Giovanna di Savoia (1907-2000)
| Giovanna di Savoia | |
|---|---|
| Regina di Bulgaria | |
| Nome completo | Giovanna Elisabetta Antonia Romana Maria di Savoia |
| Nascita | Roma, Italia, 13 novembre 1907 |
| Morte | Estoril, 26 febbraio 2000 |
| Casa reale | Savoia |
| Padre | Vittorio Emanuele III |
| Madre | Regina Elena |
| Consorte di | Boris III |
| Figli | Maria Luisa di Bulgaria, Simeone II di Bulgaria |
Giovanna di Bulgaria, nata Giovanna Elisabetta Antonia Romana Maria di Savoia (Roma, 13 novembre 1907 – Estoril, 26 febbraio 2000), fu principessa d'Italia, in quanto figlia del re d'Italia Vittorio Emanuele III e della regina Elena e sorella di Umberto II. Fu inoltre regina di Bulgaria per matrimonio.
Indice |
[modifica] L'adolescenza
Giovanna crebbe in famiglia con le sorelle Iolanda, Mafalda, Maria Francesca e la madre, dalla quale ricevette un'educazione classica. Nel settembre del 1923, a 16 anni, si ammalò di tifo contemporaneamente alla sorella Mafalda e si temette per la loro vita; poiché vennero assistite da due monache dell'ordine di Santa Chiara la principessa fece voto di devozione a San Francesco in caso di guarigione.
[modifica] Il matrimonio
Nel 1927 incontrò per la prima volta il futuro re di Bulgaria Boris III, e, il 25 ottobre 1930, ad Assisi, con ufficio del Podestà di Assisi Arnaldo Fortini incaricato da Vittorio Emanuele III, si sposarono con rito cattolico. Essendo lo zar di religione ortodossa, venne celebrata una seconda cerimonia a Sofia.
Dal matrimonio nacquero due figli:
- La principessa Maria-Luisa (Sofia, 13 gennaio 1933).
- L'erede al trono Simeone II di Bulgaria (Sofia, 16 giugno 1937).
[modifica] La crisi bulgara
Nel 1940 il re Boris III riuscì a strappare alla Romania la regione della Dobrugia; nel 1941, durante un viaggio in Germania, accettò di unirsi a Hitler nel secondo conflitto mondiale con l'Italia ed il Giappone, ma lo zar, temendo una sollevazione popolare, rifiutò di dichiarare guerra alla Russia.
La crescente repressione attuata dai tedeschi, soprattutto contro gli ebrei, spinse lo zar e la zarina ad aiutare e proteggere gli ebrei bulgari al fine di salvarli dalla persecuzione nazista facendoli fuggire in Argentina.
Nel 1943, probabilmente per mano sovietica, benché per anni la propaganda comunista abbia additato come responsabile Hitler, Boris III morì per avvelenamento dopo giorni di agonia.
[modifica] L'esilio
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Dinastia dei Savoia-Carignano
Figli
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NOTA
Ferma restando la genealogia dei Savoia, il tema della successione ad Umberto II come capo del casato è oggetto di controversia tra i sostenitori di opposte tesi rispetto all'attribuzione del titolo a Vittorio Emanuele piuttosto che a Amedeo: infatti il 7 luglio 2006 la Consulta dei Senatori del Regno, con un comunicato, ha dichiarato decaduto da ogni diritto dinastico Vittorio Emanuele ed i suoi successori ed ha indicato duca di Savoia e capo della famiglia il duca d'Aosta, Amedeo di Savoia-Aosta, fatto contestato anche sotto il profilo della legittimità da parte dei sostenitori di Vittorio Emanuele. Per approfondimenti leggere qui. |
Dopo la morte dello zar Boris III venne proclamato re il piccolo Simeone II, sotto un Consiglio di reggenza costituito dallo zio Kyril, dal generale Michov e dal primo ministro Bogdan Filov.
Il 5 settembre 1944 l'URSS dichiara guerra alla Bulgaria; il governo, paralizzato, si proclama neutrale e non oppone resistenza all'avanzata dell'Armata Rossa.
Si aggregano partigiani e militari, passati con gli antifascisti, confluendo a Sofia ed arrestando i reggenti, i membri del governo ed i dirigenti fascisti. Venne proclamato un governo del Fronte Patriottico (dominato dai comunisti) e nominato primo ministro Kimon Georgiev. I comunisti procedono ad assassinii di massa. Tutta la classe dirigente fu annientata. Giovanna, in segno di silenziosa protesta e di dissenso, dando prova di indubbio coraggio, si recava senza scorta a pregare sulle fosse contenenti i corpi degli assassinati.
La tomba del re Boris, presso il Monastero di Rila, fu violata ed il corpo portato in un luogo segreto e mai più ritrovato, tranne il cuore, ora sepolto nella chiesa del monastero. Nel 1946 fu indetto un referendum, il cui risultato fu pilotato dai sovietici, e viene di fatto abolita la monarchia: Giovanna coi due figli fu costretta all'esilio. Raggiunse dapprima l'Egitto presso i genitori, poi, dopo un netto rifiuto da parte dell'Italia che non trovava "opportuno" ospitare la Famiglia reale bulgara, essendo la Regina una Savoia, nel 1950 il dittatore Francisco Franco offrì loro asilo politico in Spagna e infine, sposatisi i figli, raggiunse il Portogallo presso il fratello Umberto II di Savoia.
Tornò per la prima volta in Bulgaria nel 1993, caduto il comunismo, accolta con grande entusiasmo, per il cinquantenario della morte di suo marito Boris. Morì a Estoril il 26 febbraio 2000, ma volle essere sepolta in Italia, nel cimitero di Assisi, cappella dei frati. Era infatti devotissima a San Francesco e terziaria francescana. Giovanna, durante il regno, fu popolare presso i bulgari. Lo storico francese Ristelhneber definì la sua vita: "Tutto un esempio di semplicità e di dignità".
[modifica] Onorificenze
| Dama di Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta | |
[modifica] Bibliografia
- Giovanna di Bulgaria, Memorie, Rizzoli, Milano, 1964.(In questo libro, alle pp. 191 e ss., sono descritte le stragi compiute dai comunisti e il fatto che la Regina si recasse, senza scorta, sulle fosse comuni degli assassinati).
- Giovanna di Savoia. Dagli splendori della reggia alle amarezze dell'esilio, Cristina Siccardi, Paoline Editoriale Libri, Milano, 2001. Tradotto in lingua bulgara da Montecchi Editore, 2003.(Da pag. 246 vengono ricordate le uccisioni ad opera dei comunisti, a pag. 250 si riferisce della scomparsa del cadavere di re Boris e del cuore).
- René Ristelhneber, Storia dei Paesi balcanici, Cappelli, Bologna, 1959, pag. 612.
- Giulio Vignoli, Un fiore per Giovanna. Giovanna di Savoia, zarina di Bulgaria, in Scritti politici clandestini, ECIG, Genova, 2000, pag. 61.
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| Predecessore | Zarina consorte di Bulgaria | Successore | |
|---|---|---|---|
| Titolo vacante in precedenza detenuto da Eleonora di Reuss-Köstritz |
1930 – 1943 | Titolo vacante in seguito la monarchia è stata abolita Pretendente al titolo: Margarita Gomez-Acebo y Cejuela |
