Giuseppe Maggiore

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Giuseppe Maggiore (Palermo, 27 luglio 1882Palermo, 23 marzo 1954) è stato un giurista e scrittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Avvocato e filosofo del diritto penale, fu allievo di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile e aderì al pensiero di quest'ultimo.[1] Ebbe la cattedra di filosofia del diritto prima all'Università di Perugia e poi in quella di Siena. Ottenne poi la cattedra di Diritto penale all'Università di Palermo.

Nel 1934 fu designato presidente della Provincia di Palermo, carica che mantenne fino al 1943. Fu anche consigliere d'amministrazione del Banco di Sicilia.

Fine letterato, fu segretario provinciale del Sindacato Autori. Dal 1935 al 1939 fu Commissario della Accademia di Scienze, Lettere e Arti.

Rettore dell'Università di Palermo nel biennio 1938-1939 [2], fu l'ultimo presidente nazionale dell'Istituto Nazionale di Cultura Fascista. Nel 1938 il suo nome comparve tra i 360 docenti universitari che aderirono al Manifesto della razza, premessa alle successive leggi razziali fasciste. Collaborò anche alla rivista La difesa della razza.[3]

Giuseppe Maggiore fu il fondatore della rinomata scuola penalistica palermitana, che avrà come eredi Giovanni Musotto e poi Antonio Pagliaro. La Facoltà di Giurisprudenza di Palermo ha istituito il premio "Giuseppe Maggiore" per la migliore tesi nelle discipline penalistiche di ogni anno accademico.

Del 1952 il suo romanzo più famoso, Sette e mezzo (1952), che racconta della Rivolta del sette e mezzo avvenuta a Palermo del 1866, ripubblicato da Flaccovio nel 1998.

[modifica] Opere

[modifica] Saggi

  • Saggi di filosofia giuridica (1914);
  • II diritto e il suo processo ideale (1916),
  • Filosofia del diritto (1921),
  • Un regime e un'epoca (1929),
  • L'ordinamento sindacale (1930),
  • Delimitazioni e sconfinamenti tra il diritto penale e gli altri rami del diritto (1935),
  • Imperialismo e impero fascista (1937),
  • Razza e fascismo (1939)
  • Principii di Diritto penale(1932-41).

[modifica] Romanzi

  • La vita apparente di un uomo vero (1926);
  • Gli occhi cangianti (1928),
  • Shiva maestro di danza (1930),
  • Due in una carne (1937),
  • Nazione e popolo: mito e realtà (1942)
  • Sette e mezzo (1952),

[modifica] Note

  1. ^ Comune di Palermo (2008). Archivo Bibliografico Comunale. URL consultato il 8 gennaio 2009.
  2. ^ Annuario dei Rettori della Università di Palermo
  3. ^ Valentina Pisanty, Ma cos'è questa razza?, Gruppo Editoriale Motta, 2003.. URL consultato il 8 gennaio 2008.

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore Rettore Università degli Studi di Palermo Successore Stemma Università Palermo.jpg
Gioacchino Scaduto 1938 - 1939 Nicola Leotta
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