Giuseppe Virnicchi

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Giuseppe Virnicchi (Napoli, 2 febbraio 1910Recanati, 7 agosto 1996) è stato un ornitologo e zoologo italiano.

Figlio di Achille e di Maria Cotronei, terzo di cinque figli, si diploma al liceo classico e svolge il servizio militare a Trieste come sottotenente dell'esercito. Durante il soggiorno a Trieste con un colpo di testa giovanile contrae un matrimonio che termina dopo pochi mesi, ma che produrrà i suoi effetti legali per i successivi cinquan'anni.
Appassionato di zoologia e soprattutto di ornitologia, nel periodo degli studi si forma una cultura autodidatta lavorando come tassidermista presso il Museo di Storia Naturale di Napoli.
All'età di ventitré anni spinto dalla sua irrefrenabile voglia di avventure parte per l'Africa contro il parere dei genitori. Per pagarsi il viaggio lavora per sei mesi come operaio alla costruzione di strade in Somalia, poi appena riscattato il biglietto cerca miglior fortuna. Assunto dall'impresa di navigazione del barone Pallotta come commissario di bordo per alcuni anni percorre le coste Africane e degli altri Pesi affacciati sull'Oceano Indiano, continuando i suoi studi da autodidatta e notando le notevoli differenze tra la fauna del Madagascar e quella delle altre regioni vicine. In questo periodo collabora con il Coryndon Museum di Nairobi fornendo pelli di animali e segnatamente di uccelli, destinati all'esposizione nelle sale del museo.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene richiamato in servizio ed assegnato alla Milizia territoriale con una compagnia di 200 Ascari, con l'incarico di sorvegliare un tratto di frontiera.
Si distingue per atti di coraggio e per l'intraprendenza, ottenendo risultati citati in almeno due bollettini di guerra, la promozione a Tenente e la croce di Commendatore del Regno d'Italia. Ferito in combattimento, appena ristabilito riprende il servizio attivo.
Con la resa delle forze Italiane in Africa Orientale, piuttosto che consegnarsi prigioniero mette il libertà i suoi uomini e con un gruppo scelto di suoi fedelissimi si dà alla macchia per oltre un anno. Vani tutti i tentativi di catturarlo delle forze Belghe e Britanniche, finché vinto dall'amebiasi e dalla malaria si consegna spontaneamente ad un avamposto Belga ottenendo dal comandante l'onore delle armi, unico Italiano in Africa Orientale ad ottenere tale riconoscimento. Godendo della fiducia del comandante del campo ottiene una relativa libertà, e riprende la sua attività questa volta al servizio del British Museum, attività che continua anche al termine della guerra.
Risale lo Zambesi fino alle sorgenti e studia le differenze della fauna sui due lati della Rift Valley.
Scopre una nuova varietà di passeraceo del genere Astrilda, cui dà il nome di Astrilda Nonnula Virnicchi, citato nel "Catalogue of Birds in the British Museum". In questo periodo collabora anche con il dott. Leakey impegnato nelle sue ricerche nella gola di Olduvai in Tanzania. Rientra in Italia nel 1948 ormai creduto morto dalla famiglia. Con il fratello Armando avvia un allevamento di polli, che chiuderà nei primi anni '60 a causa della concorrenza dei prodotti senza dazi provenienti dai Paesi del Nord Europa per la nascente Comunità Europea. Conosce Anna Arciello, da cui ha il figlio Tommaso nel 1954, ma può regolarizzare l'unione solo nel 1986 dopo aver ottenuto finalmente il divorzio dalla prima moglie. Per alcuni anni si dedica al commercio di laterizi, poi di libri, fino all'età della pensione. Scrive le sue memorie, per il momento non pubblicate.