Gragnano

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Gragnano
comune
Gragnano – Stemma
La Chiesa di Santa Maria dell'Assunta nella frazione Castello
La Chiesa di Santa Maria dell'Assunta nella frazione Castello
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Napoli – stemma Napoli
Sindaco Commissario straordinario ex artt. 143-144 d.lgs. 267/2000 per infiltrazioni mafiose[1] dr. Salvatore LA ROSA - prefetto a riposo; dr.ssa Rosalia MAZZA - viceprefetto; dr. Francesco GRECO - funzionario economico finanziario. dal Marzo 2012
Territorio
Coordinate 40°41′0″N 14°31′0″E / 40.68333°N 14.51667°E / 40.68333; 14.51667 (Gragnano)Coordinate: 40°41′0″N 14°31′0″E / 40.68333°N 14.51667°E / 40.68333; 14.51667 (Gragnano)
Altitudine 141 m s.l.m.
Superficie 14,56 km²
Abitanti 29 719[2] (31-12-2010)
Densità 2 041,14 ab./km²
Frazioni Aurano, Caprile, Castello, Sigliano, Iuvani, San Nicola Dei Miri
Comuni confinanti Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Lettere, Pimonte, Ravello (SA), Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scala (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 80054
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063035
Cod. catastale E131
Targa NA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti gragnanesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Gragnano è posizionata in Italia
Gragnano
Sito istituzionale

Gragnano è un comune italiano di 29.771 abitanti della provincia di Napoli in Campania. E' conosciuta a livello europeo come la Città della Pasta. In Italia è infatti la città che produce ed esporta la maggior quantità di pasta, soprattutto maccheroni.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Situato ai piedi dei Monti Lattari, in una posizione strategica per quanto concerne l'avvistamento.

[modifica] Storia

[modifica] Le origini e il periodo romano

I primi insediamenti che diventeranno poi Gragnano risalgono al I secolo a.C., quando qui abitava l'antica popolazione italica degli Oschi, che parlavano appunto la lingua osca.
Nell'89 a.C. si assiste alla nascita del primo nucleo urbano vero e proprio. Arrivò il console Lucio Cornelio Silla per domare la rivolta della vicina città di Stabia. Silla eresse in territorio gragnanese una fortificazione, l'"oppidum sillanum" da cui deriva l'attuale Sigliano. I rivoltosi stabiani si rifugiarono a Gragnano dando vita a un centro urbano che venne chiamato "granianum", nome probabilmente derivato dalla gens Grania che qui aveva possedimenti. L'economia del piccolo centro era un'economia agricola. I ritrovamenti di antiche ville romane ci dimostrano che la popolazione era dedita all'agricoltura, in particolare alla coltivazione dell'olivo, della vite, del frumento e della frutta. Nelle località alte, la popolazione si dedicava all'allevamento e alla caccia, grazie alla selvaggina che abbondava nelle fitte foreste montane. Nel 79 d.C. Gragnano fu nuovamente meta di emigranti. La catastrofica eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, Ercolano e Stabiae spinse molti stabiesi a rifugiarsi nel piccolo centro allargando così il nucleo urbano.

[modifica] Dalle invasioni barbariche al Regno d'Italia

Il periodo che va dal V al X secolo d.C., epoca successiva al crollo dell'impero romano, è molto travagliato. I gragnanesi, come molte altre popolazioni dell'impero, per difendersi dai continui attacchi delle popolazioni barbariche, si rifugiarono sulle montagne dove costruirono le fortificazioni di Castello e di Aurano. Nel X secolo il territorio venne annesso pacificamente, tramite accordi alla repubblica marinara di Amalfi che si munì del castello di Lettere e di Gragnano per difendersi le spalle. Il castello di Gragnano, munito di tre cinta di mura costituiva, con il castello di Pino, il castello di Lettere, la torre Massi, nell'omonimo fondo ad Aurano ed il castello di Pimonte il baluardo difensivo verso nord del ducato amalfitano. Così Gragnano cadde nel 1131 nelle mani dei normanni. Il ducato di Amalfi, Gragnano compresa, cadde poi nelle mani del Principato di Salerno. La cittadina fu continuamente saccheggiata e fino all'ascesa al trono di Napoli di Guglielmo II, sopravvisse come regio demanio. Dopo questo per Gragnano cominciò un periodo di prosperità economica, caratterizzato dalla nascita dei primi pastifici, periodo che non mancò di catastrofi, come l'epidemia di colera del 1656 e i terremoti del 1684 e 1694,che provocarono molti morti e ingenti danni.

[modifica] Dal Regno d'Italia ai giorni nostri

Nel 1861 Gragnano, a seguito della sconfitta del Regno delle Due Sicilie, dovette passare sotto il controllo del sabaudo Regno d'Italia. Come in tutto il territorio del regno napoletano tra il 1861 e il 1969, anche qui si verificarono molti episodi del cosiddetto brigantaggio. I briganti (che erano in realtà partigiani del Re Francesco II di Borbone e strenui oppositori del nuovo regno dei Savoia) infatti si rifugiavano sulle montagne circostanti per scampare all'esercito piemontese. Gli anni della prima guerra mondiale misero in crisi l'economia locale e la cittadina ebbe 300 caduti per la patria. La seconda guerra mondiale fu altrettanto catastrofica. Gragnano fu pesantemente bombardata dagli alleati, che distrussero Piazza Trivione e San Vito. Anche il dopoguerra fu un periodo difficile. La situazione di generale arretratezza del Meridione colpì anche la cittadina. Molte attività economiche, come i pastifici, chiusero e molti gragnanesi furono costretti ad emigrare al nord in cerca di lavoro. Nonostante ciò la popolazione continuò a crescere e il boom demografico portò Gragnano da piccolo centro agricolo qual era alla cittadina attuale di circa 30mila abitanti. L'urbanizzazione che incalza dagli anni settanta in poi riguarda tutto il territorio comunale e in particolare l'area di Via Castellammare. Il 1980 fu un anno importante: la frazione di Santa Maria la Carità si staccò diventando un comune autonomo, mentre il 23 novembre dello stesso anno Gragnano venne colpita dal Terremoto dell'Irpinia che provocò ingenti danni.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Sul territorio sono presenti mura di cinta, cinque torri e due porte che testimoniano l'antichità di questa città. Tali ruderi fanno risalire ad un castello risalente alla fine del XII secolo secondo alcuni. È presente anche l'unico arco napoleonico di tutta la Campania, sito in via Quarantola.

Da visitare il famoso artistico presepe situato nella valle dei mulini, realizzato dalla passione e all'ingegno degli artigiani locali i quali, spinti dall'amore per la tradizione natalizia, hanno dato vita al primo presepio nel lontano 1969. Il presepio allora, ubicato in una posizione e area del paese dall'ambiente rurale, contribuì a dare un tocco realistico al complesso.

La chiesa di Santa Maria dell'Assunta, ex sede dell'arcipretura ove è conservata un'antica scultura romanica, la Chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa collegiata del Corpus Domini, la Parrocchia di Sant'Erasmo e la Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Sebastiano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Economia

[modifica] Gragnano città della Pasta

La produzione della pasta, in particolare dei "maccaroni", che ha reso famosa Gragnano nel mondo, risale alla fine del XVI secolo quando compaiono i primi pastifici a conduzione familiare. Gragnano era allora già famosa per la produzione dei tessuti (da qui piazza Aubry deve il nome popolare di "piazza Conceria"). La produzione dei maccaroni diventò veramente importante solo a partire dalla metà del XVII secolo quando la maggior parte dei gragnanesi si dedicò alla produzione della pasta. La produzione dell'"oro bianco" era ed è favorita da particolari condizioni climatiche, come una leggera aria umida che permette la lenta essiccazione dei maccaroni. L'industria pastaia venne aiutata da ben 30 mulini ad acqua, i ruderi di alcuni di questi si possono ammirare nella "Valle dei Mulini". Intanto il settore dell'industria tessile entrava in crisi e chiuse definitivamente nel 1783 per una morìa dei bachi che bloccò la produzione della seta. Da allora i gragnanesi si dedicarono alla "manifattura della pasta". L'epoca d'oro della pasta di Gragnano è l'Ottocento. In questo secolo sorsero grandi pastifici a conduzione non familiare lungo via Roma e piazza Trivione che diventarono così il centro di Gragnano. I pastifici infatti esponevano i maccheroni ad essiccare proprio in queste strade. La produzione dei maccaroni non rallentò dopo l'Unificazione, anzi. Dopo il 1861 i pastifici gragnanesi si aprirono ai mercati di città come Torino, Firenze e Milano. La produzione della pasta raggiunse quindi l'apice. Gragnano addirittura ottenne l'apertura di una stazione ferroviaria per l'esportazione dei maccheroni che collegava Gragnano a Napoli e quindi all'intero Paese. Il 12 maggio 1885, all'inaugurazione erano presenti nientemeno che il re Umberto I e sua moglie, la regina Margherita di Savoia. Successivamente i pastifici si ammodernarono. Arrivò l'energia elettrica e con questa i moderni macchinari che sostituirono gli antichi torchi azionati a mano. Il Novecento fu però un secolo difficile per la città della pasta. Le due Guerre Mondiali fecero entrare in crisi la produzione della pasta gragnanese che nel Dopoguerra dovette affrontare la concorrenza dei grandi pastifici del Nord Italia, che disponevano di capitali maggiori. Il terremoto del 1980 aggravò la situazione e ridusse il numero di pastifici a sole 8 unità. Nonostante i tanti problemi, Gragnano continua a essere la città della pasta. Oggi i pastifici puntano ad una produzione di qualità e propongono itinerari turistici alla scoperta della produzione di quella pasta che ha reso Gragnano famosa in tutto il mondo.

[modifica] Gragnano città del vino

Gragnano è anche famosa per la produzione di vino. Il più conosciuto è senz'altro il Gragnano DOC.

[modifica] Gragnano città dei tessuti

Gragnano vanta anche una produzione di tessuti, in particolar modo di costumi da bagno. I costumi, che ammontano a circa il 20% della produzione nazionale, vengono prodotti in piccoli laboratori artigianali a conduzione familiare sparsi sul territorio comunale.

[modifica] Gragnano città del panuozzo

Il panuozzo è la più recente tra le tradizioni di Gragnano, esso è una specialità alimentare nata nella metà degli anni ottanta e si colloca tra i prodotti da forno. In quel periodo a Gragnano si contavano meno di 10 pizzerie, che, con l'avvento della novità gastronomica, quindi con un aumento vertiginoso della clientela proveniente da tutta l'area circostante della Provincia di Napoli, ma non solo, in appena due decenni hanno superato le 50 unità di numero. Grande aiuto ed impulso allo sviluppo economico in questo campo della ristorazione è stata l'annuale “Sagra del Panuozzo” che dal 1996 è stata organizzata per più anni consecutivi.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

  • Aurano: piccola frazione di Gragnano confinante con il comune di Casola di Napoli.
  • Caprile: da questa frazione è nato l'odierno comune di Gragnano, sorge ad un'altitudine piuttosto alta (180 m s.l.m.).
  • Castello: nota per la sua vegetazione, questa frazione conta anche due contrade: San Giacomo e Forma.
  • Juvani: la strada più importante su cui si arrampica il centro abitato è via Aiellara. Questa frazione confina con Franche, frazione di Pimonte.
  • San Nicola dei Miri: qui si trova la chiesa della Madonna del Carmine ed è la frazione più vicina al centro di Gragnano. Conta anche un rione: Rione del Carmine.

[modifica] Località

Le principali località del comune di Gragnano sono:

  • via Vittorio Veneto
  • via Roma
  • Piazza G. Marconi (cd Piazza San Leone)
  • piazza Matteotti (cd piazza trivione)
  • piazza Aubrì
  • via Ponte Carmiano
  • via Ponte Trivione
  • via Saletta
  • via Sigliano e Strada Statale per Agerola
  • via Madonna Delle Grazie
  • Parco Imperiale

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade ed autostrade

Gragnano non ha svincoli autostradali, ma soltanto uno svincolo sulla statale Sorrentina. Tale svincolo permette di raggiungere Castellammare di Stabia, Sorrento e la Costiera Amalfitana. È però possibile accedere nella città tramite l'autostrada A1 o A3, svoltando all'uscita di Castellammare di Stabia o eventualmente a quella di Angri, per poi procedere alla traversata di Sant'Antonio Abate e vedere poi Gragnano.

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione di Gragnano e Stazione di Madonna delle Grazie.

Gragnano è raggiunta dalla ferrovia Torre Annunziata - Castellammare di Stabia - Gragnano, della quale è capolinea: la stazione di trova al centro della città, anche se il traffico passeggeri è molto scarso. Un'altra stazione, sempre sulla stessa linea si trova al confine con Castellammare di Stabia e prende il nome di "Madonna delle Grazie".

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Commissario straordinario ex artt. 143-144 d.lgs. 267/2000 per infiltrazioni mafiose[1] dr. Salvatore LA ROSA - prefetto a riposo; dr.ssa Rosalia MAZZA - viceprefetto; dr. Francesco GRECO - funzionario economico finanziario. dal Marzo 2012

[modifica] Personalità legate a Gragnano

[modifica] Note

  1. ^ a b In un solo giorno il Consiglio dei ministri scioglie sette comuni per mafia. Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2012. URL consultato il 23 marzo 2012.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV. Gragnano dei Maccheroni - Profilo storico - 1963
  • AA. VV. Gragnano “Un paese …. Una storia” - Scuola Media A. Roncalli - 1999
  • AA. VV. Gragnano tra luci e colori - Rassegna d'arte contemporanea - 1989
  • AA. VV. Un paradiso per tutti - La Valle dei Mulini di Gragnano - TCE - 2000
  • AA. VV. Pianeta Bianco - 1998
  • Camardo Domenico - Esposito Matilde. Le frontiere di Amalfi - Eidos - 1995
  • Celoro Parascandolo Giovanni. L'Incoronata di Gragnano
  • Del Gaudio Carlo. Enoparemioteca e Macaparemioteca Gragnanese - 1996
  • Del Gaudio Carlo. Gragnano tra fede e tradizioni religiose. Pro Loc.o
  • Del Gaudio Carlo e Maria. Gragnano: Maccaronaro, stracciaculo e lupo mannaro - 2001
  • Di Capua Francesco. Le tre chiese dei castra medioevali di Lettere, Gragnano e Pino - 1955
  • Di Massa Giuseppe. Gragnano Città dei Maccheroni - Raccolta di brochures
  • Di Massa Giuseppe. Il territorio antico di Gragnano e l'Ager Stabianus - Eidos
  • Di Massa Giuseppe. Il Carmine di Gragnano - 2003
  • Di Massa Giuseppe. Le Chiese di Santa Maria ad Nives, Sant'Agostino e il Convento degli Agostiniani scalzi
  • Di Massa Giuseppe. Una rivoluzione non solo napoletana - Gragnano. Bicentenario della Repubblica del 1799
  • Di Massa Giuseppe. L'Arte negata - Il patrimonio artistico trafugato a Gragnano e Monti Lattari - 2007
  • Di Massa Giuseppe. La chiesa e il Monastero di San Nicola dei Miri a Gragnano - Eidos. 2007
  • Di Massa Giuseppe. Gragnano, The ancient Stabiae territory (traduzione di Angelo Pesce) - Eidos. 2005
  • Di Massa Giuseppe. Santa Maria La Carità. trenta Anni di Autonomia. Tremila anni di Storia. Nicola Longobardi editore, 2008.
  • Di Palma Carolina. Il dissesto idrogeologico dei Monti Lattari - 2004
  • Gargiulo P. - Quintavalle L. L'industri della pastificazione a Torre Annunziata e Gragnano - In Manifatture in Campania. Dalla produzione artigiana alla grande industria. (pag. 152 - 224) - Guida, Napoli - 1983
  • Ferraro Luigi. La chiesa di Santa Maria Assunta a Castello e il borgo medioevale
  • Fiorenza Pierluigi. Gragnano, l'arte della pasta - 2001
  • Fusco Roberto. Pagine di storia viste dalla parte degli sconfitti. Ovvero: La pasta, evoluzione di una lotta - 1989
  • Improta Giuseppe. Bernardo della Torre, vescovo di Lettere e Gragnano e la Rivoluzione Napoletana del 1799
  • Liguori Alfonso. Gragnano. Memorie Archeologiche e storiche. Pompei - 1955
  • Liguori Francesco Saverio. Cenni storico descrittivi della città di Gragnano e luoghi circonvicini - Napoli, Spinelli - 1863
  • Liguori Armando …. dimane …. cchiù ‘e notte - Bocasud - 1996
  • Lonbardi Nicolò. La ciucceide
  • Porrone Mario. Gragnano e il suo paesaggio negli acquerelli di Enzo Campanino - 1981
  • Malafronte Luigi. La chiesa colleggiata del Corpus Domini - Gragnano - 1987
  • Ranieri Camillo. Relazione sul funesto avvenimento del 21 gennaio 1841
  • Ruggiero Anna. La chiesa del Corpus Domini di Gragnano - Eidos - 2000
  • Ruggiero Maria. Le Associazioni cattoliche nella Diocesi Stabiana dal 1928 al 1948.
  • Scala Raffaele. La Camera del Lavoro di Gragnano. 1909 - 2009. Appunti per una storia socio politica della città - Nicola Longobardi Editore, 2010
  • Sorrentino Gerardo - Marino Ernesto Marino. La Certosa di San Giacomo di Pizzauto e il Feudo di Cancelleria -
  • Tirelli Adele. La chiesa di San Giovanni Battista a Gragnano - Eidos - 2001
  • Vitale Michele. Contributo alla storia dai libri parrocchiali dell'antico casale di Sigliano - Eidos

[modifica] Voci correlate

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