Ipossia

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Ipossia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 799.02

L'ipossia è una condizione patologica determinata da una carenza di ossigeno nell'intero organismo (ipossia generalizzata) o in una sua regione (ipossia tissutale). Il segno più tipico dell'ipossia tessutale è il pallore della cute e delle mucose che va esplorato in sedi specifiche come il palmo della mano, il padiglione auricolare, la mucosa dell'interno delle labbra e la congiuntiva palpebrale. Essa genera uno stato di confusione e spaesamento, paragonabile a quello di ubriachezza.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

A differenza di quest'ultima, tuttavia, la persona colpita non riesce a rendersi conto delle condizioni del suo stato. Questo può generare una sopravvalutazione delle proprie ridotte capacità percettive, che possono essere anche fatali. I primi tessuti a risentire della mancanza o del calo di ossigeno sono i tessuti nervosi, in particolare il cervello, l'apparato visivo e quello uditivo, lo scarso apporto di ossigeno al cervello provoca una percezione sbagliata dei colori e un restringimento del campo visivo, oltre che una perdita della visione centrale (scotoma). Inoltre il soggetto colpito da ipossia difficilmente è in grado di prevedere i sintomi, se non li conosce, giacché egli percepisce l'aria che respira, priva di ossigeno o più povera o con minor pressione barometrica (rarefazione), esattamente come l'aria con ossigeno.

Se il paziente presenta un basso contenuto di ossigeno nel sangue, si parla invece di ipossiemia. Un'ipossia determinata da totale mancanza di ossigeno è detta infine anossia.

Si parla di ipossia citotossica quando viene ostacolato il trasporto intracellulare di ossigeno, come nel caso di avvelenamento da cianuro. La ipossia eucapnica, infine, si verifica quando la pressione parziale arteriosa dell'anidride carbonica nel sangue è entro valori ritenuti normali.

Un segno di ipossia è individuabile con l'esame emogasanalitico: si definisce ipossia quando la concentrazione parziale di ossigeno è inferiore a 60 mmHg. Ci sono altri tipi di ipossia: la "ipossia anemica" quando manca il trasportatore di ossigeno, quindi manca l'emoglobina oppure mancano i globuli rossi. La "ipossia ischemica" quando c'è un mancato apporto di sangue ad un tessuto. Una causa dell'ischemia è l'arterosclerosi (si forma una placca rigida all'interno delle arterie che altera le loro capacità elastiche; questa placca può portare all'occlusione dell'arteria e infine, questa occlusione causa ischemia). L'ischemia rappresenta, inoltre, una delle cause più frequenti dell'infarto. L'infarto più comune è quello del miocardio dove si ha la necrosi delle arterie coronarie dovuta appunto dall'occlusione dell'arteria coronaria.

I sintomi dell'ipossia consistono in: stanchezza e sonnolenza, nausea, cefalea, errori di valutazione, lentezza di ragionamento, diminuzione della forza muscolare, spasmi muscolari e convulsioni, tachipnea, pallore e cianosi delle labbra (dovuta alla presenza di sangue non ossigenato), ritardo dei tempi di reazioni nervose.

Meccanismo[modifica | modifica sorgente]

Una ridotta concentrazione di ossigeno attiva l'HIF (Hypoxia Inducible Factor), un fattore trascrizionale sensibile all'ossigeno. Questo transmigra nel nucleo cellulare dove si lega all'HRE (Hypoxia Response Promoter Element) promuovendo la trascrizione di VEGF e NFkB.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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