Infallibilità delle Scritture

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L'infallibilità delle Scritture (anche inerranza biblica) è il principio di fede per il quale si intende che la Bibbia, in tutto ciò che afferma, sia da considerarsi priva di errori, incluse le sue parti storiche e scientifiche.

Questo principio è oggi affermato da alcune denominazioni cristiane, soprattutto protestanti fondamentaliste. Cattolici, ortodossi, le Chiese protestanti storiche (luterani, calvinisti) e anglicani, invece, affermano che la Bibbia sia ispirata da Dio e infallibile in materia di fede e di morale, ma non necessariamente esente da errori nelle sue parti storiche e scientifiche.

Indice

[modifica] Contesto

I cristiani affermano che la Bibbia sia ispirata da Dio, vale a dire che coloro che ne scrissero materialmente il testo abbiano agito sotto ispirazione di Dio, il quale suggeriva loro ciò che dovevano scrivere. Dio andrebbe quindi considerato l'Autore principale della Bibbia.

Quelli che credono che Dio è l'Autore della Bibbia pure insegnano che essa è infallibile. Chi sottoscrive l'infallibilità della Bibbia crede che ciò che essa afferma sia completamente affidabile, utile e vero. Allo stesso modo, la Chiesa cattolica considera alcuni insegnamenti della Chiesa, dei concili ecumenici e dei papi come infallibili, nel senso che le loro definizioni solenni siano state preservate da errori, sebbene non ispirate da Dio. Anche le Chiese ortodosse ritengono che in generale Dio assista la Chiesa e ne preservi la fede.

Alcune denominazioni cristiane che insegnano l'infallibilità della Bibbia sostengono che i suoi dettagli storici o scientifici siano irrilevanti per la fede e la condotta e che quindi possano contenere errori. Per loro l'inerranza, e quindi l'ispirazione, vanno ristrette alle sole questioni di fede o di morale. I fondamentalisti invece sostengono che anche i dettagli scientifici, geografici e storici dei suoi testi originali siano completamente veri ed esenti da errori, come pure che apparenti contraddizioni o errori che ci sembri di trovare dipendano, di fatto, dalla nostra soggettiva percezione o conoscenza, inadeguata o falsata. La Chiesa Cattolica, che insegna comunque la totale assenza di errori dalla Sacra Scrittura, rifiuta ogni interpretazione fondamentalista della stessa.

[modifica] Base teologica

La base teologica di questa credenza, nella sua forma più semplice, è che essendo Dio Verità, la Bibbia, come Parola di Dio, debba pure essere vera e quindi priva di errori.

Chi sostiene l'inerranza biblica pure insegna che certo Dio si è avvalso delle particolari personalità e stili letterari degli scrittori della Bibbia, ma che l'ispirazione di Dio li abbia guidati, attraverso il loro linguaggio e personalità, a proiettare il Suo messaggio in modo del tutto accurato. (Vedi Ispirazione della Bibbia).

L'infallibilità e l'inerranza si riferiscono ai testi originali della Bibbia. Sebbene gli studiosi conservatori riconoscano come vi sia un potenziale di errore nella trasmissione e traduzione del testo, le traduzioni moderne sono oggi generalmente considerate come "rappresentanti fedelmente gli originali".

I sostenitori dell'inerranza biblica sostengono che questa è deducibile da un certo numero di osservazioni che includono:

  • Le affermazioni che la Bibbia stessa fa a suo riguardo.
  • La "testimonianza interiore dello Spirito" secondo la quale il credente "sa in cuor suo" che tutto ciò che legge nella Bibbia è vero.
  • La potenza intrinseca (soprannaturale) della Bibbia a trasformare la personalita di chi la legge (Dio usa la Scrittura come Suo strumento privilegiato per operare la rigenerazione spirituale).
  • L'unità della Scrittura nonostante la quantità dei suoi autori, culture, temi e periodi diversi in cui le sue porzioni sono state scritte.
  • La storicità della Bibbia, e come i ritrovamenti archeologi ne confermino la credibilità.
  • La testimonianza che Cristo stesso dà della sua veridicità.
  • La sua indistruttibilità lungo i secoli, nonostante gli innumerevoli tentativi di pregiudicarne il contenuto o di toglierla dalla circolazione.
  • Le profezie adempiute.
  • L'integrità dei suoi autori.

[modifica] La posizione delle Chiese

La dottrina dell'inerranza è sostenuta soprattutto dalle chiese evangeliche conservatrici e dal fondamentalismo cristiano. Esse affermano che questa dottrina corrisponda alla fede storica delle chiese cristiane prima che esse fossero influenzate dalla ideologia razionalista e dallo scientismo. Un documento molto influente nell'ambito evangelicale che precisa i termini dell'inerranza biblica è la Dichiarazione di Chicago del 1978.

La Chiesa cattolica ammette la completa inerranza, pur respingendo l'interpretazione fondamentalista di dettagli storici o scientifici:

«  Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture. »
(Concilio Vaticano II, costituzione Dei Verbum del 18 novembre 1965, n. 11, EB 686, DS 4215)

Riguardo ai Vangeli in particolare, la Chiesa cattolica sostiene che essi contengono un resoconto complessivamente fedele della vita e dell'insegnamento di Gesù, ma che non furono composti con l'intenzione di scrivere una biografia di Gesù, bensì di annunciare il suo messaggio salvifico: perciò è possibile che i fatti in essi narrati e le parole pronunciate da Gesù non siano sempre riportati in modo esatto e accurato. Certamente essi non hanno alcuna pretesa di completezza come afferma Giovanni nel suo vangelo (21,25) e nella chiusa delle sue tre epistole.

[modifica] Il caso Galileo

Nel XVII secolo il celebre scienziato Galileo Galilei fu sottoposto a processo dal tribunale dell'Inquisizione a motivo della teoria eliocentrica che egli sosteneva. Secondo l'accusa questa teoria contraddiceva la Bibbia, con riferimento in particolare a un passo del Libro di Giosuè (10,12-14) nel quale si afferma che è il Sole a muoversi.

Galileo, cattolico fervente, si difese affermando che le Sacre Scritture usano metafore e simboli e non pretendono di spiegare come la natura agisca, esprimendo lo stesso concetto della celebre frase del cardinale Cesare Baronio: "Le Scritture spiegano come si vada in cielo e non come va il cielo": cioè che esse hanno lo scopo di insegnare agli uomini la fede e la morale, e non l'astronomia e le altre scienze. Egli, cioè, negava proprio l'inerranza della Bibbia nelle sue parti storiche e scientifiche.

Nel 1992 il papa Giovanni Paolo II, annullando la condanna inflitta a Galileo, ha definitivamente riconosciuta come valida per la Chiesa cattolica la posizione dello scienziato pisano.

[modifica] Il creazionismo

Per alcuni, una conseguenza della dottrina dell'inerranza è quella versione della teoria del creazionismo che rifiuta le moderne teorie sulla formazione del mondo e sull'origine dell'uomo, sostenendo invece che, come afferma la Genesi, il mondo fu creato da Dio in sei giorni (nel 4004 a.C. secondo alcuni calcoli) e tutta l'umanità discende da Adamo ed Eva.

[modifica] Voci correlate

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