Giovanni Mercadante
Giovanni Mercadante (Prizzi, 19 agosto 1947) è un politico italiano.
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[modifica] Biografia
Diplomatosi al liceo classico Gonzaga di Palermo, nel 1971 si laureò in medicina, e operò come medico prima al policlinico dell'Università di Palermo, poi all'ospedale oncologico "Maurizio Ascoli" dove divenne aiuto primario.
[modifica] L'attività politica
Iniziò la carriera politica nel 1990, candidandosi con la Democrazia Cristiana alle elezioni comunali di Prizzi, dove fu eletto e dove ricoprì la carica di Sindaco fino al 1992. Nel 1994 è candidato alla Camera nell'uninominale con il PPI-Patto Segni, ma non è eletto.
Nel 1995 aderì a Forza Italia, e nel 1997 venne eletto al Consiglio Comunale di Palermo, dove svolse l'incarico di capogruppo del suo partito. Venne eletto nel 2001 nella XIII legislatura dell'Assemblea Regionale Siciliana[1].
Nel 2002, il pentito Nino Giuffré lo accusò di essere "una creatura di Provenzano", ma anche Giovanni Brusca e Angelo Siino e una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali davano rilievo alla sua posizione. Già nel 2001 e poi nel 2005 è indagato, ma secondo la DDA di Palermo non vi erano elementi conclusivi, per cui le indagini vennero archiviate.[2] Nel giugno 2006 è rieletto all'Ars.
[modifica] Procedimenti giudiziari
[modifica] L'arresto
Nel luglio 2006, venne arrestato con l'accusa di associazione mafiosa[3], essendo ritenuto un punto di riferimento per Bernardo Provenzano tramite Tommaso Cannella, cugino di Mercadante e boss di Prizzi[4]. Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe aiutato e dato disponibilità dell'ospedale in cui lavorava in favore degli associati, anche latitanti, oltre a redigere documenti sanitari di favore, in cambio dell'appoggio elettorale di Cosa nostra per le elezioni regionali in cui era candidato.[3]. In seguito all'arresto, su decreto del Presidente del Consiglio nell'agosto 2006 è stato sospeso da deputato regionale[5].
Pochi mesi dopo, nel febbraio 2007, il figlio Manfredi rimane coinvolto in un incidente stradale, e gli vengono concessi 5 giorni di domiciliari per recarsi dal figlio[6]: il fatto sarà oggetto di un'interrogazione parlamentare [7], insieme al caso di Flavio Beninati.
[modifica] Processo di primo grado
Nel luglio 2009, è stato condannato a 10 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa[2].
[modifica] Processo d'appello
Il 21 febbraio 2011 la sesta sezione della corte d’appello di Palermo assolve l’ex deputato Giovanni Mercadante dalle accuse perché "Il fatto non sussiste"[8][9]. Viene rilasciato dopo avere scontato quasi sei anni tra carcere ed arresti domiciliari per motivi di salute.
[modifica] Note
- ^ scheda di Mercadante all'ARS. ars.sicilia.it. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ a b «Mercadante condannato per mafia». Rainews24, 28 07 2009. URL consultato in data 22-02-2011.
- ^ a b Arrestato il deputato regionale Mercadante. corriere.it, 10 luglio 2006. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ Al maxiter l'aiuto di Mercadante fu positivo. antimafia 2000. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ Gazzetta Ufficiale N. 186, pp. 21. 11 agosto 2006. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ Alessandra Zinniti. Mercadante al capezzale del figlio. La Repubblica, 20 febbraio 2007. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ Resoconto stenografico seduta n. 168 del 12/6/2007, Allegato B, Pag. 6336. camera.it, 12 giugno 2007. URL consultato il 2009-07-28.
- ^ «Assolto l'ex deputato Fi Mercadante - Ha scontato quasi sei anni di carcere». Corriere della Sera, 21 02 2011. URL consultato in data 22-02-2011.
- ^ Salvo Palazzolo. «Mafia, Mercadante assolto in appello - In primo grado condannato a 10 anni». la Repubblica, 21 02 2011. URL consultato in data 22-02-2011.
[modifica] Collegamenti esterni
- Biografia di Giovanni Mercadante. giovannimercadante.it. URL consultato il 229-07-28. - Sito personale