Giulio Natta
Giulio Natta (Porto Maurizio, 26 febbraio 1903 – Bergamo, 2 maggio 1979) è stato un ingegnere e accademico italiano. È stato insignito del premio Nobel per la chimica nel 1963.
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Biografia [modifica]
I primi anni [modifica]
Giulio Natta nacque a Porto Maurizio, in provincia di Imperia, il 26 Febbraio 1903 da Francesco Maria, magistrato, ed Elena Crispi. Diplomatosi ad appena 16 anni al Liceo classico Cristoforo Colombo di Genova, frequentò il biennio propedeutico in matematica nella stessa città. Nel 1921 si iscrisse la corso di laurea in Ingegneria Industriale al Politecnico di Milano e l'anno successivo divenne allievo interno all'Istituto di Chimica Generale del Politecnico, dove fu assistente del professore Bruni. Si laureò in ingegneria chimica nel 1924, a soli 21 anni di età. Nel 1925 Natta accettò una borsa di studio a Friburgo in Brisgovia, in Germania, presso il laboratorio del professor Seemann, entrando in contatto con il gruppo di lavoro di Hermann Staudinger che si occupava di macromolecole. Natta intuì l'importanza e le potenzialità delle macromolecole e tornato a Milano iniziò uno studio sulla struttura cristallina di polimeri.
In questo periodo fu professore incaricato di Chimica generale al Politecnico (1925-1932) e, nel contempo, tenne anche un corso di chimica fisica presso l'Università di Milano (1929-1933). Nel 1933 vinse il concorso alla cattedra di Chimica Generale dell'Università di Pavia, dove rimase fino al 1935, quando venne chiamato a ricoprire la cattedra di Chimica Fisica dell'Università La Sapienza di Roma. Nel 1937 ricoprì la cattedra di Chimica Industriale al Politecnico di Torino. L'anno successivo ritornò al Politecnico di Milano, alla cattedra di Chimica Industriale, che lasciava nel 1973, dopo 35 anni.
L'evoluzione della carriera [modifica]
Fu chiamato a dirigere l'Istituto di chimica industriale del Politecnico di Milano per sostituire Giorgio Renato Levi (costretto dalle leggi razziali a lasciare l'insegnamento[1]).
La scoperta dei catalizzatori di Ziegler-Natta fruttò a Giulio Natta e Karl Ziegler il premio Nobel per la chimica nel 1963.
Al Politecnico rimase fino al 1973 come professore ordinario di Chimica industriale e direttore dell'omonimo istituto, dedicandosi alla ricerca sui polimeri a struttura cristallina.
Durante gli anni della guerra ha soggiornato, come sfollato milanese, alla Cascina Marzorata di Vittuone.[2].
Gli ultimi anni [modifica]
A Natta venne diagnosticato il Parkinson nel 1956. A partire dal 1963 le sue condizioni di salute erano andate peggiorando e per questo motivo divenne necessario affiancargli il figlio e altri quattro colleghi, che presenziarono inoltre al conferimento del Nobel a Stoccolma. Natta morì a Bergamo all'età di 76 anni.
La memoria [modifica]
Nel 2007 è stata assegnata alla sua memoria la cittadinanza onoraria di Cucciago, paese dove Natta aveva trascorso periodi di vacanza e sposato nel 1936 la moglie Rosita Beati[3].
Galleria [modifica]
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Casa natale di Giulio Natta nel quartiere Parasio di Porto Maurizio-Imperia
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Casa natale di Giulio Natta nel quartiere Parasio di Porto Maurizio-Imperia
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Targa sulla casa natale di Giulio Natta nel quartiere Parasio di Porto Maurizio-Imperia
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Targa sulla casa che lo ospitò a Ceriana
Riconoscimenti e Onorificenze [modifica]
È stato insignito del premio Nobel per la chimica nel 1963, per la messa a punto di catalizzatori stereospecifici per la polimerizzazione stereochimica selettiva delle alfa-olefine, in particolare per la realizzazione del polipropilene isotattico. Alcuni di tali polimeri vennero commercializzati dalla Montecatini e da aziende dello stesso gruppo con il nome di Moplen (articoli in plastica) e Meraklon (fibra tessile).
| Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — 27 dicembre 1965[4] |
- Premi ministeriale dell'Accademia nazionale dei Lincei;
- Premio reale dell'Accademia nazionale dei Lincei (1943);
- Medaglia d'oro del Comune di Milano come Cittadino benemerito (1960)e della Provincia di Milano come Benemerito della Provincia (1962);
- 1° medaglia d'oro "International Synthetic Rubber" conferitagli da Rubber & Plastics Age"(1961);
- Fronda d'oro della liguria (1962);
- Medaglia d'oro della Society of Plastic Engineers di New York (International Award in Plastic Science and Engineering) (1963);
- Medaglia Perkin della Dyers an Colourist inglese (1963);
- John Scott Award (del Board od Directors del City Trust di Filadelfia) (1963);
- Medaglia Exposition Nationale Suisse, Lausanne (1964);
- Medaglia Lomonosov (1969)
Lauree Honoris Causa:
- Università di Torino (1962);
- Naturwissenschaftlichen Facultat del Johannes Gutenberg Universitat di Magonza, Germania (1963);
- Politecnico di Brooklyn, New York (1964)
- Università di Genova (1964);
- Università Cattolica di Lovanio, Belgio (1965)
A lui sono intitolate le seguenti scuole:
- l'Istituto Tecnico per le Attività Sociali di Milano, città dove ha operato;
- l'Istituto Tecnico Industriale di Stato per la chimica di Bergamo, città dove è morto nel 1979;
- l'Istituto Tecnico Industriale Statale di Rivoli, scuola di recente istituzione.
- il Dipartimento di chimica presso il Politecnico di Milano.
- l'Istituto Tecnico Industriale Statale di Padova
- il Liceo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca di Sestri Levante
- il laboratorio di chimica del Liceo Scientifico "S.Cantone" di Pomigliano d'Arco
- il 20 ottobre 2008 è stata a lui dedicata l'aula del laboratorio di chimica del Liceo classico Cristoforo Colombo di Genova, dove Natta si diplomò.
Note [modifica]
- ^ I chimici e il fascismo - Una vicenda tutt'altro che dimenticata
- ^ Cfr. testimonianza di Antonia Porta in Castellazzo de' Stampi - volti di un borgo tra storia e natura di Andrea Balzarotti, Amministrazione Comunale di Corbetta, Tipolitografia Crespi, Corbetta, 2008
- ^ Silvia Cattaneo, Il Nobel Giulio Natta cittadino di Cucciago, in "La Provincia" (Como), 26 aprile 2007, p.25
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Bibliografia [modifica]
- Questo testo proviene in parte, o integralmente, dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza in Italia, opera dell'Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), rilasciata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
- Voce "Giulio Natta" in AA.VV., Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Roma, Acc. dei Lincei, 1976, pp. 463-465.
- "Giulio Natta: l'uomo e lo scienziato" a cura del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica "Giulio Natta" del Politecnico di Milano
- "Giulio Natta scienziato" a cura di Italo Pasquon
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Giulio Natta
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito del Politecnico di Milano dedicato a Natta
- (EN) Biografia sul sito ufficiale del premio Nobel
- Terni, Archeologia Industriale. Centro Studi Politici e Sociali "F. M. Malfatti"
- Sito dell'ITAS Giulio Natta di Milano, con biografia
Controllo di autorità VIAF: 2600000 LCCN: n83200139
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