Investimento in arte

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Il mercato dell'arte, nonostante sia caratterizzato da inefficienza, soggettività e informazioni privilegiate, attrae un numero sempre maggiore di investimenti sia da parte dei privati, che da parte delle aziende, le quali utilizzano l'arte contemporanea come strumento di marketing.[1] Gli investimenti in arte sono definiti:

  • irrazionali: l'unicità delle opere e il loro valore estetico provocano un piacere non facilmente soggetto a valutazione.
  • alternativi: in quanto presentano una specifica combinazione di rendimento/rischio (più specificatamente ad elevato rendimento corrisponde elevato rischio e ridotta liquidità).

A partire dalle considerazioni esplicate nelle teorie di Harry Markowitz, gli investimenti in arte permettono di costruire portafogli diversificati, e attraverso tale diversificazione si migliora la performance e il rischio di portafoglio, anche se si presuppone un orizzonte temporale di resa medio/lungo.[2]

Indice

[modifica] Rendimento

L'investimento in arte permette di ottenere nel tempo rendimenti elevati. Secondo William Goetzmann dal 1900 al 1980 l'investimento in arte ha offerto un rendimento medio annuo in dollari superiore al 17%, mentre secondo David Kusin dal 1988 al 1998 le opere della pittura americana hanno reso mediamente il 14% annuo in dollari.[3] Tra gli economisti che studiano il settore c'è chi ha calcolato che le opere d'arte garantiscono un guadagno annuale dello 0.55% in più rispetto al normale tasso di inflazione. Altri indicano un rendimento annuo che arriva addirittura al 15% reale. Facendo una media dunque si può dire che un'opera d'arte rende ogni anno circa il 4% - 5% oltre al normale incremento dei prezzi dovuto all'inflazione. Come per gli altri investimenti, la tipologia d'investimento dipenderà dal profilo dell'investitore: chi è più speculativo preferirà i giovani artisti contemporanei; altri sceglieranno opere di pittori già affermati. Nonostante siano molti in Italia i clienti potenziali, nella mentalità comune del risparmiatore sono generalmente sottostimate le possibilità dell'investimento in arte, è diffusa invece l'idea che si tratti di un tipo d'investimento riservato a chi dispone di capitali notevoli e più che guadagnare vuole soddisfare una passione.[4]

Il rendimento dell'investimento in arte si valuta in base ai seguenti indici rappresentativi del mercato:

[modifica] Metodo delle vendite ripetute

Jianping Mei e Michael Moses, docenti di finanza alla New York University, hanno elaborato un indice che collega la finanza all'investimento in beni artistici. Raccogliendo i dati sulle transazioni di dipinti delle case d'asta Christie's e Sotheby's di New York a partire dal 1950 e cercando di ricostruire i precedenti passaggi in asta di ciascuna opera, i due professori hanno costruito, un database di 7.100 coppie di osservazioni (pari perciò a oltre 14.200 transazioni) che coprono un arco temporale che va dal 1875 ai giorni nostri. Per ciascuna opera sono prese in considerazione solo le variazioni di prezzo subite in più passaggi d'asta nel corso di un dato periodo di tempo (appunto, il cosiddetto metodo delle "vendite ripetute"). Il risultato è un indice, il Mei-Moses Art Index, in grado di misurare la performance del mercato dell'arte nel tempo. Sfruttando la mole di dati raccolti, i due professori hanno raffinato l'analisi costruendo indici di sottocomparti del mercato dedicati agli impressionisti, agli artisti americani, ai grandi maestri della pittura. Costruito secondo solide metodologie econometriche, l'indice diventa un utile strumento (benchmark) di valutazione del portafoglio e di orientamento nelle scelte di asset allocation. Diventa per esempio possibile stimare il prezzo "equo" di una certa opera d'arte, tenuto conto dell'andamento del mercato (o meglio ancora di un comparto del mercato dell'arte cui l'opera in esame appartiene) su un dato orizzonte temporale di riferimento.[5] In particolare grazie al Mei Moses Art Index si è capito che:

  • il rendimento degli investimenti in arte è di poco inferiore a quello delle azioni, e superiore a quello dei titoli di stato,
  • la volatilità degli investimenti in arte è relativamente più elevata ma in diminuzione nel tempo,
  • esiste una correlazione molto bassa con i rendimenti delle azioni e delle obbligazioni.

[modifica] Metodo edonico

Si ottiene prendendo in considerazione il piacere edenico che un'opera d'arte suscita.

[modifica] Metodo dell'opera rappresentativa

Si ottiene prendendo come termine di paragone una determinata opera.

[modifica] Vantaggi dell'investimento in arte

  • È fruibile, nel senso che l'arte rispetto a ogni altra forma di investimento tradizionale permette al possessore di fruire esteticamente dell'opera. Appendere un quadro alle pareti di casa è sicuramente diverso che avere il certificato di un titolo azionario.
  • È redditivo nel tempo.
  • È un elemento di diversificazione.
  • Il guadagno sull'investimento in arte non è tassato.

[modifica] Note

  1. ^ ARTINVESTOR – Come investire con successo nell'arte. Il Sole 24 ORE. URL consultato il 19 settembre 2011.
  2. ^ PT> I principi base della teoria di Markowitz
  3. ^ Investimento nell'Arte, Analisi di Mercato e Consigli su come Investire nell'Arte - ArsValue.com
  4. ^ http://investireonline.it/investire/main.nsf/all/99A7EC96DA34FCD3C12574F600529BAF/$file/076_079_Arte.pdf
  5. ^ patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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