Giovanni Baronzio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Storie della vita di Cristo, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma

Giovanni Baronzio (Rimini, XIV secoloRimini, prima del 1362) è stato un pittore italiano.

Indice

[modifica] Vita e opere

Sulla biografia di Giovanni Baronzio non esistono fonti certe. Sappiamo che fu certamente un giottesco della Scuola riminese. Le uniche notizie sono tratte dalle sue opere di cui una è firmata e certamente di sua mano cioè un polittico con La Madonna col bambino e due angeli con San Francesco e San Ludovico da Tolosa, ma le più importanti sono forse le Storie della vita di Cristo che affiancano il pannallo principale. Questa opera è firmata col nome di Ioliannes Barontius de Arimino e datata 1340.

Questo polittico, oggi a Urbino nella Galleria nazionale delle Marche, proviene da un distrutto convento francescano di Macerata Feltria. Questa opera denuncia la mano di un pittore raffinato vicino nei modi al suo conterraneo Pietro da Rimini. Gli sfondi dorati possono far pensare ad una tecnica ancora molto vicina a certi pre-giotteschi come Duccio di Boninsegna, ma la rappresentazione delle figure e delle scenografie sono eredità del giottismo maturo soprattutto perché indulge nella cura dei personaggi e dei particolari come né Duccio, né Cimabue, cioè i pre-giotteschi più famosi, non riescono a veicolare nelle loro opere.

Per il resto tutta l'opera a lui ascritta è d'incerta attribuzione, e secondo dei periodi storici, viene assegnata sia a lui che ad altri pittori della Scuola riminese. La maggior parte di queste opere se le disputano sia Pietro da Rimini che Giuliano da Rimini. Di recente gli sono stati attribuiti, da storici importanti come Roberto Longhi e Federico Zeri, i bellissimi affreschi del Refettorio dell'Abbazia di Pomposa. Alcuni invece vedono la sua mano nella fascia centrale degli affreschi della Basilica di San Nicola da Tolentino (Giacinto Brandi). Ma ambedue le opere sono state fino ad oggi attribuite a due maestri anonimi, sicuramente di ambito riminese, che prendono il nome dai luoghi dove gli affreschi sono posti come il Maestro dell'Abbazia di Pomposa e il Maestro di Tolentino. Più di recente ambedue i cicli pittorici sono invece stati attribuiti a Pietro da Rimini e la sua bottega, anche se nell'incertezza la mano dei due maestri anonimi è ancora l'ipotesi più accreditata.

Sull'anno della sua morte abbiamo una scritta posta dai figli di Giovanni che recita "Iohis Barontii, et Deutacomandi Barontii, et Comandi filii quondam Magistri Ioliannis Barontii Pictoris de cont. S. Agnetis", la tomba non più visibile si sarebbe trovata nella Chiesa di San Francesco di Rimini, poi trasformata nel '400 in Tempio Malatestiano da Leon Battista Alberti, ma rimane citata nei registri della chiesa all'anno 1362, anno prima del quale il Baronzio è sicuramente già morto.

Decapitazione di San Colomba, Pinacoteca di Brera, Milano

[modifica] Altre attribuzioni

Sempre nell'incertezza gli sono attribuite le seguenti opere:

[modifica] Bibliografia

  • L. Romiti, L'opera di Giovanni Baronzio nella Romagna e nelle Marche in L'Arte, I, 1928
  • M. Salmi, La scuola di Rimini in Rivista' del Regio Istituto d'archeologia e storia dell'arte, IV (1932-33)
  • C. Brandi, Mostra della pittura riminese del Trecento, Rimini, 1935
    • Giovanni da Rimini e Giovanni Baronzio in La Critica d'Arte, 1937
  • Giovanni Baronzio e la pittura a Rimini nel Trecento , catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini, 14 marzo-15 giugno 2008) a cura di Daniele Ferrara, Silvana editoriale, Milano 2008
  • Dizionario Biografico degli Italiani ad vocem[1]

[modifica] Altri progetti


Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni