Insonnia

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L'insonnia, tacuinum sanitatis casanatensis (XIV secolo)

L'insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall'incapacità di prendere sonno nonostante ce ne sia il reale bisogno fisiologico. La sua polarità opposta è l'ipersonnia.

Coloro che soffrono di insonnia di solito lamentano di non essere in grado di dormire che per pochi minuti alla volta o di agitarsi nel letto durante la notte. Se l'insonnia continua per più di alcune notti di seguito può divenire "cronica" e causare un deficit nel sonno che è estremamente nocivo per la salute dell'insonne.

L'insonnia altera il naturale ciclo del sonno, ciò può risultare difficile da restaurare. Alcuni insonni non saggiamente continuano a lamentarsi sebbene cerchino di dormire nel pomeriggio o nella prima serata col risultato di ritrovarsi all'ora di dormire molto vigili aggravando l'insonnia. Altri spingono il loro corpo fino ai propri limiti, sin quando la mancanza di sonno causa gravi problemi fisici e mentali.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo sintomatico, è possibile distinguere tre tipi di insonnia: "insonnia iniziale", "insonnia intermittente o lacunare", "insonnia terminale".

Sotto il profilo diagnostico, l'insonnia può essere classificata come transiente, acuta o cronica.

  1. l'insonnia transiente dura meno di una settimana, e può essere causata da altri disordini, cambi di ambiente, depressione o stress. Le sue conseguenze - sonnolenza e ridotte abilità psicomotorie - sono simili a quella della semplice privazione del sonno;
  2. l'insonnia acuta è l'impossibilità di dormire in modo soddisfacente per meno di un mese;
  3. l'insonnia cronica dura più di un mese, e può essere disordine primario o causato da altre patologie. I suoi effetti dipendono dalle cause che la inducono, e possono includere affaticamento muscolare, allucinazioni, affaticamento mentale e doppia visione.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Apnea durante il sonno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e Apnea centrale nel sonno.

Ciò accade quando durante il sonno la respirazione si interrompe, interrompendo il sonno. Con la forma ostruttiva dell'apnea durante il sonno alcuni muscoli dell'apparato respiratorio perdono il loro tono e collassano. I malati di Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) spesso non ricordano quanto avviene, ma lamentano una forte sonnolenza diurna. L'apnea centrale avviene quando il sistema nervoso centrale interrompe lo stimolo a respirare, allora l'individuo è costretto a svegliarsi per ricominciare a respirare. Questa forma di apnea è spesso collegata a condizioni cerebrovascolari, collasso cardio-circolatorio e invecchiamento precoce. L'apnea notturna a lungo andare può danneggiare il cervello che, trovandosi spesso senza ossigeno, si trova a dover affrontare la morte per asfissia delle cellule cerebrali: nonostante non sia una patologia di estremo pericolo, questo disturbo va affrontato con il parere del medico, che deve monitorare tramite appositi strumenti, il livello di ossigenazione del sangue del paziente affetto da questa sindrome, onde scongiurare eventuali peggioramenti.

Restless Leg Syndrome (RLS) e Periodic Limb Movement (PLM)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindrome delle gambe senza riposo.

Sindrome della gamba irrequieta e Movimenti periodici dell'arto - I sintomi di RLS e PLM sono spesso descritti come un formicolìo o un brivido avvertito alle gambe che creano un forte necessità di muoverle. L'individuo si muove continuamente nel letto nel tentativo di alleviare questa sgradita sensazione, causando veglia e di conseguenza mancanza di sonno. Fortunatamente le terapie per questi disordini sono efficaci in oltre il 90% dei casi. È un disturbo psichiatrico che va trattato.

Phase Shift Disorder[modifica | modifica wikitesto]

Questo avviene quando l'orologio biologico di una persona non obbedisce al normale ciclo del sonno notturno e veglia diurna. Spesso avviene in soggetti che effettuano regolarmente viaggi lungo diversi fusi orari, poiché il sorgere e tramontare del sole non coincide più col concetto interiore del soggetto, ed è riscontrabile in soggetti che lavorano essenzialmente di notte. Vedi anche: Ritmo circadiano e jet lag.

Parasonnia[modifica | modifica wikitesto]

Questo include un numero di disordini di sveglia improvvisa che includono incubi, sonnambulismo, comportamento violento durante il sonno e disturbi della fase R.E.M., nel quale una persona muove il proprio corpo per assecondare ciò che sta sognando. Queste condizioni, eccetto il sonnambulismo, possono essere curate con successo attraverso interventi medici o di uno specialista del sonno.

Meteoropatia[modifica | modifica wikitesto]

Disturbo psicosomatico per eccellenza è la meteoropatia, che si manifesta sia con la depressione che con l’ansia. Pare legato alla concentrazione di ioni negativi e positivi nell'atmosfera, specialmente prima di un temporale. I soggetti che riescono ad avvertire tale cambiamento di concentrazione atmosferica di cariche elettriche si sottostima siano almeno il 20 % della popolazione (1 uomo su 5)[1]. Alternativamente potrebbe dipendere da una variazione di pressione atmosferica. Oppure potrebbe essere una combinazione delle cause testé citate. Esistono aree dell'ipotalamo, del mesencefalo, dell'ippocampo e del sistema limbico sensibili sia ai campi magnetici, che ai campi elettrici, nonché alla pressione atmosferica. Geneticamente, alcuni soggetti possono aver un numero di questi neuroni maggiore, oppure più ricco di connessioni sinaptiche, tali da rendere l'intero sistema nervoso vegetativo maggiormente sensibile alle variazioni atmosferiche. Il sintomo tipico di chi non sopporta il cambio di stagione autunnale è quello di svegliarsi con un senso di stanchezza e incapacità ad affrontare la giornata. Nel dettaglio, generalmente, i meteoropatici soffrono di una specie di sonnolenza e di torpore dai caratteri simili ad una narcosi improvvise quando il tempo atmosferico volge al peggioramento (Bassa pressione). Viceversa, tendono all'ipereccitabilità ed all'insonnia quando il tempo atmosferico volge al miglioramento (alta pressione)[2]. L'influenza del tempo atmosferico sulle cellule nervose ed i suoi neurotrasmettitori potrebbe quindi essere intesa come stimolo esterno dato da temperatura, umidità, pressione, luce, ecc. che in un certo modo influenzano il metabolismo dei neurotrasmettitori. Lo sbilanciamento di queste sostanze chimiche è anche alla base dei sintomi legati al momento depressivo, quali mal di testa, fatica ed insonnia, per citare i più comuni.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

L'insonnia occasionale può essere causata da stress, sconvolgimenti psicologici, allergie alimentari, scadente igiene del sonno (andare a letto nei momenti sbagliati, uso di eccitanti, visione di film particolarmente "forti" prima di andare a dormire, ecc.), assunzione di alimenti con effetti stimolanti (caffè, cacao, ecc.) e di alcuni farmaci.

Altre forme di insonnia possono invece essere legate a patologie psicologiche (l'insonnia è caratteristica nelle persone affette da disturbo bipolare o psiconevrosi depressiva) oppure fisiche. L'insonnia può difatti essere un sintomo di iper-tiroidismo, e colpisce talvolta chi ha nevralgie, chi soffre di dolori artrici, i soggetti asmatici, i sofferenti di cuore, i soggetti con disturbi gastrici. Nei neonati si associa ai disturbi digestivi, nei bambini talvolta ai vermi intestinali[3] e negli anziani ad una iniziale arteriosclerosi cerebrale.

Inoltre una rara condizione genetica causata da un prione conduce ad una forma letale di insonnia chiamata Insonnia familiare fatale. Tale sindrome è simile al morbo di Creutzfeldt-Jakob, cioè alla malattia indotta dall'ingestione di carni di bovini affetti dal morbo della mucca pazza.

Trattamenti per l'insonnia[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un grande numero di rimedi per l'insonnia, alcuni dei quali derivanti da tradizioni popolari antiche, altri frutto delle moderne ricerche farmacologiche o psichiatriche.

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni rimedi tradizionali per l'insonnia includono delle semplici norme di "igiene del sonno" quali:

  • Mantenere un orario regolare del ciclo sonno-veglia: svegliarsi presto al mattino, evitando di dormire durante il giorno ed andare a letto in un orario consono e regolare, evitando attività stimolanti nelle ore serali.
  • Fare un forte esercizio fisico per mezz'ora nel pomeriggio.
  • Mangiare molto a pranzo e fare una cena leggera tre ore prima di addormentarsi.
  • Rilassarsi prima di andare a dormire, per esempio con un bagno caldo.
  • Assicurarsi che l'ambiente in cui si dorme sia idoneo al riposo. Alcune persone sono molto sensibili alla luce, altre ai rumori. La camera da letto dovrebbe essere al buio e silenziosa, e ben aerata.
  • Non usare il letto per altre attività oltre al sonno. Leggere, scrivere o guardare la televisione o altre attività nel letto, diminuiscono l'associazione letto-sonno.
  • Evitare di guardare le sveglie, eventualmente coprendone il display. Ciò evita calcoli mentali sulla quantità di sonno perduta sino a quel momento e sulla quantità di sonno rimasta prima del suono della sveglia. Accettare che la quantità di sonno può essere ottenuta solo dormendo e non mentre si aspetta di dormire può essere benefico.

Consumo di caffeina[modifica | modifica wikitesto]

Chi soffre di insonnia dovrebbe evitare del tutto la caffeina. Essa è spesso causa di insonnia, a causa degli effetti eccitanti sul sistema nervoso periferico, nonché di quelli sul sistema cardiocircolatorio. La caffeina è presente in tè, caffè, yerba mate (Ilex paraguaiensis), guaranà, cacao, noce di cola (quindi tutte le bevande a base di cola come Pepsi Cola, Coca-Cola, Virgin Cola ecc.) ed infine è presente perlopiù come sostanza aggiunta nei cosiddetti energy-drink quali la Red Bull, la Monster Energy e simili, nelle barre di cioccolato ed altri dolciumi.

Patologie fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Come visto nel precedente paragrafo, determinate malattie dell'organismo possono indurre l'insonnia.

  • L'apnea notturna può essere causa di insonnia. Una visita medica aiuterà nella diagnosi o cura dell'apnea notturna, una risposta definitiva si può ottenere da un esame presso i laboratori del sonno.
  • Allergie latenti, quale quella ai latticini, possono produrre disturbi del sonno. Altri sintomi possono essere molto leggeri come il naso chiuso. Un nutrizionista può creare una dieta adatta insieme ad ulteriori consigli.

Trattamenti psicologici e meditazione[modifica | modifica wikitesto]

In soggetti che soffrono di insonnia non correlabile ad alcun disturbo organico o neurologico specifico, la mancanza di sonno è sintomo di un problema emotivo non trattato: se una persona è infelice del proprio stile di vita, o sta rimandando problemi la cui soluzione è inderogabile, ciò può determinare disturbi del sonno. Alcuni soggetti vedono l'insonnia scomparire grazie a semplici attività sociali, altri trovano un trattamento valido nella psicoterapia, andando ad affrontare quelle cause di stress, ansia o depressione che provocano tale disturbo, anche senza l'ausilio di farmaci ipnotici.

Nella tradizione Buddhista, ai sofferenti di insonnia o di incubi viene suggerita la pratica della meditazione di consapevolezza (Satipatthana) o di gentilezza (Mettā). La pratica di essere amorevoli e ben disposti nei confronti di ogni essere può avere un effetto lenitivo e calmante nella mente e nel corpo. Nella Mettā Sutta, il Budda afferma che addormentarsi facilmente è uno degli undici benefici di tale forma di meditazione.

Rimedi naturali[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni rimedi tradizionali si dimostrano talvolta sufficienti ad interrompere il ciclo di insonnia, evitando l'utilizzo di sedativi o sonniferi. Un possibile rimedio naturale per l'insonnia è il latte tiepido, da bere prima di andare a dormire. Il latte contiene alti livelli di triptofano, un sedativo naturale. Molti insonni si servono di sedativi di origine erboristica, quali: valeriana, camomilla, lavanda, luppolo, passiflora, escolzia, biancospino, fiori d'arancio e di tiglio.

Nella medicina popolare cinese i medici hanno curato l'insonnia per migliaia di anni. Un approccio tipico può essere l'agopuntura, una dieta e un'analisi dello stile di vita, l'erboristeria o altre tecniche, con lo scopo di ribilanciare le energie del corpo per risolvere il problema in maniera delicata.

Trattamenti farmacologici[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse categorie di farmaci e psicofarmaci che, a causa del loro forte effetto tranquillante vengono prescritte per la cura sintomatica dell'insonnia, specialmente nei casi più gravi.

Fino a non molti anni fa gli unici farmaci ipnotici disponibili erano costituiti dai bromuri e dai barbiturici, sostanze dotate di un forte potere ipnotico ma anche di effetti collaterali gravi e di notevole pericolosità potenziale. Difatti i barbiturici, essendo forti depressori del sistema nervoso centrale, possono dare luogo a depressione cardiorespiratoria con coma e morte se assunti in forti dosi (spesso è sufficiente una dose pari a 6-7 volte la dose ipnotica). I suicidi da barbiturico erano (e in parte sono tuttora, nonostante il relativo disuso in cui sono caduti questi farmaci) assai frequenti.

I farmaci ipnotici più comunemente prescritti per l'insonnia oggigiorno sono le benzodiazepine, degli ansiolitici, che in genere non inducono una depressione respiratoria tale da uccidere, neppure se assunti in dosi massicce. Queste includono farmaci come il diazepam (presente in Italia sotto diversi nomi, tra i quali Valium), il lorazepam (venduto in Italia col nome Tavor), il nitrazepam (Mogadon), il temazepam (Normison) e il flunitrazepam (Roipnol). Le benzodiazepine possono indurre ad una forte dipendenza e che provocano un peggioramento generale dei sintomi in caso di brusca sospensione[4].

Negli anni novanta sono stati introdotti nel mercato farmaceutico i cosiddetti Farmaci Z (tra cui Zolpidem, Zoplicone) ovvero imidazopiridine che non hanno le controindicazioni delle benzodiazepine (sonnolenza diurna) e sembrano indurre un sonno più fisiologico e più simile al sonno naturale. Inoltre sembra che possano essere usati senza creare spiacevoli assuefazioni, non creando dipendenza e tolleranza (ovvero la necessità di aumentare la dose del farmaco nel tempo)[senza fonte]. In realtà si sono registrati casi di assuefazione e dipendenza.

Di più recente arrivo sul mercato farmaceutico le pirazolopirimidine che sembra possano essere utilizzate per lunghi periodi di tempo, nella cura di insonnia cronica. Uno studio presentato a Londra durante il recente Congresso Europeo di Neuropsicofarmacologia ha dimostrato che ad esempio lo Zaleplon continua ad essere efficace anche dopo un anno senza dare sintomi d'astinenza alla sospensione del farmaco.

Studi medici recenti hanno confermato l'utilità dell'ormone melatonina nel ripristino di un sonno regolare nelle sue fasi[5]. In Italia esso non è considerato propriamente un farmaco, bensì un integratore, in quanto la sostanza è già prodotta dall'epifisi nel nostro organismo, proprio per regolare il ritmo sonno-veglia. Allo stato attuale degli studi sulla sostanza non sono stati rilevati effetti collaterali o da overdose, presenti in gran parte dei farmaci ansiolitici, anche in seguito a somministrazioni nell'ordine delle migliaia di volte la dose ottimale[6]. In particolare, la melatonina non provoca lo stordimento e il calo di attenzione al risveglio, tipici di altre categorie di farmaci, inoltre alcuni studi hanno dimostrato che il sonno che si ottiene dopo somministrazione di melatonina è molto simile come caratteristiche fisiologiche a quello che si registra in condizioni di normalità [7].

Infine si deve tenere presente che soggetti psiconevrotici, per i quali l'insonnia è un sintomo, possono invece essere curati mediante tranquillanti, che non sono dei sonniferi e, a differenza di questi, devono essere assunti non solo prima di coricarsi ma nel corso della giornata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Gualtierotti: "Elementi di idrologia medica per il corso di idrologia e climatologia medica"; 1974; Edizioni della Libreria dello studente (Milano);LCCN: 75596122; LC: RM811 .G92
  2. ^ I disturbi più frequenti causati dalla meteoropatia sono aumento della depressione psichica e fisica astenia, ipotensione, cefalea
  3. ^ I vermi dell'intestino
  4. ^ Tavor, Valium, Xanax, Lexotan, Ansiolin, Control, En, Lorans, Prazene, Serpax, aliseum, diazepam, micronoan, noan, tranquirit, vatran, alprazolam, frontal, mialin, valeans, li...
  5. ^ Autismo On-line - Patologie Collegate
  6. ^ Eurohealth
  7. ^ Development of a melatonin-based formulation for the treatment of insomnia in the elderly. Drug development and biotechnology. ZISAPEL-Nava; GURWITZ-David, ed Drug-development-research- 2.000; 50 (3-4): 226-234

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Colin A. Espie. Superare l'insonnia. Come dormire meglio con la terapia cognitivo comportamentale. Firenze, Eclipsi. ISBN 978-88-89627-25-9.
  • Block V, Hennevin E, Leconte P., In Sleep, dreams and memory, NY Spectrum 1981. pp 1–18
  • Drucker-Colin R., The function of sleep, Academic Press NY 1979
  • Jouvet M., Handbook of Psychobiology, Academic press, NY 1975
  • Bruni O., Principi di medicina del sonno in età evolutiva, Mediserve 2000
  • Dement W., Il sonno e i suoi segreti, Baldini Castoldi Dalai, MILANO 2004
  • Charles M.Morin, Colin A.Espie, Insonnia - Guida alla valutazione e all'intervento psicologico, McGraw-Hill, MILANO 2004
  • Gerard T.Lombardo, Dormire per vivere -Un manuale pratico per combattere i disturbi del sonno, Casa Editrice Corbaccio - Milano 2007
  • Eluned Summers-Bremner, 'Insonnia -Una storia culturale, Donzelli virgola - Roma 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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