Giorgio Pini
Giorgio Pini (Bologna, 1 febbraio 1899 – Roma, 30 marzo 1987) è stato un politico e giornalista italiano.
[modifica] Biografia
Soldato, partecipò alla Prima guerra mondiale, diventando fascista nel 1920. Lavorò al giornale della Federazione Fascista di Bologna, prima come giornalista, poi come direttore. Nel 1930 fu direttore del Giornale di Genova, e poi del Gazzettino di Venezia. Diventò nel 1936 Caporedattore al Popolo d’Italia e, spinto da Benito Mussolini, riuscì a potenziare le vendite quasi triplicandole. Vi lavorò fino al 25 luglio 1943, quando il giornale cessò le pubblicazioni. Incaricato da Mussolini come sottosegretario agli interni, da lui voluto per il cambiamento dei vertici del partito, fu assiduo sostenitore della rimozione di Buffarini.
Aderendo alla Repubblica Sociale Italiana diresse Il Resto del Carlino come Capo redattore e responsabile amministrativo. Dal 1953 inizia la sua collaborazione con la testata Pensiero Nazionale; nel 1955, con Duilio Susmel, scrisse il saggio Mussolini, l’Uomo e l’opera.
Nel dopoguerra, fu uno dei principali esponenti della corrente di "sinistra nazionale" del Movimento Sociale Italiano, ed uno degli animatori del Raggruppamento Sociale Repubblicano.
Morì a Bologna il 30 marzo 1987.
| Predecessore | Direttore de il Resto del Carlino | Successore | |
|---|---|---|---|
| Widar Cesarini Sforza | 26 maggio 1928 - 4 marzo 1930 | Achille Malavasi | I |
| Alberto Giovannini | 16 settembre 1943 - 20 aprile 1945 | Gino Tibalducci | II |