Guglielmo IV del Regno Unito

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Guglielmo IV
Ritratto ufficiale di re Guglielmo IV
Ritratto ufficiale di re Guglielmo IV
Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Stemma
In carica 26 giugno 1830 -
20 giugno 1837
Incoronazione 8 settembre 1831
Predecessore Giorgio IV
Successore Vittoria
Re di Hannover
In carica 26 giugno 1830 -
20 giugno 1837
Incoronazione 8 settembre 1831
Predecessore Giorgio IV
Successore Ernesto Augusto I
Nome completo William Henry
Trattamento Maestà
Altri titoli Signore di Man
Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra
Nascita Buckingham Palace, Londra, 21 agosto 1765
Morte castello di Windsor, Berkshire, 20 giugno 1837
Sepoltura St. George’s Chapel, Castello di Windsor, 8 luglio 1837
Casa reale Hannover
Padre Giorgio III
Madre Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Consorte Adelaide di Sassonia-Meiningen
Figli Principessa Carlotta
Principessa Elisabetta
Firma William IV Signature.svg

Guglielmo IV (Buckingham Palace, 21 agosto 1765Castello di Windsor, 20 giugno 1837) fu Re del Regno Unito e dello stato di Hannover dal 26 giugno 1830.

Guglielmo era figlio di Giorgio III e fratello di Giorgio IV. Durante la sua giovinezza servì nella Royal Navy e fu per questo soprannominato il Re Marinaio[1]. Il suo regno fu breve, ma segnato da alcune importanti riforme: la legislazione sui poveri (la Poor Law) fu modernizzata, il governo municipale democratizzato, il lavoro dei bambini venne limitato e la schiavitù abolita in tutto l'Impero britannico. La più importante riforma legislativa del suo regno fu l'Atto di Riforma del 1832, che riformò il sistema elettorale britannico. Re Guglielmo IV non partecipò alla vita politica del paese come il padre o il fratello, sebbene sia stato l'ultimo sovrano a dare l'incarico a un primo ministro contro la volontà del parlamento, nel 1834. Morto senza eredi, il trono inglese passò alla nipote Vittoria, mentre il regno di Hannover, in cui vigeva la legge salica, passò al fratello minore, Ernesto Augusto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Guglielmo in uniforme da ufficiale dell'esercito in un ritratto eseguito da Sir Martin Archer Shee (1800 circa)

Guglielmo nacque a Buckingham Palace, terzo figlio del re Giorgio III e della regina Carlotta[2]. Guglielmo aveva due fratelli maggiori, Giorgio, Principe di Galles e Federico, duca di York e mai si sarebbe quindi pensato che potesse salire al trono. Fu battezzato nella Great Council Chamber del palazzo reale di St. James ed i suoi padrini furono il Duca di Gloucester, il principe Enrico Federico Duca di Cumberland e Strathearn Henry e la Principessa Augusta Carlotta.

Visse l'infanzia a Richmond e a Kew Palace ove fu educato da istitutori privati[3]; all'età di tredici anni si arruolò come cadetto in marina e fu presente alla battaglia di Capo San Vincenzo del 1780[4][5]. In ogni caso, la sua esperienza in marina fu in parte differente rispetto a quella degli altri cadetti dal momento che fu accompagnato dal proprio tutore; ricevette nozioni di cucina[6] e fu arrestato a Gibilterra per ubriachezza insieme ai suoi compagni anche se fu rilasciato non appena fu resa nota la sua identità[7].

Al tempo della Rivoluzione americana, si trovava di stanza a New York ed in tale occasione il generale George Washington (come riportato in una sua lettera indirizzata al colonnello Ogden, datata 26 marzo 1782) progettò di rapire il principe; ma il piano non ebbe seguito ed una volta scoperto, re Giorgio ordinò di raddoppiare la guardia personale del principe[8][9].

Nel 1785 divenne luogotenente e nell'anno seguente capitano della HMS Pegasus[10]; da capitato, servì nei Caraibi sotto il comando dell'ammiraglio Horatio Nelson, che lodò la capacità professionale del principe, il suo rispetto per gli ordini dei superiori e per la diligenza[11].

Nel 1788 ricevette il comando di una fregata, la HMS Andromeda; l'anno seguente fu promosso a contrammiraglio e gli fu affidata la nave di linea, HMS Valiant[12].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo espresse il desiderio presso suo padre di essere nominato duca come i suoi fratelli, ma il re non era della stessa opinione e pose un fermo rifiuto; il principe, allora, minacciò di candidarsi alla camera dei comuni quale deputato nel collegio elettorale di Totnes nel Devon. Il re, pertanto, riluttante, investì suo figlio del titolo di duca di Clarence e St Andrews e di Conte di Munster il 20 maggio del 1789[13] affermando che era un altro voto per l'opposizione[14]. In effetti, il principe, ancorché non potesse essere ascritto ad un partito preciso, tuttavia, unì le proprie forze a quelle dei fratelli che erano forti oppositori della politica paterna[15][16].

Regno di Gran Bretagna
Casato di Hannover
Royal Arms of the Kingdom of Hanover.svg

Giorgio I (1714-1727)
Giorgio II (1727–1760)
Giorgio III (1760–1820)
Giorgio IV (1820–1830)
Guglielmo IV (1830–1837)
Vittoria (1837–1901)

Poco tempo in seguito alla nomina a Duca, Guglielmo lasciò definitivamente la Royal Navy (1790). Quando il Regno Unito entrò in guerra con la Francia nel 1793, il Duca era ansioso di partecipare direttamente agli scontri, ma non fu messo al comando di una nave sia poiché, cadendo dalle scale, si era fratturato un braccio, sia poiché aveva tenuto alla Camera dei Lord, un discorso contrario al conflitto[17]. L'anno seguente cambiò opinione ma, in ogni caso, l'ammiragliato non rispose alle richieste del principe[18]. Nel 1798, ottenne il rango di Ammiraglio e nel 1811 quello di Admiral of the Fleet ma tali onori rimasero formali; infatti, sebbene avesse partecipato al bombardamento di Anversa (risultando, peraltro, ferito), non ricevette nessun comando effettivo per tutta la durata delle guerre napoleoniche[19].

Durante questi anni, visse principalmente a Bushey Lodge (gli era stato concesso dal padre, nel 1797, l'incarico di Ranger del Bushy Park) e partecipò alla vita politica del regno.

Infatti, si schierò tra gli oppositori dell'abolizione della schiavitù, ancora praticata nelle colonie, affermando che avrebbe portato ben pochi vantaggi ali schiavi stessi i quali, difficilmente, si sarebbero potute integrare nella società e poi sostenendo che tale proposta derivasse da fanatici o da ipocriti[20][21].

In altre materie, invece, fu più liberale: appoggiò l'abrogazione delle norme penale contro i cristiani dissenzienti e si oppose alla proposta di proibire il matrimonio a coloro che avessero commesso il reato di adulterio[22].

Relazioni e matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Miss Jordan nel costume di Ippolita, mezzotinto di John Jones di Londra, 1791, da un dipinto di John Hoppner

Dal 1791, il duca di Clarence visse per i vent'anni successivi con l'attrice irlandese Dorothea Bland, meglio conosciuta col nome d'arte di Miss Jordan (il di lei nome era dovuto al rapporto che ella fece tra la propria condizione e le proprie origini, per le quali aveva dovuto attraversare il mare per giungere dall'Irlanda all'Inghilterra, come gli ebrei attraverso il fiume Giordano)[23][24].

Guglielmo era parte di quella generazione che era cresciuta sotto il giudizio del Royal Marriages Act 1772, che proibiva ai discendenti di Giorgio II di contrarre matrimonio senza ottenere prima il consenso del monarca regnante, dando debito preavviso del proprio fidanzamento almeno 12 mesi prima al Consiglio Privato del Re. Molti dei figli maschi di Giorgio III, però, decisero in tutta risposta di coabitare con le loro amanti, anche quando avessero preso già moglie. Guglielmo poi, dal momento che non era il primogenito, pensava di non incappare nemmeno in problemi di successione dinastica e di poter condurre liberamente la propria vita.

La coppia visse felicemente per diversi anni come è testimoniato dalla nascita di ben dieci figli, cinque maschi e cinque femmine che ottennero il cognome "FitzClarence"[25][26] ed anche dalle lettere dei protagonisti: infatti, il principe rimarcò ad un amico della buona natura della Jordan sottolineando in particolare la sua dedizione ai figli mentre lei sottolineò il comportamento gioioso di lui durante le feste[27].

La loro relazione, non ostacolata dal re[28], si concluse nel 1811 probabilmente, come riportato dalla stessa Joordan, per motivi finanziari[29]: la Jordan ottenne una pensione annua di 4400 sterline per la custodia delle figlie, a condizione di non riprendere le scene ma, non appena tentò di riparare ai debiti di una sua figlia, avuta da una relazione precedente, Guglielmo riprese la custodia delle proprie figlie e sospese il pagamento della pensione (che già era stata decurtata). A questo punto, Miss Jordan fu costretta a fuggire a Parigi ove morì nel 1816[30].

Va, inoltre, aggiunto che da una seconda relazione, Guglielmo ebbe un figlio maschio, annegato nel Madagascar nel febbraio del 1807[31].

Adelaide Amelia Luisa Teresa Carolina di Sassonia-Coburgo-Meiningen, in un ritratto di Sir William Beechey, c. 1831

Oppresso da pesanti debiti, Guglielmo tentò di sposare diverse ereditiere ma non ottenne successo[32] mentre nel frattempo la successione inglese diveniva incerta: infatti, nel 1817 morì la principessa Carlotta, unica figlia di Giorgio, Principe di Galles e dal momento che né Giorgio né suo fratello minore, Federico avevano eredi e godevano di buona salute, Guglielmo, il terzogenito, aveva buone possibilità di ascendere al trono[33].

In tali circostanze, diveniva necessario che Guglielmo si sposasse e provasse a generare un erede legittimo e pertanto, il Duca di Cambridge, Adolfo, venne inviato in Germania per cercare una degna consorte di religione rigorosamente protestante; venne prescelta in un primo tempo la Principessa Augusta d'Assia-Kassel, ma il di lei padre declinò l'offerta, preferendola invece per il Duca di Cambridge (la coppia si sposò due mesi dopo)[34]. Alla fine venne trovata la candidata ideale, vicina alla casa ed al monarca: a Kew l'11 luglio 1818, Guglielmo sposò la Principessa Adelaide di Sassonia-Meiningen, figlia di Giorgio I di Sassonia-Meiningen e di Luisa Eleonora di Hohenlohe-Langenburg, sebbene lui avesse il doppio degli anni di lei.

Il matrimonio fu felice e i due vissero per i primi anni in Germania, dove Guglielmo ebbe modo di pagare tutti i propri debiti grazie all'aiuto della moglie, tanto che il parlamento dispose per lui una speciale pensione a sostegno (accettata con riluttanza da Guglielmo il quale in seguito vi rinunciò)[35]. Dopo il matrimonio, Guglielmo non ebbe altre amanti[36] ma la coppia, dopo tre aborti[37], ebbe solo due figlie, Carlotta ed Elisabetta, ed entrambe premorirono ai genitori non potendo quindi garantire una legittima successione al trono.

Lord Grand'Ammiraglio[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo nelle vesti di Lord Grand'Ammiraglio

Il fratello maggiore di Guglielmo, il Giorgio, Principe di Galles, divenne principe reggente al trono dal 1811 dal momento che suo padre Giorgio III soffriva di evidenti disturbi mentali e dell'età ormai molto avanzata.

Nel 1820 il re morì, lasciando la corona al principe reggente che divenne sovrano col nome di Giorgio IV; Guglielmo divenne quindi il secondo in linea di successione al trono, preceduto da suo fratello maggiore, il malaticcio Duca Federico Augusto di York.

Guglielmo venne pesantemente influenzato dal suo matrimonio, camminava per ore all'aria aperta, mangiava frugalmente e beveva molta limonata[38] mentre la salute dei suoi due fratelli maggiori declinava sempre di più[39]: infatti, quando il Duca di York suo fratello morì nel 1827, Guglielmo, ormai sessantenne, divenne erede al trono.

L'anno successivo, la salita al potere di George Canning come primo ministro, comportò anche la nomina di Guglielmo a Lord Grand'Ammiraglio della flotta inglese, anche se egli fu spesso in conflitto col suo Consiglio composto da ufficiali dell'ammiragliato che ritenevano di avere maggiore esperienza in materia bellica e navale del principe. Le cose degenerarono nel 1828 quando Guglielmo decise di imbarcarsi con uno squadrone di navi e di partire per una destinazione che rimase sconosciuta, rimanendo al largo per dieci giorni in protesta contro il consiglio. Il Re, attraverso il primo ministro Arthur Wellesley, Duca di Wellington, richiese le sue dimissioni ed al suo posto venne nominato il visconte Melville.

Egli ad ogni modo era stato ottimo nel suo incarico: aveva abolito l'uso del gatto a nove code per quasi tutti i reati (con l'eccezione dell'ammutinamento) e tentato di migliorare gli armamenti e i cannoni in uso nelle navi britanniche, oltre ad aver disposto che ogni nave avesse un preciso rapporto sul suo status[40].

Guglielmo trascorse il restante tempo del regno del fratello essenzialmente immerso negli affari della Camera dei Lords. Egli supportò il decreto di emancipazione dei cattolici, in forte opposizione alle idee di suo fratello minore, il Duca di Cumberland (lo stesso Guglielmo aveva descritto le opinioni del fratello minore come "infamie")[41].

Nel frattempo, la salute di Giorgio IV intanto peggiorava sempre più ed era ormai evidente la successione al trono di Guglielmo; tanto che, a fine maggio, Giorgio disse al fratello minore: "Sia fatta la volontà di Dio. Non ho ferito alcuno. Tutto ciò spetterà poi a Voi"[42][43].

Il Regno[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo IV del Regno Unito
Guglielmo IV del Regno Unito in un ritratto ufficiale eseguito poco dopo l'incoronazione

Quando re Giorgio IV morì il 26 giugno 1830 senza figli legittimi sopravvissutigli, Guglielmo ascese al trono all'età di 64 anni col nome di Guglielmo IV, guadagnandosi anche il primato del re asceso al trono britannico in più tarda età della storia (solo nel 2013 tale primato è stato superato da quello da Carlo, principe di Galles, che ha infatti compiuto 65 anni)[44].

A differenza del ben più stravagante fratello, Guglielmo non accettava di buon grado le pompe e le cerimonie. In contrasto con Giorgio IV che tendeva a trascorrere oziosamente le sue giornate al Castello di Windsor, Guglielmo era solito rimanere a Londra e passeggiare scortato per le vie, incontrando la gente e sentendo il parere del popolo, guadagnandosi in contemporanea la stima degli inglesi molto più del fratello[45][46][47].

Il Re inoltre si dimostrò subito un lavoratore coscienzioso, intraprendendo un rapporto di vera cooperazione col Duca di Wellington suo Primo Ministro: lo stesso Wellington scrisse di aver lavorato di più in dieci minuti con Guglielmo di quanto non avesse fatto in diversi giorni con Giorgio IV[48]; Lord Brougham aggiunse che il nuovo sovrano, a differenza del fratello e del padre, non aveva timore a chiedere spiegazioni e consigli[49].

Guglielmo inoltre bandì dall'esercito francesi e tedeschi voluti dal fratello, rimpiazzandoli con soldati esclusivamente inglesi, guadagnandosi l'approvazione del popolo. Egli donò inoltre gran parte della collezione di quadri di Giorgio IV alla nazione. Se Giorgio IV aveva poi iniziato un capillare (e costoso) restauro di Buckingham Palace, suo fratello si rifiutò categoricamente di abitarvi e lo sfruttò come caserma in un primo momento e poi come sede del parlamento quando la House of Parliament andò distrutta in un incendio nel 1834[50]. Era anche noto per la sua amabilità tanto che, ogni qual volta risiedeva al Royal Pavilon di Brighton, era solito chiedere agli hotel una lista degli ospiti per poi invitarne a cena quanti conoscesse con la precisazione di non preoccuparsi per il vestiario mentre la regina aveva l'abitudine di ricamare fiori dopo aver cenato con gli ospiti[51].

All'ascesa al trono, Guglielmo IV non si dimenticò dei propri nove figli illegittimi, e li creò conti e contesse di Munster, anche se essi non poterono mai essere legittimati per non rovinare la sua immagine pubblica; fatto che creò non pochi contrasti tra Guglielmo ed alcuni dei suoi figli maschi (in particolare il primogenito) che reclamavano maggiori onori o titoli[52]; le sue figlie, invece, furono invitate di frequente a corte[53]

Riforme[modifica | modifica wikitesto]

Con la sconfitta e le divisioni dei Tories, successivamente, assurse alla carica di Primo Ministro Lord Charles Grey che si preoccupò di formare un nuovo governo. Una delle sue prime azioni fu quella di rinnovare il sistema elettorale, che non aveva subito cambiamenti sostanziali dal XV secolo. Esso era però pieno di iniquità ormai obsolete: ad esempio alcune città di rilievo come Manchester o Birmingham non potevano eleggere dei loro rappresentanti di governo, mentre piccoli sobborghi o villaggi godevano anche di 7 rappresentanti perché vantavano una storia di maggior rilievo per la corona o erano possedimenti di "landlords" di rilievo nell'aristocrazia inglese[54].

Il monogramma personale di re Guglielmo IV.

Quando il Reform Bill fu rigettato dalla House of Commons nel 1831, il Primo Ministro, Lord Gray, richiese al sovrano di disporne l'immediato scioglimento e nuove elezioni: in un primo momento Guglielmo fu riluttante (la camera era stata eletta appena l'anno prima e una seconda elezione sarebbe stata interpretata come atto di forza) ma, irritato dall'atteggiamento ostruzionista dell'opposizione, decise di parlare personalmente alla House of Lords e di prorogare la sessione parlamentare nel tentativo di rasserenare gli animi[55]. In ogni caso, ogni tentativo di conciliazione fu impossibile ed il sovrano decise di sciogliere la Camera dei Comuni e di convocare nuove elezioni che videro una schiacciante vittoria dei liberali favorevoli alla riforma[56]; la Camera dei Lord, tuttavia, rimase fermamente contraria[57][58].

La crisi vide un piccolo interludio nelle celebrazioni per l'incoronazione del re l'8 settembre 1831, la quale però si svolse all'insegna di un certo risparmio (30.000 sterline contro le 240.000 spese dal fratello nel 1821), anche se molti giornali d'epoca parlarono di una "mezza incoronazione" che guardava al risparmio ed alle ristrettezze[59][60].

Nell'Ottobre del 1831, dopo che La House of Lords, ebbe rigettato nuovamente il Reform Bill, i sostenitori della riforma scesero in piazza a manifestare mentre Lord Gray, assecondando l'opinione pubblica, ripresentava il disegno di legge e richiese a re Guglielmo di nominare 22 pari in modo da superare l'opposizione[61]. Il sovrano dichiarò che era difficile assicurare l'ampliamento dei Pari richiesto dal governo ma consentì alla nomina di un gruppo sufficiente a garantire l'approvazione della riforma che, comunque, avrebbe dovuto subire delle modifiche; Lord Gray si impuntò e minacciò le dimissioni; Guglielmo rifiutò di assecondare il Primo Ministro ed accettò le sue dimissioni[62][63].

A questo punto, il Re decise di nominare il Duca di Wellington come nuovo Primo Ministro il quale, tuttavia, non godeva della fiducia della House of Commons né dell'opinione pubblica e pertanto la popolarità del re ne risentì visibilmente. Infine, dopo alcune trattative, Guglielmo accettò di reinsediare Lord Gray e di creare nuovi Pari nel caso la House of Lord persistesse nella sua opposizione; spaventati da tale minaccia, il Reform Act 1832 passò (con alcuni emendamenti correttivi) ed il re recuperò il proprio credito pubblico[64].

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo aveva dei pregiudizi sugli stranieri, in particolare sui francesi[65], e riteneva pertanto che la Gran Bretagna non dovesse interferire negli affari di altre nazioni, il che lo pose in conflitto con il Segretario degli Esteri, Lord Palmerston[66]. In ogni caso, Guglielmo supportò l'insurrezione dei belgi e, dopo che le candidature di alcuni principi francesi ed olandesi furono rigettate, decise di favorire il Principe Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha, vedovo di sua nipote Carlotta, che risultò poi il candidato vincente[67].

Inoltre, sebbene il sovrano fosse noto per la sua mancanza di tatto e per la sua facezia, acquisì alcuni successi diplomatici: infatti, conscio dell'importanza strategica di Suez, mantenne ottime relazioni con l'Egitto[68]; in seguito, mostrando anche un certo charme, omaggiò George Washington come "il più grande uomo mai vissuto" alla presenza dell'ambasciatore americano, fatto che giovò alla normalizzazione dei rapporti tra USA e Regno Unito[69] e permise al sovrano di recuperare anche in America un certo credito che suo padre si era categoricamente rifiutato di accettare[70].

Re di Hannover[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Guglielmo IV a Gottinga, nell'Hannover.

Pur essendone divenuto Re, Guglielmo IV non visitò mai l'Hannover dalla sua elezione al trono inglese. Suo fratello, il Principe Adolfo, Duca di Cambridge, venne da lui nominato Viceré nello stato tedesco.

La percezione pubblica della politica operata dall'Inghilterra nei confronti dell'Hannover era pessima, in quanto gli hannoveriani ritenevano di venire trattati unicamente come dominio secondario alla ben più prestigiosa Inghilterra, anche se l'Hannover era stata la terra nativa della dinastia regnante inglese.

Infatti, nel 1832, il cancelliere austriaco Metternich aveva promulgato delle leggi al fine di frenare i movimenti liberali che imperversavano per la Germania; il governo dell'Hannover si dichiarò a favore mentre Lord Palmerston dichiarò la propria opposizione e richiese l'intervento del Re il quale, tuttavia, con grande disappunto del ministro, assecondò la volontà del governo dell'Hannover. Il contrasto tra il Re ed il ministro degli esteri si ripresentò l'anno seguente quando Metternich convocò a Vienna una conferenza degli stati tedeschi: Lord Palmerston intendeva declinare l'invito mentre Guglielmo autorizzò il Viceré, principe Adolfo, a parteciparvi[71].

Nello stesso anno, infine, Guglielmo IV ratificò una nuova costituzione per l'Hannover che diede maggior potere alle classi medie, concedeva limitati poteri anche ai ceti meno abbienti e che garantiva un ruolo maggiore del parlamento locale nelle operazioni di governo. Tale costituzione venne però revocata alla morte di Guglielmo IV da suo fratello il nuovo re di Hannover, Ernesto Augusto, Duca di Cumberland.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Per il resto della sua vita, Guglielmo intervenne fortemente nella politica inglese una volta sola ancora, nel 1834, quando scelse il primo ministro autonomamente, al contrario della volontà del parlamento. Al ritiro volontario di Lord Grey, lo seguì alla carica di primo ministro William Lamb, II visconte Melbourne, il quale era molto influente e godeva di ottimo credito in parlamento sebbene la sua politica di riforma della Chiesa protestante irlandese (abolizione di diversi vescovati e riduzione della decima) non fossero particolarmente apprezzate dal sovrano, in materia assai più cauto[72].

Nel novembre del 1834, il capo della Camera dei Comuni e Cancelliere dello Scacchiere, John Spencer, III conte Spencer (antenato della Principessa Diana), ereditò il titolo nobiliare e passò dalla Camera dei Comuni alla Camera dei Lords. Melbourne dovette pertanto nominare un nuovo Cancelliere dello Scacchiere a rimpiazzarlo e l'unico candidato che venne proposto fu Lord John Russell, che Guglielmo IV riteneva un "pericoloso piccolo radicale"[73].

Guglielmo pretese che il ministero corresse ai ripari riportando Lord Althorp ai propri precedenti incarichi[74]. Lord Melbourne si dimise per protesta a queste angherie e Guglielmo scelse per la carica di primo ministro Sir Robert Peel ma, poiché momentaneamente si trovava in Italia, il comando venne ripreso dal Duca di Wellington[75].

Ritratto di re Guglielmo IV, eseguito agli inizi del 1837 da sua figlia Sophia Sydney, baronessa di L'Isle e Dudley.

Quando Peel fece ritorno in patria, prese le redini della sua nuova carica, ma, non avendo la maggioranza nella House of Commons, decise di scioglierla e di convocare nuove elezioni che confermarono una maggioranza liberale (anche se di minore entità); Peel, dopo alcuni mesi, si dimise lasciando il posto a Lord Melbourne (sarebbe rimasto in carica per tutto il regno di Guglielmo IV) ed il Re fu costretto ad accettare Russel come Capo della Camera dei Comuni[76].

Il rapporto tra il Sovrano e Lord Melbourne rimase altalenante. Infatti, Guglielmo temeva che la devoluzione di competenze al Legislative Council of Lower Canada, potesse comportare la perdita della colonia[77]: in un primo momento, pertanto, si oppose al progetto minacciando di chiedere le dimissioni del governo[78]; poi, decise di approvarlo[79]. Va aggiunto, tuttavia, che il sovrano rifiutò le dimissioni di Melbourne quando costui fu implicato in uno scandalo riguardante la sua relazione con Lady Caroline Norton[80] e presto entrambi riuscirono a raggiungere un accettabile modus vivendi.

Sia il Re sia la Regina erano affezionati alla nipote, la Principessa Vittoria di Kent (figlia del fratello minore del sovrano, il Principe Edoardo, duca di Kent e Strathearn) ma ogni loro tentativo di instaurare una relazione stretta con la nipote fu funestato dalla madre di lei, la Duchessa vedova di Kent e dal di lei consigliere, Sir John Conroy.

Nell'agosto del 1836, in occasione del Banchetto finale per festeggiare il proprio compleanno, alla presenza sia della principessa Vittoria sia della di lei madre, Guglielmo prese la parola affermando: "Confido in Dio che la mia vita possa essere risparmiata per altri nove mesi... io avrei, dunque, la soddisfazione di lasciare l'esercizio dell'Autorità Reale a questa fanciulla, erede presuntivo della Corona, e non nelle mani di una persona a me vicina che si è circondata da consiglieri scellerati ed è incapace ad agire con correttezza nella situazione in cui essa si è posta"[81].

Tale discorso che confermava il forte disprezzo del sovrano per la condotta della Duchessa vedova di Kent, fu accolto dal silenzio della diretta interessata e con sgomento dalla Principessa Vittoria tanto che si chiuse le orecchie con le mani e certamente contribuì all'opinione che ella scrisse dello zio come di:"Un buon uomo, sebbene eccentrico e singolare"[82].

Nell'aprile dell'anno seguente, morì di parto la maggiore delle figlie illegittime del sovrano, Sophia, Lady de L'Isle, fatto che indebolì la precaria salute di Guglielmo, già compromessa dai disastrosi rapporti tra il sovrano stesso ed il suo figlio primogenito (anch'egli illegittimo), Giorgio, conte di Munster[83].

Morte e successione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo dieci giorni di agonia, accudito dalla moglie, Guglielmo IV morì d'infarto alle prime ore del 20 giugno 1837 al Castello di Windsor, dove venne anche sepolto[84]; lasciò gran parte dei suoi averi ai figli illegittimi sopravvissuti[85].

Non avendo avuto figli legittimi sopravvissutigli, alla sua morte la corona passò alla nipote Principessa Vittoria di Kent, unica figlia Di Edoardo, duca di Kent, fratello minore del re, la quale aveva da pochi giorni raggiunto la maggiore età (in cui avrebbe potuto governare personalmente senza l'ausilio di un reggente). L'Hannover, invece, in cui era vigente la Legge Salica, passò al fratello di Guglielmo IV, Ernesto Augusto, Duca di Cumberland: si realizzò così la separazione tra le corone di Hannover ed Inghilterra, unite sin dal 1714.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma personale del principe Guglielmo, duca di Clarence e St Andrews (1789-1830).

Guglielmo IV ebbe, come si è detto, due sole figlie femmine legittime avute dalla consorte:

Dalla propria amante, Dorothea Bland (detta Miss Jordan), ebbe i seguenti figli che vennero sempre considerati illegittimi pur ricevendo nobilitazione dal padre:

  • George FitzClarence, I conte di Munster;
  • Henry FitzClarence;
  • Sophia Sidney, baronessa De L'Isle and Dudley;
  • Lady Mary Fox;
  • Lord Frederick FitzClarence;
  • Elizabeth Hay, contessa di Erroll;
  • Lord Adolphus FitzClarence;
  • Lady Augusta Kennedy-Erskine;
  • Lord Augustus FitzClarence;
  • Amelia Cary, viscontessa di Falkland.

Da Elizabeth Hay (nata Fitzclarence) discende Alexander Duff, I duca di Fife, marito della Principessa Luisa, nipote della regina Vittoria ed il primo ministro David Cameron.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo IV d'Inghilterra Padre:
Giorgio III d'Inghilterra
Nonno paterno:
Federico di Hannover
Bisnonno paterno:
Giorgio II d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Eleonora Erdmuthe di Sassonia-Eisenach
Nonna paterna:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno paterno:
Federico II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Federico I di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Maddalena Sibilla di Sassonia-Weissenfels
Bisnonna paterna:
Maddalena Augusta di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Carlo Guglielmo di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Sofia di Sassonia-Weissenfels
Madre:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Nonno materno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonno materno:
Adolfo Federico II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Adolfo Federico I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna materna:
Maria Caterina di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Cristiana Emilia di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonno materno:
Cristiano Guglielmo di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonna materna:
Antonia Sibilla di Barby-Muhlingen
Nonna materna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Bisnonno materno:
Ernesto Federico I di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Ernesto di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonna materna:
Sofia Enrichetta di Waldeck
Bisnonna materna:
Sofia Albertina di Erbach-Erbach
Trisnonno materno:
Giorgio I di Erbach-Erbach
Trisnonna materna:
Amalia Caterina di Waldeck-Eisenberg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Guglielmo IV
Stemma
Re del Regno Unito e Re di Hannover
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
21 agosto 1765 – 16 maggio 1789: Sua Altezza Reale il principe Guglielmo Enrico
16 maggio 1789 - 26 giugno 1830: Sua Altezza Reale il Duca di Clarence e St Andrews
26 giugno 1830 - 20 giugno 1837: Sua Maestà il Re
I trattamenti d'onore

Onorificenze inglesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 1782
Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine del Cardo
— 1770
Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Ordine Reale Guelfo

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna)

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Philip Ziegler, King William IV, Londra, Collins, 1971, ISBN 978-0-00-211934-4.

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