Giuseppe D'Urso (ingegnere)
Giuseppe D'Urso (... – Catania, 16 giugno 1996) è stato un ingegnere italiano, docente universitario catanese, Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica per la Sicilia (INU), fondatore della storica Associazione “I Siciliani“ e esponente del movimento antimafia, è ricordato per le sue prime denunce al CSM e alle massime cariche dello Stato contro la mafia, e quel sistema di potere che egli definì col termine «massomafia»[1].
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[modifica] Impegno civile
A partire dagli anni sessanta, D'Urso studiò gli investimenti di capitali in grandi operazioni immobiliari, soprattutto acquisti di terreni e costruzioni di opere pubbliche, e rivelò «le interconnessioni fra mafia, massoneria e sistema giudiziario, quale collante del controllo politico-economico-mafioso del territorio», redigendo documentati dossier sugli appalti pubblici pilotati, le irregolarità amministrative e gli abusi edilizi, fatti pervenire al CSM e all’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini[2].
D'Urso, affermava che «le mafie non sono solo una patologia tipica delle Regioni del Sud Italia, ma un vero e proprio 'braccio armato' di un regime di malaffare, un 'male endemico' diffuso e istituzionalizzato, protetto e organizzato su basi ben precise, espressione di una parte consistente della classe dirigente locale e nazionale», secondo le parole del sociologo milanese Pietro Palau Giovannetti[3], e la testimonianza di Claudio Fava.
[modifica] I Siciliani
Nell'autunno 1984, D'Urso fondò l'Associazione «I Siciliani» (in continuazione con il giornale di Giuseppe Fava che era stato assassinato)[4], di cui fu presidente. L'Associazione si radicò rapidamente ed acquistò peso ed influenza in tutta Italia[5]. Insieme al Coordinamento Antimafia di Palermo e al Centro Peppino Impastato, godette della collaborazione di studiosi e magistrati, come il prof. Franco Cazzola e il giudice Giambattista Scidà, ma anche di religiosi e persone comuni.
Nel 1990, D'Urso sostenne la nascita del Movimento la Rete.
[modifica] Note
- ^ avvocatisenzafrontiere.it; peacelink.it
- ^ girodivite.it; sottovoce.it; claudiofava.it
- ^ Giovannetti, presidente dell’Associazione antimafia e anticorruzione Movimento per la Giustizia Robin Hood e della rete «Avvocati senza Frontiere», in «Massomafia: "Mi dicevano di lasciar perdere". In onore di Giuseppe D’Urso» (vd. avvocatisenzafrontiere.it).
- ^ eymerich.com
- ^ lastoriasiamonoi.rai.it; ilsussidiario.net
[modifica] Bibliografia
- Massomafia. Il teorema. Mi dicevano di lasciar perdere, I Siciliani settimanale, 19.3.86
- Claudio Fava, La mafia comanda a Catania, Laterza, Roma-Bari 1991
- Luciano Violante, Non è la piovra. Dodici tesi sulle mafie italiane, Einaudi, Torino, 1994
- Peppe Sini, peacelink.it Esempi per una cultura antimafia
- Claudio Fava, La Procura di Catania può saltare in aria, I Siciliani, febbraio 1983
[modifica] Collegamenti esterni
- Esempi per una cultura antimafia: Giuseppe D'Urso in peacelink.it
- Giambattista Scidà, Il caso Catania, memoriale sul trentennio catanese 1981-2011 (supplemento telematico a i Cordai, Reg. Trib. Catania, 6/10/2006, nº 26, febbraio 2011).
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