Giovanni Azzini

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Giovanni Azzini
Giovanni Azzini.jpg
Dati biografici
Nome Giovanni Azzini
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto
Altezza cm
Peso kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Centromediano
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
1946-1948 600px Blu e Bianco (V sul petto).svg Brescia
Squadre di club1
1948-1955 600px Blu e Bianco (V sul petto).svg Brescia 160 (1)
1955-1962 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso.png Padova 121 (1)
1962-1963 600px Blu e Bianco (V sul petto).svg Brescia 7 (0)
Nazionale
1952 Bandiera dell'Italia Italia 1 (0)
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 24 dicembre 2007

Giovanni Azzini (Quinzano d'Oglio, 29 agosto 1929Cremona, 4 giugno 1994) è stato un calciatore italiano.

[modifica] Carriera

Crebbe come centrocampista nelle file del Brescia, in Serie B, tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta. In occasione delle Olimpiadi del 1952, svolte a Helsinki, fu convocato in Nazionale ed esordì il 21 luglio 1952 nella gara degli ottavi persa per 3-0 contro l'Ungheria.

Nel 1955 passò al Padova di Nereo Rocco e giocò titolare in Serie A conquistando un terzo posto nel 1957-58; in questa stagione si trovò al centro delle cronache calcistiche per il cosiddetto "caso Azzini": il 30 marzo 1958 la partita che il Padova aveva giocato in casa contro la pericolante Atalanta era terminata con la prima sconfitta interna in campionato per i patavini (0-3). Un'altra squadra in lotta per la salvezza, la Sampdoria, protestò vivacemente, portando a galla un episodio accaduto pochi giorni prima della gara: una testimone aveva rivelato che, in un incontro avvenuto a Brescia tra Azzini, il faccendiere Eugenio Gaggiotti, già noto alle cronache per numerosi illeciti sportivi, e l'ex portiere del Padova Giuseppe "Bepi" Casari, il risultato era già stato deciso.

Azzini si difese di fronte alla Commissione di controllo della Federcalcio, dichiarando che la testimone altri non era che Silveria Marchesini, una ex fidanzata di Azzini che, per vendetta o per lucro, cercava di mettere nei guai il vecchio spasimante. Al di là di questi retroscena la commissione giudicò la partita accomodata e, a fine stagione l'Atalanta fu retrocessa in B e Azzini squalificato a vita per illecito[1]. Tuttavia Azzini fece ricorso e l'inchiesta venne riaperta: nel novembre 1959 l'Atalanta (peraltro nel frattempo già ritornata in Serie A) venne assolta e la squalifica di Azzini fu ridotta ai soli due anni già quasi completamente scontati.

Il calciatore rientrò in campo così all'inizio della stagione 1960-61, giocando ancora due campionati in Serie A. Chiuse la carriera nel 1962-63 al Brescia, in B.

[modifica] Note

  1. ^ dal Corriere dello Sport, 2 luglio 1958
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