II Legislatura della Repubblica Italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
I Bandiera dell'Italia III
II Legislatura
Elezioni Elezioni politiche del 1953
Governi: De Gasperi VIII, Pella, Fanfani I, Scelba, Segni I, Zoli



Indice

[modifica] Cronologia

A partire dalle elezioni del 1953 entra in vigore una nuova legge elettorale, che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la lista che avesse ottenuto la maggioranza assoluta (50% +1) dei voti. La legge era stata varata dai partiti della precedente coalizione di governo (Dc, Pri, Psdi, Pli) che - infatti - si presentano uniti, ma non riescono, per pochi voti, a raggiungere il quorum richiesto per il premio: a queste elezioni, infatti, aumentano i loro voti le sinistre (Pci, Psi) e la destra (Pnm, Msi).

La legge prevedeva che, a chi avesse superato il 50% dei voti, fosse assegnato il 65% dei seggi.

La nuova legge viene definita dalle opposizioni come "legge truffa" e la sua approvazione (con il suo relativo fallimento) costa cara allo stesso Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio uscente, anche perché la Dc perde più dell'8% dei consensi rispetto alle elezioni del '48.

De Gasperi, infatti, tenta di costituire un nuovo esecutivo, il suo ottavo governo, ma esso viene sfiduciato non appena si presenta in Parlamento. Inutilmente il presidente democristiano tenta di dialogare con il leader comunista, Palmiro Togliatti, ma non c'è niente da fare: il suo governo monocolore ottiene solo i voti favorevoli della Dc (263) contro i 283 di Pci, Psi, Msi e monarchici; astenuti gli ex amici socialdemocratici, repubblicani e liberali.

È la fine della stagione politica di De Gasperi. Ora c'è bisogno di un nuovo governo: a capo dell'esecutivo viene chiamato Giuseppe Pella, che non era in ottimi rapporti con De Gasperi (vedi elezioni del '48): anche il suo governo è un monocolore, ma stavolta l'Msi si astiene e riducono il fronte dei contrari.

Pella ha la maggioranza e governa per cinque mesi, ma viene più volte ostacolato dalla stessa base del partito, tanto che il primo ministro decide di dimettersi a gennaio del '54: in Parlamento si presenta Amintore Fanfani che tenta invano di ottenere la maggioranza con un governo che viene immediatamente respinto.

Solo il 10 febbraio si riesce a ricucire lo strappo: è necessario, però, andare oltre il recinto democristiano. Ci pensa Mario Scelba che coinvolge il Psdi e il Pli e forma un nuovo esecutivo destinato a durare "a lungo" (16 mesi): è vicepresidente Giuseppe Saragat, leader socialdemocratico.

Nel frattempo si svolgono le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica, che incoronano Giovanni Gronchi: Scelba presenta le sue dimissioni - che in un primo momento vengono respinte - perché ha l'intenzione di varare un nuovo governo con nuove alleanze. A questo progetto si oppongono alcune correnti della Dc, tanto che Scelba deve dimettersi definitivamente.

Al suo posto viene chiamato Antonio Segni: il suo governo ricalca l'esperienza del precedente (triplice alleanza Dc, Psdi, Pli) e ottiene la fiducia.

Il 27 e 28 maggio 1956 si tengono le elezioni amministrative.

Il 15 maggio 1957 il PSDI ritira la propria fiducia al governo, che è costretto alle dimissioni.

Il nuovo incarico viene affidato a Adone Zoli. Tra l'imbarazzo politico generale ottiene la fiducia al Senato il 3 giugno (132 favorevoli, 93 contrari) con i voti decisivi delle destre (MSI e PNM). Zoli è quindi disponibile a rimettere il mandato, ma le dimissioni vengono rifiutate.

Il 17 marzo 1957 un progetto di legge costituzionale per la riforma della Camera dei deputati viene bocciato.

[modifica] Governi

[modifica] Presidente della Camera dei deputati

[modifica] Presidente del Senato

[modifica] Voci correlate

Politica Portale Politica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Politica
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Altre lingue