Giovanni Cataldo Parisio
Giovanni Cataldo Parisio, chiamato anche Cataldo Siculo (Palermo, 1455 circa – Lisbona ?, 1517), è stato uno scrittore e politico italiano vissuto per molti anni in Portogallo. È stato lui ad introdurre l'umanesimo nello stato iberico.
[modifica] Biografia
Nel 1485, dopo aver studiato a Bologna, Padova e Ferrara, fu invitato in Portogallo dal re Giovanni II per assumere la carica di precettore del principe. In poco tempo, divenne segretario di Giovanni II e curò le relazioni con gli altri stati europei, soprattutto con i papi Innocenzo VIII e Alessandro VI e la principessa di Aragona e Castiglia Isabella. Dal 1497 visse grazie ad una pensione statale e, sotto re Manuele, continuò il suo lavoro per la corte e parallelamente quello di precettore per i figli dei nobili fino alla morte.
[modifica] Opere
Inizialmente, curò la corrispondenza con l'estero di Giovanni II. Scrisse quindi lettere di vario genere a molti sovrani europei e alcuni discorsi, tra cui uno in onore di Isabella d'Aragona.
Le opere letterarie propriamente dette, quasi tutte scritte in latino, sono:
- Epistole et Orationes quedam Cataldi Siculi (1500), una raccolta di discorsi e lettere;
- Poemata (1502), alcuni poemi;
- Omnia Cataldi Aquillae Siculi (1509), opera andata perduta;
- Epistole et Orationes (1513), seconda parte della raccolta di discorsi e lettere;
- Visiones (1514), poema ispirato alle Metamorfosi di Ovidio.