Giochi della XI Olimpiade
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Giochi della XI Olimpiade |
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| Città ospitante | ||||||||||||||||||||||||||
| Nazioni partecipanti | 49 (vedi sotto) | |||||||||||||||||||||||||
| Atleti partecipanti | 3.936 (3.632 |
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| Competizioni | 129 in 19 sport | |||||||||||||||||||||||||
| Cerimonia di apertura | 1 agosto 1936 | |||||||||||||||||||||||||
| Cerimonia di chiusura | 16 agosto 1936 | |||||||||||||||||||||||||
| Aperti ufficialmente da | Adolf Hitler | |||||||||||||||||||||||||
| Giuramento degli atleti | Rudolf Ismayr | |||||||||||||||||||||||||
| Ultimo tedoforo | Fritz Schilgen | |||||||||||||||||||||||||
| Stadio | Stadio Olimpico di Berlino | |||||||||||||||||||||||||
| Cronologia dei Giochi olimpici | ||||||||||||||||||||||||||
| Giochi precedenti | Giochi successivi | |||||||||||||||||||||||||
| Los Angeles 1932 | Londra 1948 | |||||||||||||||||||||||||
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I Giochi della XI Olimpiade si sono svolti a Berlino (Germania) dal 1º al 16 agosto 1936.
Indice |
[modifica] Avvenimenti
La decisione dello svolgimento dei Giochi olimpici a Berlino venne presa il 13 maggio 1931, ma quando Adolf Hitler venne nominato Cancelliere molte furono le richieste di spostare altrove le Olimpiadi; nonostante ciò il Comitato Olimpico Internazionale fu irremovibile.
Il governo tedesco non badò a spese: lo stadio olimpico in Berlino venne realizzato in materiali pregiati con una struttura dalle forme classiche di memoria greco-romana, mentre la piscina fu ampliata e gli atleti poterono godere di uno sfarzoso villaggio olimpico. Tutto questo portò a un'Olimpiade organizzata perfettamente e mai come prima i Giochi coinvolsero il pubblico: furono venduti oltre quattro milioni di biglietti. L'occasione olimpica venne celebrata dal film Olympia della famosa regista Leni Riefenstahl che rimane probabilmente il più importante film olimpico mai girato; così il cinema si configurò come uno dei più efficaci medium di cui Hitler si servì. La comunicazione olimpica assunse quindi un ruolo preponderante nell'intento di nazificazione del Cancelliere tedesco, tanto da trasformare i Giochi olimpici in una potente arma di propaganda. Questa edizione fu anche la prima ad essere ripresa dall'occhio delle telecamere della televisione: il regime tedesco mise in onda il primo programma televisivo regolare al mondo per permettere ai possessori dell'apparecchio di seguire la visione in diretta dell'evento, mentre la Deutsche Reichspost, vista la scarsità di apparecchi televisivi privati, organizzò vari punti d'ascolto (le cosiddette "sale pubbliche televisive") in diverse zone di Berlino affinché anche la gente comune potesse ammirare le imprese degli atleti[1].
La solenne cerimonia di apertura delle olimpiadi avvenne il 1º agosto, in un pubblico entusiasta di 120.000 persone che gridava a tutto spiano “Heil Hitler”; il punto culminante dei festeggiamenti fu durante l’ingresso nello stadio di un tedoforo che reggeva la fiaccola accesa a Olimpia e arrivata, dopo un viaggio di quasi 3.000 km per tutta l'Europa, a Berlino, grazie a staffette che avevano percorso circa 1 km a testa. Da allora tale procedura sarebbe divenuta tradizione a ogni edizione delle Olimpiadi.
Il successo dell'équipe tedesca fu agevolato sia dal "dilettantismo di Stato" che consentì agli atleti di prepararsi a tempo pieno, senza preoccupazioni economiche (in quanto furono alimentati, curati ed alloggiati a spese dello Stato), sia dall'introduzione di alcune nuove specialità, come la canoa e il kayak, poco praticate dagli altri paesi[2].
Nonostante un dominio della Germania (che non salì sul podio solo nel calcio, nel polo e nel basket), si registrarono alcune delusioni: nella maratona, dove due coreani, allora "sudditi" del Giappone, vinsero oro e bronzo, e nel calcio con la vittoria della Nazionale italiana, che aveva già vinto la Coppa del Mondo nel 1934. Ma il Führer poté definirsi fortunato in quanto l'atleta tedesco e comunista Werner Seelenbinder arrivò solamente quarto nella gara di lotta greco-romana: egli aveva promesso un plateale gesto di dissenso nei confronti del Cancelliere tedesco in caso di vittoria.
[modifica] Boicottaggi
[modifica] Boicottaggio statunitense
In paesi come gli Stati Uniti si formò un movimento per il boicottaggio delle Olimpiadi di Berlino 1936, che ebbe anche il consenso del presidente Roosevelt. Quest'ultimo inviò un osservatore, Avery Brundage, in Germania per rendersi meglio conto della situazione. L’osservatore,e futuro presidente del Cio, tornò negli USA veramente fiero dell'operato dei tedeschi. Gli atleti statunitensi parteciparono quindi ai Giochi di Berlino. Tuttavia a New York, come anche si cercò di tentare a Barcellona, fu organizzata una contro-olimpiade in contemporanea con lo svolgimento delle olimpiadi ufficiali.
[modifica] Boicottaggio spagnolo
Il governo spagnolo boicottò i Giochi e organizzò una contro-olimpiade popolare come un evento parallelo a Barcellona. Circa 6.000 atleti provenienti da 22 paesi iscritti per i giochi. Tuttavia, la cosiddetta "Olimpiade del Popolo" fu interrotta a causa dello scoppio della guerra civile spagnola appena un giorno prima dell'inizio dell'evento. Come la Spagna, anche l'Unione Sovietica rifiutò di partecipare alle Olimpiadi estive del 1936, anche se non organizzò nessuna contro-olimpiade.
[modifica] Il caso Owens
È leggenda assai diffusa, ma si tratta di narrazione priva di fondamento, come dichiarato dallo stesso Jesse Owens, il rifiuto di Hitler di riconoscerne le vittorie.
Egli infatti in ragione delle motivazioni precedentemente menzionate non celebrò alcuna vittoria, ma anzi mentre l'atleta statunitense passava sotto la tribuna d'onore venne salutato da Hitler con un gesto della mano al quale egli rispose.[3]
[modifica] Novità olimpiche
Durante le Olimpiadi del 1936 venne introdotta un'aggiunta di primario valore per tutte le edizioni future, il percorso della fiamma olimpica; l'ultimo tedoforo portò la fiaccola olimpica sin entro lo stadio accendendo il braciere posto tra le gradinate dell'Olympiastadion.
[modifica] Protagonisti
- Jesse Owens (atletica leggera, USA) vinse quattro medaglie d'oro (salto in lungo, 100, 200 metri e la staffetta 4x100).
- Rie Mastenbroek (nuoto, Olanda) vinse 3 medaglie d'oro: venne definita "l'imperatrice di Berlino".
- Dopo appena 4 anni, la statunitense Marjorie Gestring, oro nei tuffi a 13 anni, batté il record conquistato a Los Angeles da Kusuo Kitamura. Sempre in questa edizione, Inge Sorensen, svedese, vinse a 12 anni il bronzo nei 200 metri rana, diventando la più giovane atleta ad essere mai salita sul podio olimpico in una gara individuale.
- Nella pallanuoto, Olivér Halassy vinse con la squadra ungherese la medaglia d'oro, pur essendo privo di una gamba, che gli era stata amputata dopo un incidente stradale.
- Jack Beresford, ciclista britannico, vinse una medaglia: era successo anche nelle precedenti quattro edizioni dei Giochi.
- Trebisonda "Ondina" Valla, ventenne bolognese, diventò la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro, grazie al suo successo (ufficializzato dal fotofinish) negli 80 metri ad ostacoli.
- La finale di basket tra Canada e Stati Uniti venne vinta da questi ultimi con l'incredibile punteggio di 19-8; ciò accadde in quanto la gara fu giocata all'aperto, in un campo fangoso e sotto una pioggia battente.
[modifica] Medagliere
In tutto vennero assegnate 388 medaglie.
| Squadra | Tot. | |||
|---|---|---|---|---|
| 33 | 26 | 30 | 89 | |
| 24 | 20 | 12 | 56 | |
| 10 | 1 | 5 | 16 | |
| 8 | 9 | 5 | 22 | |
| 7 | 6 | 6 | 19 | |
| 7 | 6 | 6 | 19 | |
| 6 | 5 | 9 | 20 | |
| 6 | 4 | 8 | 18 | |
| 6 | 4 | 7 | 17 | |
| 4 | 7 | 3 | 14 | |
| 4 | 6 | 3 | 13 | |
| 3 | 5 | 0 | 8 | |
| 2 | 2 | 3 | 7 | |
| 2 | 2 | 3 | 7 | |
| 2 | 1 | 2 | 5 | |
| 1 | 9 | 5 | 15 | |
| 1 | 3 | 5 | 9 | |
| 1 | 3 | 2 | 6 | |
| 1 | 0 | 1 | 2 | |
| 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 0 | 3 | 3 | 6 | |
| 0 | 2 | 3 | 5 | |
| 0 | 1 | 1 | 2 | |
| 0 | 1 | 0 | 1 | |
| 0 | 1 | 0 | 1 | |
| 0 | 1 | 0 | 1 | |
| 0 | 0 | 3 | 3 | |
| 0 | 0 | 2 | 2 | |
| 0 | 0 | 1 | 1 | |
| 0 | 0 | 1 | 1 | |
| 0 | 0 | 1 | 1 |
[modifica] Medaglie per sport
I vincitori di medaglie nei diversi sport:
[modifica] Note
- ^ Elio Trifari. «Berlino 1936: nasce la tv». gazzetta.it, 7 luglio 2008.
- ^ Antonino Fugardi, Storia delle Olimpiadi. Universale Cappelli, 1972 (p. 132, 133)
- ^ Jesse Owens, The Jesse Owens Story.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Giochi della XI Olimpiade
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito del CIO: Berlino 1936 in inglese
- Sito del CONI: Berlino 1936
- United States Holocaust Memorial Museum - Online Exhibition: Nazi Olympics: Berlin 1936
- United States Holocaust Memorial Museum - Library Bibliography: 1936 Olympics
- Vittorio Pozzo - Quando il calcio parlava Italiano La Storia siamo Noi - Rai Educational
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