Giovan Battista Perasso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Statua a Balilla in Portoria

Giovan Battista Perasso o Giambattista, detto Balilla (Genova, 1735Genova, 1781) è una popolare figura storica di patriota della Genova del Settecento.

Indice

[modifica] Biografia

La sua reale identità è rimasta dubbia ma in lui viene identificato il giovane da cui il 5 dicembre 1746 prese le mosse la rivolta popolare contro gli occupanti dell'impero asburgico nel quartiere genovese di Portoria.

La popolazione venne incitata dal ragazzo a sollevarsi attraverso il lancio di un sasso contro le truppe austro-piemontesi che sotto il comando del ministro plenipotenziario Antoniotto Botta Adorno occupavano la città, a quel tempo alleata con i francesi e gli spagnoli. Il 10 dicembre 1746 la città fu così liberata dalle truppe austriache.

L'arroganza dei soldati austriaci, che pretendevano di essere aiutati ad estrarre fuori dal fango un pezzo di artiglieria, fu la miccia che fece esplodere la risolutiva, per le sorti di Genova, rivolta popolare.

[modifica] Mito discusso, identità incerta

Come ricorda il giornalista e scrittore Paolo Lingua nel suo libro Breve storia dei Genovesi, il mito del Balilla fu alimentato e ingrandito principalmente in pieno Risorgimento, ovvero cento anni dopo gli accadimenti che portarono alla rivolta popolare contro le truppe austro-piemontesi guidate dal plenipotenziario asburgico Antoniotto Botta Adorno.

La sua figura fu poi ulteriormente enfatizzata, sempre in chiave fortemente patriottica, nel ventennio dell'era fascista, anche attraverso la creazione dell'Opera Nazionale Balilla.

Nessuna testimonianza storica accertata e accertabile, né alcun documento ufficiale forniscono dunque il nome esatto del protagonista di questo storico episodio, tanto che a lungo attorno a questa figura, che pure è stata, questa sì, storicamente accertata, è aleggiato un alone di leggenda.

Approfondite ricerche sulla esatta identità dell'eroe di Portoria furono peraltro portate avanti nell'Ottocento con esiti controversi. Si giunse però ad accertare che due Giovan Battista Perasso (o Giambattista Perasso) erano nati rispettivamente uno nel 1729 a Pratolungo di Montoggio, sulle colline di Genova; l'altro nel 1735 nello stesso quartiere di Portoria. Entrambi quindi sono i possibili Balilla della storia.

Ma Balilla era il soprannome di altro popolano, non un ragazzo, ma un uomo, Andrea Podestà, che corrisponde biunivocamente in numerosi processi rotali a questo "soprannome" da distinguerlo più di un cognome vero.

Perasso può essere stato invece il ragazzo di Portoria, perché la tradizione orale aveva fondamenta e perché di età congrua, ma non vi è alcuna prova documentale. Egli aveva un soprannome, documento della Rota Criminale della metà anni cinquanta, diverso, ovvero Beccione, di natura dileggiativa simile a Mangiamerda, che però ha come fonte testimone oculare, Accinelli, che però riferiva per sentito dire degli altri quartieri, lui essendo di Prè e non Portoria[1]

È appurato comunque[senza fonte] che un tale ragazzo sia esistito realmente: ne fa fede un resoconto dell'avvenimento[senza fonte] inviato al governo austriaco che riferisce come:

« ...la prima mano onde il grande incendio si accese, fu quella di un picciol ragazzo, quel dié di piglio ad un sasso e lanciollo contro un ufficiale tedesco. »

La Società Ligure di Storia Patria nel 1927 ha messo, per così dire, una parola definitiva sulla questione stabilendo che non è possibile - sulla base dei documenti di cui si dispone - identificare con sicurezza il "ragazzo delle sassate".

Anche per lo storico Federico Donaver, del resto, il monumento eretto a ricordo dell'episodio di Portoria rappresenta, oltre che l'eroe in sé stesso, "l'ardire generoso d'un popolo che, giunto al colmo dell'oppressione, spezza le sue catene e si rivendica la libertà".

[modifica] Origine del soprannome

Giuseppe Comotto, La rivolta di Portoria contro gli Austriaci nel 1746

Nell'archivio di Palazzo Rosso a Genova è conservato il manoscritto mss.1160[2] contenente il Bellum Genuense, poema anonimo dell'epoca in latino maccheronico che recita, ai versi 122-123:

« cognomine dictus Mangiamerda fuit primus certaminis autor. »

Umberto Villa lo pubblicò nel volume Guerra di Genova contro i tedeschi, importanti manoscritti rinvenuti il 4 marzo 1926 (Genova, 1926)[3] sostituendo però, per decenza, con Mangiapane[4] il soprannome del Perasso.

Commenta Aldo Agosto:

« Tale epiteto, secondo il comunissimo gergo popolare genovese ad onta del significato letterale, tende ad indicare un personaggio di molto bassa condizione, ovvero «un bambino, un piccolino, un buono a niente che pure seppe fare un miracolo»[5] ed usato a nostro avviso dall'ignoto autore del poema maccheronico certamente più in dispregio dello straniero tracotante, che a detrimento del «singulari puer audacia»."[3] »

Esiste pertanto la possibilità che il vero soprannome del Perasso fosse stato un altro, almeno fino al 5 dicembre 1746.

Balilla o Ballilla[6] è il diminutivo di balla (it. "palla"), con l'aggiunta di desinenza latinizzante o più probabilmente ispanizzante (visto il gusto dell'epoca, per conferire un tono esotico oltre che informale): può essere tradotto letteralmente con "pallina" e doveva essere un appellativo riferito ai bambini molto comune nella lingua di Genova, insieme a Ballin[7] (it. "Pallino") e Balletta[8], tutt'ora in uso.

Frontespizio de Il Genio ligure trionfante

Il soprannome Balilla non sembra aver quindi nulla a che vedere con il soprannome Baciccia[9], che è una variante familiare genovese di "Battista", nata probabilmente da una pronuncia infantile storpiata e, come spesso accade, adottata come soprannome ufficiale della persona che l'infante intendeva indicare, poi diffusosi largamente nella lingua genovese ottocentesca (come testimoniò anche Charles Dickens[10]) Il diminutivo di Baciccia è Baciccin.[11]

Nell'opera scenica plurilingue di Gio. Agostino Pollinari "Il genio ligure trionfante", rappresentata nel 1697 al teatro Falcone in Genova[12], e riscoperta da Fiorenzo Toso tre secoli più tardi, uno dei personaggi è proprio il Caporal Balilla , ovvero, il Miles gloriosus, il Capitan Fracassa, il Caporal Berodo "nella sua ultima e forse più inaspettata trasformazione [...] impegnato una volta tanto in battaglie vere"[13].

Vista la relativa vicinanza temporale tra la nascita di questa nuova maschera e i fatti di Portoria, esiste la possibilità che il soprannome Balilla sia stato dato al Perasso solo dopo i fatti stessi, anzi proprio in virtù delle sue gesta, attribuendogli il nome di un personaggio della fiction (come oggi potrebbero essere, più prosaicamente, Nembo Kid, Rambo o il Gabibbo) forse "rimasto vivo nella memoria popolare"[14] o "per la riscoperta culta effettuata da qualche ammiratore del Pollinari"[15].

[modifica] Che l'inse?

"Che l'inse?" , il celebre grido con cui il Balilla diede l'avvio alla rivolta, è una tipica forma interrogativa della lingua genovese pre-ottocentesca che prevedeva l'uso della congiunzione che seguita dal congiuntivo. Il verbo "insâ"[16] o "inçâ"[17] è transitivo e significa "cominciare a consumare qc."[18] (ad esempio una torta) o "dare inizio a qc." (ad esempio una lite). In questo caso può essere tradotto con "La comincio?" ovvero "Volete che cominci [la zuffa? Eccovi accontentati!]".

Genova, Piazza Portoria Monumento a Balilla (2009)

Nell'entroterra ligure venivano fatti i cosiddetti "Panin du Balilla", in onore del "Balilla" e dedicati a tutti i bambini. Dopo la guerra il nome venne cambiato in "Panin du Balin". Erano rotondi di leggera pasta frolla zuccherati in superficie, una vera golosità, oggi sono spariti.

Il giovane Balilla viene citato nell'inno nazionale italiano di Goffredo Mameli, nella quarta strofa:

« I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla »

[modifica] Bibliografia

  1. ^ L. Grasso, Convegno per i 250 anni della rivolta. Dal 5 gennaio di Portoria al 14 gennaio del Palazzetto Criminale, Genova 1998
  2. ^ Davide Canavesi, Mitografia risorgimentale: l'inno di Mameli e la reinvenzione del passato.
  3. ^ a b Aldo Agosto, La questione del Balilla alla luce dei nuovi documenti, estratto da Atti della Società di Storia Patria, Volume XIX (XCIII) 1979
  4. ^ Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, 1980
  5. ^ E. Pandiani, La cacciata degli austriaci da Genova nel 1746, Torino 1923, p. 26
  6. ^ Zan'Agostin Gastadi - Ra Gerusalemme deliverâ - 1755, XX-18: Sò dî se l'è ro Gioppo o pù Ballilla
  7. ^ Gio. Giacomo Cavallo - La cetra genovese - 1630 - p.154: Ballin ambasciou dri pescuei a ro serenissimo Zorzo Centurion, Duxe dra Repubrica de Zena
  8. ^ Gio. Casaccia - Diz. Genovese-Italiano - 1876, p.106: 'dicesi per vezzo a Piccolo ragazzo: ... marmocchio'
  9. ^ ivi, p.857)
  10. ^ Charles Dickens - Pictures from Italy - 1846
  11. ^ Gio. Casaccia - Diz. Genovese-Italiano - 1876, p.857)
  12. ^ Il genio ligure trionfante. Opera scenica da recitarsi al teatro del Falcone di Genova l'anno 1697 - Casamara - Genova
  13. ^ Fiorenzo Toso - La letteratura in genovese - Vol.2 - 1999 p.202
  14. ^ ibidem: ... un fatto suggestivo confermerebbe il ruolo di cerniera esercitato dalla piccola fioritura letteraria patriottica del 1684 rispetto agli sviluppi successivi di questo genere intorno ai fatti del 1746: il nome assunto dal Caporale nel Genio ligure trionfante è infatti Balilla, lo stesso che la tradizione attribuirà poi all'eroe di Portoria. Sia per il recupero di un eroe rimasto vivo nella memoria popolare, sia per la riscoperta culta effettuata da qualche ammiratore del Pollinari, una coincidenza di questo genere non sembra affatto casuale.
  15. ^ ibidem
  16. ^ Giuseppe Olivieri, Dizionario genovese-italiano, 1851, p.239
  17. ^ Steva de Franchi, Ra Gerusalemme deliverâ, 1755, IX-42: "Ra bæga za inça"
  18. ^ G.Casaccia Dizionario Genovese-Italiano, 1876, p.445
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bibliografia su Genova.
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Altre lingue