Times Online, 25.08.2010
  22. ^ (EN) U.S. Department of State - Background Note: Solomon Islands
  23. ^ (EN) World Gazzetteer - Solomon Islands: largest cities and towns and statistics of their population. URL consultato il 29-06-2011

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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