Irrazionalismo

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« Di ogni verità anche il suo contrario è vero. »

Per irrazionalismo si intende un atteggiamento di pensiero che esalta unicamente le facoltà extra-razionali della mente, ad esempio l'istinto, l'intuizione, l'immaginazione, il sentimento[1] e la volontà cieca, come strumenti privilegiati per la conoscenza della realtà, mentre la ragione è ritenuta insufficiente a spiegare adeguatamente la totalità dell'esperienza.

Indice

[modifica] Correnti di pensiero irrazionaliste

Nietzsche

L'Irrazionalismo, come l'edonismo, più che un preciso e ben definito sistema, costituisce una corrente comune a varie forme di pensiero. In termini generali si considera irrazionalista chi nega qualunque significato, scopo o senso alla realtà o alla storia.

[modifica] Nietzsche

Si ritengono esponenti dell'irrazionalismo, dunque, quei filosofi, come Nietzsche, che esaltano l'aspetto vitale e "dionisiaco" dell'essere umano in contrapposizione a quello riflessivo e "apollineo". Essi pongono in primo piano l'arbitrio e la volontà, intesa come volontà di potenza, quale principio fondamentale da cui nasce ogni azione o pensiero, inclusa la filosofia stessa che risulta così non più vincolata da criteri logici in base ai quali poter distinguere il vero dal falso, il bene dal male. L'enigmaticità di questi pensatori sta di conseguenza nel rivolgere la ragione, strumento filosofico per eccellenza, contro se stessa, al fine di liberare dal suo dominio la spontaneità del pensiero.

Schopenhauer

[modifica] L'eredità di Schopenhauer

La filosofia nietzschiana è derivata in parte da quella di Schopenhauer, il quale analogamente affermava che la vita è la manifestazione cieca di un principio arbitrario e alternativo alla ragione. Schopenhauer tuttavia condannava questa volontà di vivere sfrenata e irrazionale in quanto causa di sofferenza. Egli dunque, a differenza di Nietzsche, salvava il ruolo della ragione, concepita platonicamente come espressione della vita stessa che vuole conoscersi divenendo consapevole di sé; questa consapevolezza coincide con l'auto-negazione della volontà e permette così di uscire dal ciclo insensato dei desideri, morti e rinascite.

[modifica] Estetismo, futurismo

Connesso all'irrazionalismo nietzschiano è pure l'estetismo, sorto a cavallo tra Ottocento e Novecento, presente in particolare nel dannunzianesimo, dove più che una formulazione teorica esso diventa un vero e proprio stile di vita. Nel romanzo Il piacere, ricco di elementi autobiografici, D'Annunzio descrive come l'esteta si lasci guidare unicamente dal perenne fluire delle sensazioni, senza più seguire un ordine logico né morale.

In ambito artistico-letterario il tema dell'irrazionalismo, come reazione alla tendenze positiviste e razionaliste della società borghese, lo si ritrova sia nel decadentismo, sia soprattutto nel suo contraltare: il futurismo.[2] In esso prevale l'esaltazione della teconologia e del progresso, accompagnata da un rifiuto degli schemi precostituiti e delle regole tradizionali. L'uso delle "parole in libertà" testimoniano ad esempio la volontà di trasgredire la logica dei costrutti sintattico-grammaticali,[3] mentre l'attivismo e l'ebbrezza del vivere vengono celebrati come elementi portanti del suo manifesto.

[modifica] Irrazionalismo nella scienza

Si parla di irrazionalismo nella scienza per designare quelle forme di pensiero filosofico che non condividono la validità del metodo scientifico. Tra le figure di spicco di questa corrente vi è Paul Feyerabend, portatore di un sostanziale scetticismo, che nega il carattere razionale della scienza e la possibilità di costruire forme di conoscenza logicamente giustificabili.[4]

Altre forme di irrazionalismo in tal senso sono state quelle dagli esiti scettici, o che rifiutano la validità della logica formale, come il pirronismo, o la dottrina di David Hume per la sua critica del principio di causalità. Accuse di irrazionalismo sono state recentemente rivolte da Karl Popper anche alle filosofie di Hegel e Marx, per avere elevato la contraddizione a caratteristica fondamentale della realtà: secondo Popper, sostenere che la realtà è intimamente contraddittoria, come hanno fatto Hegel e poi Marx, significa sottrarsi ai criteri della logica e quindi, con fare disonesto, al rischio stesso di poter essere confutati dai fatti. Essendo palesemente contraria al principio di non-contraddizione, che dovrebbe guidare non solo la scienza ma anche l'agire politico, la dialettica hegelo-marxista non può quindi avere nessun valore reale e ontologico.[5] Affine all'irrazionalismo in quest'ottica è l'anarchismo, per la sua natura sovversiva.[6]

[modifica] Note

  1. ^ L'intuizione e i sentimenti, tuttavia, non sono considerate facoltà meramente "irrazionali" dai maggiori sistemi filosofici razionali, che anzi attribuiscono loro una notevole importanza. Ad esempio Aristotele nel Trattato sulle passioni dell'anima, o Spinoza nell’Ethica Ordine Geometrico Demonstrata, considerano l'intuizione una facoltà sovra-razionale capace di accedere a quei princìpi primi che sono a fondamento della logica.
  2. ^ L'accostamento del futurismo all'irrazionalismo lo si deve per la verità a un suo detrattore, Benedetto Croce, che gli contestava «l'irrisione verso la tradizione storica» (cfr. Salvatore Cingari, Benedetto Croce e la crisi della civiltà europea, pag. 329, Rubbettino, Catanzaro 2003).
  3. ^ Un esempio di utilizzo di parole in libertà è dato dal libro Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti (1914).
  4. ^ Cfr. Paul Feyerabend, Contro il metodo (1975).
  5. ^ Cfr. Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici. Hegel e Marx falsi profeti, vol. II (1945).
  6. ^ Cfr. Stefano D'Errico, Anarchismo e politica nel problemismo e nella critica all'anarchismo del ventesimo secolo, pag. 226, Mimesis, Milano 2007.

[modifica] Bibliografia

  • Antonio Gargano, L'irrazionalismo dell'Ottocento, La Città del Sole, 2005 ISBN 8882923045
  • Nicola Abbagnano, Le sorgenti irrazionali del pensiero, a cura di A. Donise, Marte editore, 2008 ISBN 8888237119
  • Simona Cigliana, Futurismo esoterico. Contributi per una storia dell'irrazionalismo italiano tra Otto e Novecento, Liguori, 2002 ISBN 8820732955
  • Thomas S. Kuhn, Paul K. Feyerabend, L'irrazionalismo in filosofia e nella scienza, a cura di A. Crescini, La Scuola editore, 1989 ISBN 8835081009
  • M. Nicola De Feo, La ragione sovversiva. Appropriazione e irrazionalismo in Weber, Sombart, Marx, BA Graphis, 2000 ISBN 8886864469
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