Giuseppe Brancale

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Giuseppe Brancale (Sant'Arcangelo, 8 gennaio 1925Firenze, 15 maggio 1979) è stato uno scrittore italiano.

È stato autore di quattro romanzi, due editi due inediti, e di alcuni racconti, tutti ambientati in Basilicata, nella Valle dell'Agri, e anche di un saggio sulla questione meridionale. Il tema fondamentale è quello del ritorno (nei luoghi, sulla memoria, sulla storia) intrecciato alla dimensione della speranza.

I lavori lasciati da Brancale, quattro romanzi e una raccolta di racconti, pur essendo autonomi l'uno dall'altro, di fatto coprono la storia di due secoli: ‘800 e ‘900, con una puntata nell'età imperiale romana in Echi nella valle, pubblicato nel 1974 (Ed. Pellegrini; ristampa ed. Teorema): le vicende di Marco Laviano e Andrea Salinatore, discendenti di una stessa famiglia, in epoche diverse ma con la stessa ricerca che li condurrà, misteriosamente, dopo secoli, l'uno davanti all'altro. Per il libro il pittore Carlo Levi disegna il bozzetto di copertina. Echi nella valle, inoltre, ottiene il Premio della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Del 1977 è Lettere a Michele (Ed. Grafistampa). Il romanzo, dedicato al medico Michele Di Gese, rappresenta un testamento spirituale dello scrittore. In forma di lettere, l'autore cerca di raccontare all'amico, prima di un’annunciata partenza, quello che accade nel suo presente e l'incontro con il cantastorie Gargané, che è apparso, un giorno, nei pressi della radura a cantare e raccontare la storia del mondo.

[modifica] Vita e opere

Giuseppe Brancale nasce l'8 gennaio 1925 a Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza. È un ragazzo vivace, nato in una famiglia di artigiani. All'età di 15 anni decide di arruolarsi nella Marina Militare, a Napoli, in modo da mantenersi agli studi. Scoppia la seconda guerra mondiale è Giuseppe si ritrova presto imbarcato come radiotelegrafista.

Al termine della guerra, dopo un periodo di studi a Firenze, torna in Basilicata. Comincia a insegnare nelle scuole elementari. Nel frattempo pubblica un libro di poesie che considererà più avanti “un errore di gioventù”, tuttavia utile per desumere alcune notizie biografiche. Si esercita continuamente nella scrittura narrativa, sviluppando uno spiccato interesse per la ricerca storica.

Giuseppe Brancale partecipa anche alle lotte sociali legate alla questione meridionale. Gli anni sessanta sono la camera di gestazione in cui vengono concepiti quasi tutti gli spunti narrativi che Brancale porterà a maturazione negli anni settanta (compreso l'inedito Rinnegato, cominciato a Firenze nel secondo dopoguerra), quando la voglia di scrivere diventerà prevalente. In questi anni Brancale incontra più volte Carlo Levi, in particolare a Roma nell'agosto del ’71 e nel gennaio del ’72. In questa seconda occasione Brancale gli sottopone i propri scritti.

Nel 1973 si trasferisce con la famiglia a Firenze. Pubblica con l'editore Pellegrini di Cosenza il romanzo Echi nella valle (1974), per il quale Carlo Levi realizza la copertina. Il libro ottiene il Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ne uscirà anche un’edizione per le scuole (per i tipi di Teorema, Firenze). Riesce a condurre in porto un progetto narrativo e a pubblicare un ulteriore romanzo, Lettere a Michele, nel giugno 1977. Si ammala gravemente nel 1978. Mette mano nuovamente al dattiloscritto di un altro romanzo, Fantasmi che tornano. Muore il 15 maggio del 1979.

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