Holy Martyr

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Holy Martyr
Paese d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Heavy metal
Epic metal[1]
Periodo di attività 1994in attività [1]
Etichetta Dragonheart Records
Album pubblicati 3
Studio 3
Sito web

Gli Holy Martyr sono un gruppo musicale epic metal sardo fondato nel 1994[1].

Inizialmente composta da soli tre elementi, negli anni successivi, dopo numerosi cambi di formazione la formazione ha trovato un assetto stabile, fatto che ha permesso la realizzazione del loro primo demo Hatred and Warlust (2002), seguito da Hail to Hellas (2003) e Vis et Honor (2005).
Dopo anni di duro lavoro e di enormi sacrifici, la band firma un contratto discografico con la Dragonheart Records che porta alla produzione del loro primo album Still at War, in uscita nel 2007. La pubblicazione è seguita da pochissime date dal vivo, tra cui la partecipazione al Up the Hammers Festival ad Atene. Nel frattempo la band ha la possibilità di cominciare a lavorare al secondo lavoro e a programmare il trasferimento nel milanese. Tutto avviene nel giro di pochi mesi: a marzo 2008 viene registrato il nuovo lavoro presso il Sin Studio di Luigi Stefanini, a luglio la band completa il trasferimento di tutti i membri e il 12 settembre 2008 esce il secondo full lenght, intitolato Hellenic Warrior Spirit, seguito da varie date in giro in Europa, e soprattutto in Italia.
Il 6 dicembre 2010 comunicano di aver completato il nuovo album, e che sarebbero entrati in studio per registrarlo il seguente 3 gennaio, dopo aver scelto Luigi Stefanini come produttore. L'album esce il 23 maggio 2011, titolato Invincible.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Gli inizi e Hatred and Warlust

Gli Holy Martyr nascono nel 1994 a Sestu, città vicino a Cagliari, fondati dal chitarrista Ivano Spiga. Gli inizi non furono facili, soprattutto a causa dei continui cambiamenti di formazione che il gruppo dovette attraversare e dello scarso interesse in Sardegna verso l'Heavy Metal più tradizione, genere di nicchia a cui si preferivano generi quali il Punk Rock.

« La realtà è che negli anni ’90 in pochi si interessavano all’Heavy Metal Classico e derivati. E’ stato estremamente difficile trovare dei membri stabili nella formazione, per un lunghissimo periodo abbiamo suonato come power trio, perlopiù brani strumentali, a causa della mancanza cronica di un cantante motivato. In quegli anni tirava perlopiù il grunge, il cross over o il punk. Ricordo i rari concerti dove proponevamo qualche brano dei Saxon o dei Sabbath, gruppi praticamente sconosciuti ai più.  »

Dopo quattro anni di cambi di formazione e sporadici concerti, nel 1998 la band riesce ad autoprodurre una Demo senza titolo di 3 canzoni con la formazione provvisoria di Pani, Busonera, Frau e Ferru, rispettivamente nei ruoli di cantante, seconda chitarra, basso e batteria. Le seguenti due demo, del 2001 e del 2002 ripropongono le stesse canzoni con una diversa formazione, con Olla, Macis, Mucelli e Ledda nei ruoli di chitarra, batteria, basso e voce.
Nel 2002 un nuovo cambio porta quello che sarà poi il cantante definitivo della band, Alex Mereu, e Roberto Frau al basso. Con questa formazione gli Holy Martyr decidono di incidere la primo Demo professionale, Hatred and Warlust, composto esclusivamente di inediti, che subito si fa notare per la sua irruenza, e la passione con la quale è scritta, mostrando fra l'altro un gruppo già tecnicamente abile.[3]

[modifica] Il caso di Hail to Hellas e la crisi

Subito dopo Hatred and Warlust, il gruppo attraversa un periodo di crisi finanziaria: nonostante abbia già pronte abbastanza canzoni per incidere il suo primo EP, non ha i soldi per finanziarne la produzione, e già allora si insediava il pensiero di abbandonare l'idea. Tuttavia la loro ultima demo aveva avuto un grandissimo successo nell'underground tedesco e greco, al punto che una solidissima fan-base del gruppo organizzò una colletta per raccogliere i soldi necessari alla produzione di un nuovo disco.

« Alcuni dei primi ragazzi che hanno iniziato a seguirci dagli esordi, soprattutto tedeschi e greci, si sono offerti di spedirmi del denaro per poter registrare a tutti i costi il nuovo Cd! Ovviamente per me era una cosa del tutto fuori dal mondo... ma la voce si era sparsa ovunque, grazie a internet, e in tanti mi chiedevano di far uscire le nuove canzoni. Così sono stato al gioco, senza tanta convinzione, non avrei mai immaginato che così tante persone avrebbero aderito a questa sorta di ‘’colletta’’!  »

Così gli Holy Martyr, grazie al sostegnio dei loro fans riescono a registrare Hail to Hellas, inviando a ogni ragazzo che avesse finanziato il progetto una maglia e una bonus track del cd. Anche Hail to Hellas si impone subito nell'underground dell'epic metal, offrendo un concept album basato sull'episodio della battaglia delle Termopili, in cui 300 spartani riuscirono a tener testa a milioni di persiani provocando enormi danni all'avversario, per poi morire nel disperato tentativo di vittoria.

Qualcosa di innovativo si poteva già notare nelle tematiche del gruppo: mentre gli altri gruppi power metal o epic metal affrontavano temi riguardanti le culture nordiche o celtiche, i Martyr prediligono parlare di qualcosa più affine alla loro storia, quella sulle civiltà dell'Impero Romano e di Sparta.

Tuttavia dopo questo primo EP inizia a farsi prepotente negli obiettivi del gruppo la firma di un contratto con una etichetta discografica. Dopo quasi due anni tuttavia nessuno si era ancora fatto avanti, così il gruppo decide di dare alla luce l'ultimo EP per poi finire la loro carriera, anche a causa dell'abbandono al basso di Frau e alla batteria di Macis a cui seguì un lungo periodo di demotivazione. Viene così prodotto in tiratura limitatissima (appena 500 copie numerate) il nuovo EP Vis et Honor, accompagnato da un avviso:

(EN)
« This work is totally dedicated to all the guys everywhere for the devotion and the support during these years.

We have made two demos and still there are a lot of people that believe in us and in our music. We have faced a lot of problems but you were always near. We'll never forget you. This is the third and last effort from Holy Martyr.

This is for you all. »
(IT)
« Questo lavoro è dedicato totalmente a tutti i ragazzi ovunque, per la loro devozione e il loro supporto di questi anni.

Abbiamo fatto due demo e c'è ancora molta gente che crede in noi e nella nostra musica. Abbiamo affrontato molti problemi, ma voi siete sempre stati vicini. Non vi dimenticheremo mai. Questa è la terza e ultima fatica degli Holy Martyr.

Questa è per tutti voi »
(Vis et Honor)

[modifica] Il contratto e Still at War

Spiga subito dopo l'uscita di Vis et Honor parlò di un possibile e imminente scioglimento del gruppo, demotivato e stanco dopo più di 10 anni di carriera e ancora senza contratto. Tuttavia accennò anche all'intenzione sua e del secondo chitarrista Eros Melis di trasferirsi permanentemente in Lombardia dopo l'abbandono del resto del gruppo[4]. Qui il gruppo entra in contatto con la Dragonheart Records, interessata al gruppo fin dalla prima demo ufficiale, e riesce a ottenere un contratto.
Spiga e Melis riescono a recuperare Mereu alla voce, mentre alla batteria viene richiamato Daniele Ferru, che col gruppo aveva registrato la prima demo nel 1998. Al basso viene invece scelto Nicola Pirroni. Il 30 aprile 2007 il gruppo dà alle stampe il primo LP ufficiale, Still at War, dove Roberto Frau sostituisce temporaneamente Pirroni al basso. Il disco contiene cinque canzoni contenute nei vecchi EP e tre inedite.

[modifica] Formazione

[modifica] Attuale

[modifica] Ex-componenti


[modifica] Discografia

[modifica] Demo

[modifica] EP

[modifica] Album in studio

[modifica] Note

  1. ^ a b c Holy Martyr su metal-archives.com
  2. ^ a b Intervista a Ivano Spiga
  3. ^ Recensione di Hatred and Warlust
  4. ^ Recensione Vis et Honor

[modifica] Collegamenti esterni

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