Giuseppe Bravin
Giuseppe Bravin (Torino, 19 settembre 1922 – Torino, 22 luglio 1944) è stato un partigiano italiano, insignito della Medaglia d'argento al valor militare.
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[modifica] Cenni biografici
È stato un operaio presso la FIAT di Torino e sin da ragazzo fu un attivo antifascista. Dopo l'8 settembre 1943, data in cui venne annunciato l'Armistizio di Cassibile, entrò nella Resistenza torinese. Dopo poco si arruolò nei GAP di Giovanni Pesce.
Il battesimo del fuoco avvenne il 15 febbraio del 1944 quando i gappisti attaccarono il comando SS nell'hotel Genova uccidendo tre ufficiali nazisti. In vista degli scioperi di marzo, dopo aver eliminato un repubblichino di guardia, fece saltare gli scambi della rimessa tranviaria di via Biella. Durante lo sciopero generale, Bravin e i suoi mettono fuori uso la centrale che alimentava l'intera rete tranviaria di Torino Nord. Il 18 marzo in un agguato in piazza Paleocapa uccise una decina di fascisti; il 31 partecipa ad un'azione in cui fu eliminato un gerarca fascista; il 29 aprile ci fu l'attacco al Comando della Milizia forestale con relativa eliminazione di tre ufficiali nazisti, di un sottufficiale e di un milite.
Il 17 maggio 1944, insieme ai compagni Pesce, Di Nanni e Valentino, effettua un attacco ad una stazione radio sulla Stura, che disturbava tra l'altro le comunicazioni di Radio Londra; prima di farla saltare disarmano e graziano i nove militi che la presidiavano con la promessa che non avrebbero dato l'allarme. I gappisti tuttavia vengono traditi e sono sorpresi da un intero reparto nemico. Nello scontro vengono tutti feriti, Bravin e Valentino vengono catturati mentre Pesce riesce a portare momentaneamente in salvo Di Nanni, che morirà eroicamente il giorno seguente.
Restò nelle mani dei fascisti per quasi due mesi, fu ripetutamente sottoposto a torture affinché rivelasse i nomi dei membri dell'organizzazione gappista ma nonostante le sevizie non rivelò niente. Il 22 luglio, a Barriera di Milano, fu impiccato; lo stesso giorno ma in corso Vinzaglio fu impiccato Valentino, catturato insieme a lui. Di Bravin rimangono inoltre le ultime lettere scritte alla madre prima di essere giustiziato.[1][2][3]
[modifica] Note
- ^ Giuseppe Bravin. ANPI
- ^ Dante Di Nanni. ANPI
- ^ "Senza tregua. La guerra dei GAP", Giovanni Pesce (Feltrinelli 1967, ristampato 2005)