Ignazio Vian

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Ignazio Vian

Ignazio Vian (Venezia, 9 febbraio 1917Torino, 22 luglio 1944) è stato un militare e partigiano italiano.

Tenente di complemento della Guardia alla Frontiera presso Boves, all’annuncio dell’armistizio decise di combattere sulla Bisalta contro la minaccia nazista. Raccolse con sé circa centocinquanta uomini e diede vita così ad una delle prime formazioni partigiane. Da notare che cominciò coraggiosamente a combattere subito, a differenza di altri gruppi che preferirono attendere. In settembre la formazione impegnò duramente le forze del maggiore delle SS Joachim Peiper, poi autore della strage di Boves. Dopo l'eccidio, i partigiani di Vian continuarono la lotta e il loro numero crebbe notevolmente, specie in seguito all'unione con il raggruppamento 1º Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini "Mauri".

In missione a Torino, il 19 aprile 1944 fu arrestato dai nazifascisti. Fu ripetutamente torturato perché svelasse i nomi dei partigiani e i loro covi, ma invano. Tentò pure il suicidio in carcere, temendo infine di cedere, ma fu curato e più tardi impiccato ad un albero nel centro di Torino, con Battista Bena, Felice Bricarello e Francesco Valentino.

Al partigiano sono intitolate la caserma degli alpini di San Rocco Castagnaretta, frazione del comune di Cuneo, una Scuola Media Statale ed una via nel comune di Torino e un liceo classico, scientifico e linguistico a Bracciano, in provincia di Roma e una via nel comune di Racconigi (CN) e di Mogliano Veneto (TV).

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Primo fra i primi, organizzava il fronte della resistenza in Piemonte affrontando in campo aperto il tedesco invasore ed assumendo quindi la condotta della più epica battaglia della guerra partigiana tra gli incendi e le rovine di Boves, dove, chiamati a raccolta col suono delle campane i suoi volontari, in quattro giorni di dura lotta li incitava alla riscossa con la parola, l’esempio e il suo strenuo valore. Caduto in mano al nemico, con stoicismo sopportò le torture più atroci pur di non tradire i compagni di lotta. Sereno e cosciente salì al capestro nel nome d’Italia, martire della libertà, santo dell’idea.[1]»
— Boves, 9 settembre 1943 - Torino, 22 luglio 1944.

[modifica] Note

  1. ^ Medaglia d'oro al valor militare Vian Ignazio. Quirinale. URL consultato il 9-12-2010.

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