Gordon Lett

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« Pochi documenti come il libro del Maggiore inglese Lett dimostrano che fra i due paesi ci può essere un'amicizia profonda e senza retorica »
(Corriere della Sera, 7 maggio 1958)

Gordon Lett (...) è stato un ufficiale britannico. Ha contribuito alla Resistenza Italiana fondando il Battaglione Internazionale, operativo in Lunigiana e nei territori occupati a ridosso della Linea Gotica occidentale.

Indice

[modifica] Biografia

Il maggiore Gordon Lett, ufficiale del East Surrey Regiment che venne catturato dalle forze dell'Asse a Tobruk e condotto in Italia. Venne liberato dal campo di prigionia con altri militari britannici e insieme a loro e a tre cittadini polacchi, in fuga dai lavori forzati nell'Organizzazione Todt, si diresse verso la costa, col proposito di aiutare lo sbarco alleato. I programmi cambiarono però dopo un incontro con un rappresentante del Comitato di Liberazione di Genova, che suggerì la creazione di una brigata internazionale di appoggio alla Resistenza[1].

[modifica] Il battaglione Internazionale

Il Battaglione Internazionale venne formato a Rossano di Zeri e in breve crebbe, accentuando il suo carattere cosmopolita con l'aggregazione di due jugoslavi, un somalo e un peruviano, scappati da una nave nel Porto della Spezia[2]. Nuove truppe, formate da soldati ed ex-prigionieri, si unirono in seguito al Battaglione, che veniva chiamato "gruppo del maggiore inglese"[3], e l'arrivo di due apparecchi radiofonici consentì di stabilire un ponte radio diretto col Comando alleato.

La popolarità di Lett aumentò progressivamente e, malgrado la taglia di 5.000 lire per la cattura di un soldato alleato, nessuno lo tradì[4]. Il suo carisma ne fece un'autorità riconosciuta da tutta la popolazione della valle, tanto da essere chiamato a risolvere le dispute private.

Nel suo libro Rossano, an adventure of the Italian Resistance, il Maggiore Lett ricorda di essere stato interpellato direttamente dal vescovo di Pontremoli affinché si facesse tramite col comando alleato ed evitasse il bombardamento della città e di aver risposto che la sua intercessione avrebbe avuto maggiore effetto se accompagnata da informazioni esaustive sulla presenza delle forze naziste nell'area. Il vescovo si disse impossibilitato a fornire questi dati ma a breve Lett ricevette una lista con la precisa dislocazione delle truppe tedesche, casualmente ritrovata sotto un albero, che consentì di risparmiare ai paesi del pontremolese gran parte dei bombardamenti[5].

[modifica] Opere

  • Io so cosa vuol dire partigiano, Zappa, Sarzana, 1992
  • Rossano, an adventure of the Italian Resistance, Hodder & Stoughton, Londra, 1955 (pubblicato in italiano nel 1958 dalle Edizione librarie di Milano col titolo Rossano)
  • Vallata in fiamme, Artigianelli, Pontremoli, 1949 (scritto con lo pseudonimo Lewis Ross, traduzione di Alfredo Rizzardi)

[modifica] Note

  1. ^ Undercover, pag.187
  2. ^ Undercover, pag.187
  3. ^ Cronache militari della Resistenza in Liguria, pag.155
  4. ^ Undercover, pag.187
  5. ^ Undercover, pag.188

[modifica] Bibliografia

  • Giorgio Gimelli, Cronache militari della Resistenza in Liguria, Pubblicato da Istituto storico della Resistenza in Liguria, Genova, 1965
  • Patrick Howarth, Undercover. The men and women of the Special Operations Executive, Routledge, 1980, ISBN 0710005733
  • Massimo De Leonardis, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia (1943-1945), Edizioni scientifiche italiane, 1988
  • Gianni Perona, Formazioni autonome nella Resistenza: documenti, Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, Franco Angeli, 1996
  • Giorgio Gimelli e Franco Gimelli, La Resistenza in Liguria: cronache militari e documenti, Carocci, 2005, ISBN 8843033735.
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