Isole Italiane dell'Egeo

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Isole Italiane dell'Egeo (Dodecaneso Italiano)
Isole Italiane dell'Egeo (Dodecaneso Italiano) – Bandiera Isole Italiane dell'Egeo (Dodecaneso Italiano) - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: FERT
Dati amministrativi
Nome ufficiale Isole Italiane dell'Egeo
Ιταλικά νησιά του Αιγαίου
Lingue parlate italiano
Inno Marcia Reale d'Ordinanza
Capitale Rodi
Dipendente da bandiera Regno d'Italia
Flag of Italy.svg Repubblica Sociale Italiana (1943-1945)
bandiera Italia (1946-1947)
Politica
Forma di governo Governatorato italiano
Nascita 1912 con Vittorio Emanuele III
Causa Guerra italo-turca
Fine 1947
Causa Trattato di Parigi
Territorio e popolazione
Bacino geografico Dodecaneso
Massima estensione 2.721,2 km² nel 1936
Popolazione 140.289 abitanti nel 1936
Economia
Valuta lira italiana
Varie
Sigla autom. RODI / R
Religione e società
Religioni preminenti Chiesa cristiana ortodossa
Religione di Stato Cattolicesimo
Religioni minoritarie Ebraismo, Islam
Evoluzione storica
Preceduto da Ottoman Flag.svg Impero ottomano
Succeduto da Bandiera della Grecia Grecia

Le Isole Italiane dell'Egeo (conosciute anche come Dodecaneso, in greco Ιταλικά Νησιά του Αιγαίου Italiká Nisiá tou Aigaíou) sono un gruppo di dodici isole greche situate di fronte alla costa turca appartenute all'Italia dal 1912 al 1947. Il Dodecaneso fece parte del Regno d'Italia e per un breve periodo anche della Repubblica Italiana. Nonostante la sovranità italiana ebbe termine ufficialmente nel 1947, l'effettivo controllo militare sull'arcipelago da parte dell'Italia cessò alla fine del 1943.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La conquista

Il Dodecaneso, appartenente all'epoca all'Impero ottomano, fu occupato ed annesso dall'Italia durante la Guerra italo-turca nel 1912. Durante la guerra italo-turca culminata nell'occupazione della Libia, l'Italia pensò di affrettare la fine della guerra occupando il Dodecaneso. Il 26 aprile 1912 venne occupata Stampalia, il 12 maggio Scarpanto, Caso, Piscopi, Nisiro, Calino, Lero, Patmo, Coo, Simi e Calchi, il 4 maggio sbarcarono delle truppe anche su Rodi che venne completamente occupata il 16 maggio[1]. Il 5 maggio 1912 si insediò il comandante del corpo di occupazione dell'Egeo, il generale Giovanni Ameglio, seguito da altri generali e da governatori civili, in particolare il savonese Mario Lago che si insediò il 16 novembre 1922.

[modifica] Il Dodecaneso italiano (1912-1947)

Con la Pace di Losanna (18 ottobre 1912) l'Italia ottenne il riconoscimento dell'amministrazione civile sulla Libia in cambio del ritiro delle truppe dal Dodecaneso[2]. Tale clausola non fu rispettata perché subordinata alla cessazione di atti di ostilità contro l'amministrazione italiana in Libia, apparentemente fomentati e appoggiati dalla Turchia; atti che non smisero di verificarsi dando così all'Italia la possibilità di mantenere l'occupazione delle dodici isole per tutto il periodo della prima guerra mondiale, combattuta nuovamente anche contro l'Impero ottomano. Il 29 luglio 1919 fu sottoscritto un accordo segreto dal Ministro degli esteri Tommaso Tittoni e il Ministro greco Eleftherios Venizelos in cui l'Italia rinunciava alle isole del Dodecanneso salvo Rodi, in cambio dell'appoggio greco ad un “mandato” italiano sull'Albania. Tale accordo, peraltro, fu denunciato dal successivo Ministro degli esteri Carlo Sforza (giugno 1920). Con l'Impero ottomano si arriverà al trattato di Sèvres (10 agosto 1920), che confermò all'Italia il possesso su tutto il Dodecaneso con l'inclusione dell'isola di Castelrosso.

Dopo la costituzione della Repubblica Turca, il trattato di Sèvres fu annullato e con il Trattato di Losanna del 1923 Kemal Atatürk e la Comunità internazionale riconobbero per la prima volta all'Italia la sovranità sul Dodecaneso e sulla Libia. Dal 1926 le isole vennero trasformate in "Governo delle Isole Italiane dell'Egeo". Tra il 19 e il 24 maggio 1929 alcune isole del Governatorato del Dodecaneso furono visitate da Vittorio Emanuele III, re d'Italia.

[modifica] Governatori

Tra i governatori del Dodecaneso figurano un importante esponente del fascismo come Cesare Maria De Vecchi (membro del Gran Consiglio del Fascismo, in precedenza ministro dell'educazione nazionale) governatore dal 1936 al 1940, Ettore Bastico (Maresciallo d'Italia) governatore dal 1940 al 1941 e l'ammiraglio Inigo Campioni governatore dal 1941 al 1943. Quest'ultimo fu sostituito dal vicegovernatore Iginio Ugo Faralli che, avendo aderito alla Repubblica Sociale Italiana, fu utilizzato dalle truppe di occupazione tedesche per il disbrigo di faccende meramente burocratiche, senza reale potere decisionale.

[modifica] La presenza italiana

Le tracce della presenza italiana rimane visibile nei seguenti edifici:

  • l'ex Grande Albergo delle Rose (oggi Casinò Rodos) costruito da Florestano Di Fausto e Michele Platania tra il 1925 e il 1927, che unisce elementi dell'architettura islamica, bizantina, veneta ed elementi gotici decò
  • l'ex Casa del Fascio di Rodi realizzata tra il 1936 e il 1939, ora sede del municipio
  • l'ex chiesa cattolica di S.Giovanni costruita tra il 1924 e il 1925 da Rodolfo Petracco, che ricostruisce la chiesa di San Giovanni di Collachio dei Cavalieri di San Giovanni distrutta da un'esplosione nel 1856
  • le Terme di Kallithea vicine a Rodi, inaugurate nel luglio 1929, complesso restaurato nel 2006
  • l'ex Teatro Puccini oggi Teatro Nazionale inaugurato il 1º agosto 1937, che conteneva 1200 spettatori
  • l'ex Villaggio rurale San Benedetto oggi Kolymbia costruito tra il 1935 e il 1938 con la scuola, la chiesa, la casa del fascio, la caserma e le case allineate verso il mare, oggi è ricovero per anziani
  • l'ex Palazzo del Governo costruito nel 1926-7 sede del governatore del Dodecaneso e ospitava inoltre gli uffici governativi, l'ufficio del turismo, ispirata al gotico veneziano con mobili in stile, lampadari di Murano e pavimenti in maiolica, oggi sede della prefettura del Dodecaneso (la ristrutturazione si è conclusa da poco)
  • l'ex Caserma Principe di Piemonte sede dei Carabinieri e ora della polizia greca.
  • il centro di Portolago (oggi Lakki) nell'isola di Lero, sullo stile razionalista italiano anni '30 costruita tra il 1934 e il 1938 in cattivo stato di conservazione.
Il Castello del Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi, ristrutturato dagli italiani nel 1940

Al censimento del 21 aprile 1936, l'ultimo prima della perdita dell'arcipelago da parte dell'Italia (1947), la popolazione totale residente nel Dodecaneso risultava composta da 129.135 unità, di cui 7.015 regnicoli (italiani) e 4.333 stranieri di varie nazionalità. Gli italiani erano concentrati a Rodi città. Nel 1939 risultavano 122410 abitanti più i militari.

Le Isole Italiane dell'Egeo ebbero un notevole sviluppo economico negli anni trenta, grazie agli investimenti in infrastrutture. Il governatore Mario Lago fu apprezzato dalle comunità greche, turche ed ebree dell'isola dando al Dodecaneso un cosiddetto "periodo d'oro" tra il 1923 ed il 1936[senza fonte], che fu seguito da un periodo contrassegnato da misure finalizzate all'assimilazione forzosa della popolazione autoctona introdotte dal governatore De Vecchi nel quadro di una politica di italianizzazione perseguita dal fascismo.

[modifica] Durante la seconda guerra mondiale

La 281ª squadriglia nella base di Gadurrà (Isole Italiane dell'Egeo) giugno 1941. Si riconoscono gli aerosiluratori Carlo Emanuele Buscaglia e Carlo Faggioni

Nei primi anni della seconda guerra mondiale il Dodecaneso fu importante base navale italiana e circa 40.000 militari italiani erano stanziati nelle isole.

Dopo l'8 settembre 1943 il Dodecaneso venne attaccato dai tedeschi che non volevano fornire agli Alleati una base operativa per l'attacco alla Grecia. le isole furono teatro di violenti scontri tra italiani e tedeschi, allorquando caddero in mano alle forze armate tedesche.

La divisione d'assalto Rhodos, comandata dal generale Ulrich Kleemann riuscì a conquistare le isole grazie ad una mescolanza di azioni di forza e tattiche dilatorie, entro pochi giorni[2]. Ciò fu possibile anche grazie alla scarsa iniziativa del comando italiano, che però era vincolato alle clausole armistiziali ed alla estrema ambiguità delle informazioni inviate dallo Stato Maggiore. Inizialmente non fu attaccata solo l'isola di Lero (con la più importante base navale italiana nell'Egeo), che rimase in mano italiana fino a metà novembre 1943 difesa dalle forze italiane di guarnigione comandate dal contrammiraglio Luigi Mascherpa, e da rinforzi inviati dagli Alleati.

Il governatore, ammiraglio Inigo Campioni rimase in carica fino al 18 settembre 1943, quando fu deportato. Venne sostituito dal vicegovernatore Igino Ugo Faralli, che, avendo aderito alla R.S.I., restò in carica fino al 1945, ma il vero potere passò all'esercito tedesco, comandato dai generali Ulrich Kleemann (1943-1944) e Otto Wagener (1944-1945).

[modifica] Ultimi anni delle Isole Italiane dell'Egeo

L'8 maggio 1945 le isole vennero occupate dagli inglesi e venne nominato governatore Peter Bevil Edward Acland. Successivamente, con il Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947, le isole passarono alla Grecia.

Il 15 settembre 1947 a Rodi vi fu la cerimonia che trasferì i poteri al governatore greco Periklis Ioannidis (1947-8), sostituito nel 1948 da Nikolaos Mavris. Il 7 marzo 1948 le isole si trasformarono ufficialmente da Governatorato del Dodecaneso a Prefettura del Dodecaneso entrando quindi a far parte a tutti gli effetti della Grecia.

Tuttora vi sono molti abitanti delle isole in grado di comprendere la lingua italiana, insegnata fino al 1948 nelle scuole e parlata soprattutto dagli anziani.

[modifica] Divisione amministrativa delle isole del Dodecaneso italiano

Isola Superficie Popolazione
Rodi e isolotti dipendenti 1.412 km² 60.244 ab.
Patmo e isolotti dipendenti 57,1 km² 3.214 ab.
Lero 52,9 km² 8.000 ab.
Lisso 17,4 km² 993 ab.
Calino e isolotti dipendenti 128,2 km² 15.338 ab.
Coo 296 km² 20.003 ab.
Stampalia e isolotti dipendenti 113,6 km² 1.767 ab.
Nisiro e isolotti dipendenti 48 km 2.375 ab.
Simi e isolotti dipendenti 63,6 km² 6.176 ab.
Piscopi e isolotti dipendenti 64,3 km² 1.227 ab.
Calchi e isolotti dipendenti 30,3 km² 1.476 ab.
Scarpanto e isolotti dipendenti 306 km² 7.893 ab.
Caso e isolotti dipendenti 69,4 km² 1.913 ab.
Castelrosso e isolotti dipendenti 11,5 km² 2.267 ab.
ISOLE ITALIANE DELL'EGEO 2.721,2 km² 140.289 ab.
Note: La popolazione si riferisce al censimento 1936
Fonte: Annuario Generale, Consociazione Turistica Italiana, Roma, 1938

[modifica] Note

  1. ^ Europa Orientale - Storia Contemporanea
  2. ^ Contenuti del Trattato di Losanna dell'ottobre 1912 (in inglese)

[modifica] Bibliografia

  • Antonicelli, Franco. Trent'anni di storia italiana 1915 - 1945. Mondadori. Torino, 1961.
  • Levi, Aldo. La Marina italiana nella Seconda guerra mondiale. Avvenimenti in Egeo dopo l’armistizio. Rodi, Lero e isole minori". Ufficio Storico della Marina Militare. Roma, 1957
  • Manicone, Gino. Italiani in Egeo La Monastica. Casamari, 1989.
  • Manicone, Gino. I martiri dell'Egeo La Monastica. Casamari, 2001.
  • Pignataro, Luca. Le Isole Italiane dell'Egeo dall'8 settembre 1943 al termine della seconda guerra mondiale in "Clio. Rivista internazionale di studi storici", 3(2001).
  • Pignataro, Luca. Il tramonto del Dodecaneso italiano 1945-1950 in "Clio. Rivista internazionale di studi storici", 4(2001)
  • Labanca, Nicola. Oltremare. Storia dell’espansione coloniale italiana", Il Mulino. Bologna, 2002.
  • Doumanis, Nicholas. Una faccia, una razza. Le colonie italiane nell'Egeo. Il Mulino. Bologna, 2003.
  • Pasqualini, Maria Gabriella. L'esercito italiano nel Dodecaneso. Speranze e realtà. I documenti dell'Ufficio Storico dell'Esercito", Roma, AUSSME, 2005.
  • Battaglia, Antonello. Il Dodecaneso italiano. Una storia da rivisitare (1912-1943), in "Eurostudium" 15 (2010)
  • Pignataro, Luca. Il Dodecaneso italiano, con appendice fotografica, in "Nuova Storia Contemporanea" 2(2010)
  • Pignataro, Luca. La presenza cattolica in Dodecaneso tra 1924 e 1937, in "Nova Historica" 32(2010)
  • Arca Petrucci, Marcella (a cura di). Atlante geostorico di Rodi. Territorialità, attori, pratiche e rappresentazioni (1912-1947), Roma, Gangemi (collana PRIN 2006 «Restituiamo la Storia»), 2010
  • Pignataro, Luca. Il collegio rabbinico di Rodi, in "Nuova Storia Contemporanea", 6(2011)
  • Pignataro, Luca. I naufraghi del Pentcho, in "Nuova Storia Contemporanea", 1(2012)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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