Guy de Beauchamp, X conte di Warwick

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Guy de Beauchamp, X conte di Warwick (1272(circa) – 12 agosto 1315), grande magnate inglese, servì fedelmente Edoardo I d'Inghilterra, ma quando suo figlio, Edoardo II d'Inghilterra si legò troppo saldamente a Pietro Gaveston si allontanò dalla corte e fu uno dei principali artefici dell'esilio del favorito del re. Uomo erudito e colto era immensamente ricco secondo solo a Tommaso Plantageneto..

Indice

[modifica] La famiglia d'origine e la discendenza

Guy de Beauchamp nacque intorno al 1272 da William de Beauchamp, IX conte di Warwick (1238 circa - 1298) e di Maud FitzJohn (morta il 16 o 18 aprile 1301). Suo nonno da parte di madre era John FitzGeoffrey (1205 circa - 23 novembre 1258) Gran giustiziere d'Irlanda che ottenne da Enrico III d'Inghilterra la firma delle Disposizioni di Oxford. Suo padre William era stato il primo Beauchamp a diventare conte di Warwick, poiché suo zio era morto senza eredi il titolo era stato ereditato da lui, così quando divenne padre nel 1272 chiamò suo figlio Guy, in onore del leggendario Guy di Warwick[1]. Da ragazzo Guy contrasse matrimonio con Isabella di Clare, figlia di Gilberto di Clare, VII conte di Gloucester e VI conte di Hertford, ma il matrimonio venne annullato, o forse non venne mai nemmeno celebrato[2] e nel 1309 si risposò con Alice de Toeni.

Dalla moglie Guy ebbe sette figli:

[modifica] Al servizio di Edoardo I

Nella Pasqua del 1298 Guy venne creato cavaliere da Edoardo I d'Inghilterra, poco dopo andò a combattere alla Battaglia di Falkirk dove trovò modo di distinguersi tanto che il re lo ricompensò con una rendita annuale. Poco dopo, poiché suo padre era morto, Guy andò a rendere omaggio al re ed il 5 settembre 1298 venne creato ufficialmente conte di Warwick formalizzando la successione[3]. Il suo servizio al re non venne mai meno, l'8 settembre 1299 era presente al secondo matrimonio del sovrano con Margherita di Francia, nel 1301 si occupò per conto del re del rilascio di Giovanni di Scozia che si trovava da qualche anno sotto la custodia di Papa Bonifacio VIIIe nel 1304 partecipò alla Battaglia di Stirling Bridge. Tale fedeltà venne ben ricompensata, nel 1307, attingendo alle proprietà confiscate all'esiliato sovrano scozzese, Edoardo I d'Inghilterra donò a Guy un maniero nella conte di Durham, ed il 7 luglio dello stesso anno, assieme a Tommaso Plantageneto e ad Enrico de Lacy, Conte di Lincoln, fu presente alla sua morte avvenuta nel Cumberland e portò le spade cerimoniali durante l'incoronazione di Edoardo II il 25 febbraio 1308.

[modifica] Contro Pietro Gaveston e contro Edoardo II

Prima della sua morte Edoardo I d'Inghilterra aveva esiliato il favorito del figlio, Pietro Gaveston e Guy era fra coloro che dovevano prevenirne il ritorno[4]. Tuttavia Edoardo II d'Inghilterra non solo lo richiamò, ma gli donò anche il titolo di conte di Cornovaglia e Beauchamp fu l'unico a rifiutarsi di riconoscere tale provvedimento adottando sin dall'inizio un atteggiamento ostile verso il re, almeno in questo frangente. Gaveston era considerato una specie di "nuovo ricco", di umili origini era stato affiancato al re dal padre che sperava in una benefica influenza da parte di questo giovanotto intelligente e capace. La vicinanza al principe aveva però montato la testa a Gaveston che si era inimicato i nobili con la propria arroganza ed ambizione e non ultima la sua sfrontatezza, dava infatti ai Pari nomignoli ridicoli, quello che aveva affibbiato a Beauchamp era "Il cane nero di Arden". Nel 1308 un documento scritto dai nobili costrinse il re a separarsi di nuovo dal suo favorito, il nuovo esilio durò meno di un anno e ben presto l'irritazione nobiliare crebbe ancora di più. La rabbia nasceva anche dalla scelta di Edoardo II d'Inghilterra di abbandonare la campagna di conquista della Scozia, decisione che esponeva le regioni di confine a pericolose e frequenti incursioni da parte degli scozzesi[5] e Guy era personalmente interessato a questo avendo delle proprietà proprio lassù. Nel 1310 il re proibì ai nobili di presentarsi armati al Parlamento, questi però non obbedirono e in una seduta del marzo 1310 costrinsero il re a sottoscrivere un documento ricordato come le Ordinanze del 1311 che conteneva provvedimenti volti a limitare il potere regio[6]. I capi della sommossa nobiliare erano Robert Winchelsey, arcicescovo di Canterbury dalla parte del clero e Beauchamp, Tommaso Plantageneto ed Enrico de Lacy, Conte di Lincoln da quella dei nobili. Lincoln era il più anziano ed esperto, il Plantageneto, genero del precedente, era il più ricco ed influente oltre ad essere il cugino del re, mentre Beauchamp, indicato come il leader, era sicuramente il più agguerrito[7]. Le Ordinanze limitavano la libertà finanziaria del re, il suo diritto a nominare ministri e chiedevano l'esilio di Gaveston condannandolo alla scomunica in caso di rientro.

[modifica] Co-autore della morte di Pietro Gaveston

Il suo terzo ed ultimo confino fu anche il più breve, meno di due mesi dopo lui ed Edoardo II d'Inghilterra erano ancora insieme[8]. La scomunica, come anticipato, venne pronunciata dall'arcivescovo di Canterbury e la società nobiliare insorse di nuovo. Tommaso Plantageneto aveva ereditato i beni del suocero e si pose alla testa della rivolta, molti baroni cercarono di acciuffare Gaveston mentre lasciava York insieme al re. Gaveston si rifugiò nel castello di Scarborough, ma alla fine si arrese ad Aymer de Valence, II conte di Pembroke con l'accordo che gli sarebbe stata garantita l'incolumità. Il conte di Pembroke portò il prigioniero a Deddington, tuttavia mentre era assente, il 10 giugno 1312, Beauchamp lo prese e lo portò al castello di Warwick[7], qui alla presenza sua, di Tommaso Plantageneto ed altri fu condannato alla morte per decapitazione ed il 19 giugno a Blacklow Hill, sulle terre del Plantageneto, venne giustiziato. Secondo le cronache, quattro calzolai che trovarono il corpo lo portarono da Beauchamp che si rifiutò di prendersene carico e gli ordinò di riportarlo là dove era stato trovato. Il corpo di Gaveston trovò la pace solo nel 1315 quando il re lo fece seppellire a Kings Langley. Il modo in cui i nobili si erano occupati di Gaveston suscitò parecchie proteste e non furono pochi quelli che accordarono le proprie simpatie al re, non ultimo il conte di Pembroke infuriato perché i loro atti lo avevano fatto venir meno alla promessa fatta danneggiando così la sua reputazione ed il suo onore di cavaliere. Edoardo II d'Inghilterra giurò vendetta, ma la sua difficile posizione in contrapposizione alle ricchezze ed all'influenza dei nobili gli rese impossibile muoversi tempestivamente. Alla fine non fece molto e perdonò i ribelli, incredibilmente però il re uscì rafforzato da questi eventi, mentre il Plantageneto e Beauchamp persero influenza. Nel 1314 le cose cambiarono ancora, il sovrano aveva deciso di riprendere la campagna di Scozia, i due conti rifiutarono di partecipare e non presero quindi parte alla sonora sconfitta inglese alla Battaglia di Bannockburn il 24 giugno. Fu qui che il re indebolì di nuovo la propria posizione e fu costretto, di nuovo, a riconfermare le Ordinanze.

[modifica] La morte e dopo la morte

Beauchamp comunque non poté godere a lungo del proprio rinnovato trionfo, morì infatti, si dice avvelenato, il 12 agosto 1315. Alla sua morte Guy era un uomo molto ricco e le sue proprietà vennero prese dalla corona che le spezzettò in oltre diciannove contee fra Inghilterra, Galles e Scozia, l'erede era Tommaso de Beauchamp, XI conte di Warwick che però non entrò in possesso delle terre e del titolo fino al 1326; sia lui che il fratello Giovanni de Beauchamp, Barone di Beaucamp, combatterono in Francia e vennero insigniti dell'Ordine della Giarrettiera. Benché oggi sia per lo più visto come uno degli autori della sommaria esecuzione di Gaveston, i contemporanei lo consideravano diversamente, era un uomo saggio, colto, istruito, che possedeva tanti libri quanti ne donava alle chiese. Dopo la sua morte fu Tommaso Plantageneto a prendere le redini e il potere e le sue azioni portarono ad anni di profonda instabilità nel paese finché lui stesso non venne giustiziato nel 1322.

[modifica] Note

  1. ^ Hicks, Michael (1991). Who's Who in Late Medieval England (1272-1485)
  2. ^ Hamilton, J. S. (2004). "Beauchamp, Guy de, tenth earl of Warwick (c.1272–1315)". Oxford Dictionary of National Biography
  3. ^ Cokayne, George (1910–59). The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom
  4. ^ Phillips, J.R.S. (1972). Aymer de Valence, Earl of Pembroke 1307-1324 (ed.aggiornata). Oxford: Oxford University Press. p. 557. ISBN 0198223595
  5. ^ Maddicott, J. R. (1970). Thomas of Lancaster, 1307–1322: A Study in the Reign of Edward II. Oxford: Oxford University Press. pp. 22–23. ISBN 0198218370
  6. ^ McKisack, May (1959). The Fourteenth Century: 1307–1399. Oxford: Oxford University Press. pp. 2–4. ISBN 0-19-821712-9
  7. ^ a b Hamilton, J. S. (2004). "Beauchamp, Guy de, tenth earl of Warwick (c.1272–1315)". Oxford Dictionary of National Biography. Oxford: Oxford University Press
  8. ^ Hamilton, J. S. (1988). Piers Gaveston, Earl of Cornwall, 1307-1312: Politics and Patronage in the Reign of Edward II


[modifica] Voci correlate


Predecessore Conte di Warwick Successore Thomas de Beauchamp Arms.svg
William de Beauchamp 1298-1315 Thomas de Beauchamp


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