Gratosoglio

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Coordinate: 45°24′31″N 9°10′18″E / 45.408544°N 9.171782°E / 45.408544; 9.171782 Gratosoglio (Grattasoeuj in dialetto milanese[1]) è un quartiere di Milano, appartenente alla zona di decentramento 5.

Si trova all'estremo sud della città, al confine con il comune di Rozzano.

Indice

[modifica] Storia

Originariamente villaggio a vocazione agricola lungo il fiume Lambro meridionale, apparteneva ai Corpi Santi. Gratosoglio oggi è un quartiere molto popolare, che sorge intorno ad un asse centrale costituito da via dei Missaglia. Occupa una superficie di 422.000 m2 ed ospita 9.838 abitanti[2].

Il quartiere è nato nei primi anni sessanta su iniziativa dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Milano, in collaborazione col comune di Milano, in un periodo in cui vi era forte richiesta di alloggi popolari per la grande pressione migratoria dei lavoratori che dalle regioni del sud Italia venivano a lavorare nelle industrie del Nord. Il piano quadriennale dal 1962 al 1965 prevedeva l'edificazione di 21.000 alloggi. Impiegando per la prima volta in modo massiccio le tecniche di costruzione con materiali prefabbricati, vennero realizzati 52 edifici di 9 piani (di lunghezza variabile tra i 50 ed i 90 metri) e, circa un decennio dopo, 8 torri di 16 piani, alte 56 metri (le famose "Torri Bianche" progettate dal famoso studio di architettura BBPR).

Nonostante le problematiche strutturali e logistiche iniziali (pavimentazione dei marciapiedi posticcia, collegamenti pubblici con il centro di Milano precaria, negozi alimentari carenti, ecc.) fino a metà anni '70, il quartiere ebbe una vivacissima vitalità sociale grazie a iniziative di gruppi di famiglie che organizzavano gare, tavolate, e feste in ogni parte.

Un ruolo importantissimo fu svolto dall'attivissima Chiesa: la parrocchia di S.Barnaba gestita laboriosamente da don Ernesto Prina (Varese, 1 gennaio 1940 - Varese, 7 aprile 2011) e da don Alberto Nordi (†), posta al centro del quartiere e base per tantissimi eventi culturali e sportivi. Anche le organizzazioni sindacali diedero un solido appoggio nel superamento dei vari problemi del nuovo quartiere.

Inoltre il quartiere si caratterizzò per la presenza di molti spazi verdi, molte strutture sportive ad uso pubblico e di strutture scolastiche sperimentali di primissimo ordine (con mense scolastiche, palestre, piscine e laboratori). Purtroppo con la crisi economica di metà anni '70, con l'evoluzione anagrafica degli abitanti che portò la maggior parte di essi a frequentare maggiormente il centro di Milano, con l'esplosione del problema droga e malavita locale, l'iniziale vivibilità scomparve e trasformò, per molto tempo, Gratosoglio in un tipico "quartiere dormitorio", emarginato dal resto della città e con un tessuto sociale deteriorato nonostante tutte le promesse delle amministrazioni succedutesi negli ultimi 20 anni. Attualmente è in corso un turn-over degli abitanti per motivi anagrafici, i primi abitanti, oggi molto anziani, lasciano il posto a famiglie che, spesso, arrivano da paesi stranieri. Da qualche tempo sono in atto iniziative tese a fornire luoghi di aggregazione e di vita sociale meno alienata. La maggior parte dei palazzi sono stati restaurati in modo radicale e il rinnovamento sarà esteso a tutto il quartiere. Oggi non può più essere considerato un quartiere degradato, nonostante il pensare comune, in quanto è un quartiere per la maggior parte residenziale (si prendano in considerazione "Le Terrazze" e il complesso di via Guido de Ruggiero e via Minerbi, con parchi giochi, percorsi per jogging, aree verdi e strade pedonali).

Dal 2007 all'interno del quartiere è attivo un teatro, il "Teatro Ringhiera", presso il centro civico di via Boifava[3].

[modifica] Trasporti

Nel quartiere sono presenti le linee tranviarie 3 e 15 e la linea automobilistica 79. Il quartiere, dal 2005, è più legato al resto della città grazie all'estensione della linea M2 (verde) della metropolitana fino alla vicina piazza Abbiategrasso.

[modifica] Bibliografia

  • Achille Barzaghi, Gratosoglio. Vicende storiche di Gratum Solium dalle origini al 2000, Barzago, Ed. Marna, 2004 - ISBN 88-7203-220-2
  • Enrico Sartoni, San Barnaba al Gratosoglio, in I Vallombrosani in Lombardia (XI-XVIII secolo), A cura di F. Salvestrini, Milano-Lecco: ERSAF, 2011, pp. 55-65
  • Gianfranco Radice, La parrocchia milanese di Ronchetto, Ronchettino e Ronchettone voluta da san Carlo e matrice in Gratosoglio di Santa Maria Madre della Chiesa : storia di tre Ronchetti o Ronchetto delle Rane nei corpi santi di Milano, Milano, Officine grafiche Garzanti, 1985

[modifica] Note

  1. ^ Informazione presa dal libro A Milano si dice così di Eugenio Restelli, ed. Libreria Milanese
  2. ^ Dati desunti da: "Gratosoglio - Contratto di Quartiere II - Allegati tecnici (Relazione programmatica Gratosoglio)", pp. 16 ss. (testo in pdf)
  3. ^ "Teatro Ringhiera, 240 posti al Gratosoglio", Corriere della Sera 23 ottobre 2007, p. 19 archivio storico online

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