Giovanni Alliata Di Montereale
| on. Giovanni Alliata Di Montereale | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Rio de Janeiro |
| Data nascita | 26 agosto 1921 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 20 giugno 1994 |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | industriale |
| Legislatura | I, II, III |
| Gruppo |
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| Collegio | Palermo |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
Giovanni Francesco Alliata di Montereale (Rio de Janeiro, 26 agosto 1921 – Roma, 20 giugno 1994) è stato un politico italiano.
[modifica] Biografia
Il principe Giovanni Francesco Stefano Oliviero Agilulfo Alliata di Montereale e Villafranca, figlio di don Giovanni (nato a Trapani il 13 agosto 1877, deceduto a Rio de Janeiro il 20 gennaio 1938, ministro plenipotenziario di 1ª classe) e di donna Olga dei conte di Matarazzi, nacque in Brasile, dove la famiglia aveva vasti possedimenti. Laureato in giurisprudenza, dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia del 1943 aderì al movimento separatista. Capo della componente agraria del Movimento Indipendentista Siciliano, fu indicato da Gaspare Pisciotta come uno dei mandanti della strage di Portella della Ginestra del 1º maggio 1947,[1] ma le accuse non furono mai provate.
Nel 1946 è eletto al consiglio comunale di Palermo. Il 30 aprile 1947 fu eletto deputato all'Assemblea regionale siciliana ma si dimise nel 1948[2] perché eletto deputato alla Camera, nella prima legislatura, per il Partito Nazionale Monarchico, nel collegio unico nazionale.
Riconfermato alla Camera nel 1953, nel 1956 passa al Partito Monarchico Popolare, con cui viene rieletto nella terza legislatura, stavolta nel collegio di Palermo. Lascia il PMP nel 1959 per aderire al Partito Democratico Italiano. Non rieletto nel 1963. Consigliere comunale a Bologna dal 1956 al 1960.
È stato vice presidente del Partito nazionale monarchico e presidente regionale per la Sicilia dello stesso Partito; vice presidente del Partito monarchico popolare e vice presidente dell'Unione monarchica italiana[3]
Fu coinvolto nell'inchiesta per il tentato golpe del principe Junio Valerio Borghese nel 1970 [1], ma fu prosciolto.
Fu Gran Maestro della loggia massonica di Piazza del Gesù [2]. Aderì alla Loggia P2 (tessera n. 361). Fu Sovrano Gran Commendatore a vita del Rito Scozzese Antico e Accettato dell’osservanza massonica di Piazza del Gesù e Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia Nazionale degli Antichi Liberi e Accettati Muratori (ALAM). Costituì l’Associazione Nobili del Sacro Romano Impero. Fu maestro degli Illuminati del Nuovo Ordine Mondiale, dal quale prese in seguito le distanze, ma per il quale fu indagato a causa di una filiale italiana.
Nel 1993 fu promotore a Roma di una lista alle Comunali per le prime elezioni dirette del sindaco.
Morì a Roma, mentre era agli arresti domiciliari per un'indagine della Procura di Palmi per aver fatto parte di un "gruppo massonico occulto"[4].
[modifica] Note
- ^ si veda pag. 125 del documento presentato dalla commissione stragi alla fine della XIII legislatura
- ^ Assemblea Regionale Siciliana - Profilo Deputato Alliata Giovanni Francesco
- ^ Archivio Giovanni Alliata di Montereale 1923 - 1994 / Inventario: Archivio Giovanni Alliata di Montereale / Archivi privati / Patrimonio / Archivio storico della Camera dei de...
- ^ Stragi di Stato. I nomi
[modifica] Collegamenti esterni
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